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Ancelotti spiega il no all'Italia, bacchetta Neymar e dice addio ad altri senatori del Brasile

  • Postato il 30 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ancelotti spiega il no all'Italia, bacchetta Neymar e dice addio ad altri senatori del Brasile

Le vacanze in Canada gli sono servite per schiarirsi le idee, per metabolizzare la delusione, per capire gli errori ma anche per individuare da dove ripartire. Con il Brasile, chiaro, perchè Carlo Ancelotti, in un’intervista a Espn, torna sul no all’Italia e spiega come sarà la sua nuova Nazionale. Senza Neymar, che ha detto addio alla camiseta auriverde, e senza altri senatori. Il ct ha chiarito che ora l’attenzione è rivolta al rinnovamento e allo sguardo verso le generazioni future, cogliendo l’occasione anche per rivelare cosa è successo dietro le quinte durante i Mondiali.

L’addio ai senatori

Pur elogiando l’atteggiamento e l’impegno di Neymar durante gli allenamenti e il suo recupero fisico, re Carlo ha sottolineato un aspetto riguardo alla preparazione del giocatore. “L’unica cosa che mi ha dato fastidio è che Neymar avrebbe potuto allenarsi meglio in quel periodo, prepararsi meglio, avrebbe potuto essere in forma migliore per la prima partita e non per la quarta “, ha detto, ribadendo tuttavia che portare il fuoriclasse al torneo è stata la decisione giusta.

Oltre a Neymar, Ancelotti ha indicato che è improbabile che altri giocatori esperti rimangano in rosa per le future convocazioni: “Credo che questo Mondiale segni la fine di una generazione di giocatori molto importanti. A cominciare da Neymar . Passando per Danilo, Casemiro, tutti quei giocatori che avevano più di 30 anni al Mondiale”. Marquinhos è uno dei nomi che dovrebbero rimanere nel gruppo, mentre la situazione del portiere Alisson sarà valutata in base alle prestazioni dei giovani portieri che potrebbero essere chiamati in prima squadra.

Per Ancelotti pianificare il futuro richiede il coraggio di far scendere in campo nuovi giocatori: “Non dirò che cambierò tutti e 26 i giocatori. Terremo alcuni elementi importanti che possono continuare il lavoro. Penso sia importante che restino per dare un segno di continuità al progetto. Ma l’idea è quella di cambiare, di integrare una nuova generazione .Individueremo nuovi giocatori che possano entrare in squadra, non dico per i prossimi Mondiali del 2030, ma che possano essere competitivi già nel primo obiettivo, ovvero la Copa América del 2028. Ci sono i giovani che sono già con noi: Estêvão, Rayan, Endrick, saranno molto importanti. Vitor Reis, per esempio. Fare nomi è complicato, ma ci sono giovani nel Brasileirão, che stanno giocando e dimostrando qualità tali da poter potenzialmente entrare a far parte della Nazionale. Penso che dobbiamo cercare nuovi portieri. E ce ne sono alcuni in giro che dovremmo tenere d’occhio. Considerando le qualità che Alisson ed Ederson possiedono ancora, l’idea è di valutare attentamente i nuovi portieri.”

L’offerta dell’Italia

Sull’incontro con Maldini, Ancelotti rivela: “La federazione italiana mi ha semplicemente contattato, ma non si tratta di una questione contrattuale, bensì di un impegno. Il mio impegno nei confronti del Brasile non si basa sulla firma del contratto, ma sull’anno che ho trascorso qui, dove sono stato accolto benissimo, e non voglio venire meno a questo impegno. Voglio continuare a lavorare e a far parte della Nazionale brasiliana. A volte le critiche ti rendono più consapevole, più motivato. Bisogna concentrarsi bene su ciò che si deve fare per il futuro, tenendo conto degli errori del passato. E, lo ripeto, siamo convinti che il lavoro svolto in un anno sia stato un buon lavoro. Perché credo che i 26 giocatori che hanno dovuto giocare ai Mondiali fossero proprio quei 26

La sconfitta contro la Norvegia

Il ct ammette che l’eliminazione ai Mondiali è stato un duro colpo: “Non è stato un periodo facile, a causa della tristezza e della delusione per la sconfitta. Ha avuto un impatto enorme a livello personale. Nella mia carriera ho vinto molto, ma ho anche subito molte sconfitte. Più sconfitte che vittorie. Questa è diversa perché non hai tempo per pensare e reagire. In un club, perdi una partita, ma dopo 15 giorni o un mese hai un’altra opportunità. Qui, i tempi sono più lunghi e devi elaborare la cosa gradualmente. È più complicato. La sconfitta è già stata elaborata; è stata una sconfitta deludente perché penso che il Brasile avrebbe dovuto andare più lontano ai Mondiali. Ma è successo e dobbiamo guardare avanti”.

Prima di guardare avanti Ancelotti guarda indietro: “La Norvegia ha avuto il possesso palla, sì. Ma per la maggior parte del tempo lo ha avuto nella propria metà campo. Penso che la statistica del possesso palla non sia così importante.Quando una squadra ha Vinicius Junior, Endrick ed Estêvão in attacco, che attaccano con grande profondità, deve giocare un calcio più diretto rispetto ad altre. È vero che la squadra che ha vinto la Coppa del Mondo, la Spagna, ha avuto molto possesso palla. Ma la Spagna ha subito un gol. Hanno avuto molto possesso palla perché la Spagna ha una generazione di centrocampisti fortissima. Hanno sette dei migliori centrocampisti al mondo: Fabián, Rodri, Pedri, Olmo, Zubimendi, Merino e Gavi. Sette. Quindi cercavano l’occasione per controllare la partita e vincere la Coppa del Mondo ma non ha giocatori di quella qualità in attacco. Hanno un solo giocatore, Lamine Yamal, molto bravo nell’uno contro uno. Ma il resto sono tutti giocatori di copertura.”

Autore
Virgilio.it

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