Amt, il Comune di Genova vuole mantenere le gratuità oltre il 30 aprile ma è ancora incognita sui conti

  • Postato il 1 aprile 2025
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Genova. I genovesi che hanno aspettato l’ultimo minuto per dotarsi di Citypass e abbonamento Miv per sfruttare alcune delle gratuità previste dall’attuale sistema tariffario di Amt si saranno accorti che sull’abbonamento in questione la data di scadenza è il 30 aprile 2025. Proprio così, a quella data, in teoria, la sperimentazione sulla politica commerciale voluta dall’azienda di trasporto pubblico e dal Comune di Genova, finirà. Una scadenza, quella del 30 aprile, che è già frutto di una proroga, decisa dal Comune per avere un monitoraggio esteso su due anni di sperimentazione.

La decisione su un’ulteriore proroga delle gratuità dell’intero servizio Amt per i genovesi over 70 e under 14, della gratuità di metro e impianti verticali per i residenti a Genova e provincia indipendentemente dall’età, e delle altre novità introdotte dalla sperimentazione, sarà presa entro il 30 aprile, appunto. “Entro quella data sarà convocata un’assemblea dei soci di Amt – ha detto il vicesindaco reggente Pietro Piciocchi – sulla base delle evidenze legate ai due anni di esercizio andremo a decidere su quella misura, e sulla base dei dati parziali che ho già potuto esaminare, relativi ai dati da traffico, anche sulle proiezioni di questo mese, sono fiducioso che si potrà confermare la sperimentazione, d’altronde il nostro obiettivo politico è renderla strutturale”, ha affermato Piciocchi.

Il vicesindaco reggente e assessore al Bilancio, nonché candidato del centrodestra alle Comunali, durante e a margine del consiglio monotematico dedicato alla situazione finanziaria e gestionale di Amt. La seduta è stata chiesta da Cristina Lodi (Misto / Azione) con un documento sottoscritto da tutta la minoranza.

L’opposizione da tempo chiede chiarimenti sui conti dell’azienda di trasporto di città e provincia sottolineando alcuni aspetti considerati opachi legati ai bilanci 2023 e 2024. Tra i temi critici anche la tenuta economica della sperimentazione tariffaria, giudicata da alcuni esponenti del centrosinistra una mossa elettorale.

”Se avessi voluto fare una manovra elettorale, avrei fin dall’inizio disposto l’estensione della gratuità dopo le elezioni, sono sempre stato guidato dal senso di responsabilità nella gestione dei conti pubblici e non dalle convenienze personali”, ha sottolineato Piciocchi.

Curioso, in tal senso, l’episodio raccontato in aula dalla consigliera del Pd Donatella Alfonso: “Ieri sono andata in biglietteria Amt per procurarmi la tessera cartacea Citypass e notando la scadenza fissata al 30 aprile ho chiesto lumi, la persona allo sportello mi ha risposto: ‘Ma signora, il 26 maggio si vota, vuole scommettere che ci sarà una proroga?”.

Alfonso, così come anche la collega di partito Vittoria Canessa Cerchi, ha sottolineato l’opacità delle informazioni pubbliche sui ricavi di Amt alla luce della sperimentazione. “Vogliamo sapere se questa operazione regge economicamente”, ha sottolineato Cerchi che ha aggiunto: “Leggendo i bilanci dell’azienda l’unica cosa chiara è che gli oneri finanziari dal 2021 al 2023 sono quintuplicati, e non mi sembra un buon segnale”. “Amt è in salute e che i conti siano in regola lo dimostra il fatto che l’azienda sia affidata dalle banche (“che le banche le concedano fidi” ndr)”, ha tagliato corto Pietro Piciocchi.

“L’azienda è un’enorme incognita finanziaria e gestionale, e l’amministrazione continua a nascondere la polvere sotto il tappeto, millantando una stabilità finanziaria sulla base della parola data, evitando di fornire risposte chiare su una situazione sempre più preoccupante”, ribadisce una nota di parte dell’opposizione in consiglio comunale (Pd, M5s, Rossoverdi Avs-Linea Condivisa, Azione, Progetto al centro, Gianni Crivello gruppo Misto) al termine della seduta monotematica.

Tra gli interrogativi posti dalla minoranza, oltre a quelli sulle gratuità e la sperimentazione, anche quelli sul bilancio 2023, “chiuso con mesi di ritardo, ma ancora oggi senza alcuna chiarezza sulle reali basi finanziarie, il credito da 12,5 milioni che Amt vanta nei confronti del Comune di Genova, legato a un finanziamento del ministero dell’Ambiente mai erogato, solleva una domanda cruciale: questo credito esiste davvero? Ed è esigibile?”. Il vicesindaco Piciocchi sulla questione ha risposto: “Il credito è semmai un problema del Comune di Genova che verserà i soldi ad Amt, ma da colloqui a Roma è emerso che questi fondi dovrebbero arrivare entro fine mese”.

La minoranza si è concentrata, negli interventi in aula, anche sulla questione degli investimenti, con il progetto dei quattro assi. “Dove sono le corsie riservate, che avrebbero dovuto coprire il 70% della nuova mobilità? Non ci sono certezze, i tracciati non sono definiti e il progetto sembra sempre più un castello di carte e a tutto questo si aggiunge l’inaccettabile esclusione del Ponente, lasciato fuori dal nuovo piano a causa dell’incompatibilità del progetto sulla mobilità con la sperimentazione sulla raccolta dei rifiuti, che crea l’ennesima frattura nella città”.

“A tutto ciò – dice ancora la minoranza – si somma l’inchiesta sulla fusione tra Amt e Atp, che getta ombre inquietanti sulla gestione dell’azienda e sulle conseguenze per lavoratori e cittadini. Attendiamo il compimento del lavoro della magistratura, ma ci saremmo aspettati maggiori rassicurazione dall’attuale amministrazione rispetto le sorti dei dipendenti e della qualità del servizio nel caso l’inchiesta dovesse avere esiti negativi”.

Anche su questo aspetto la replica di Piciocchi fa sentire tutta la tensione agonistica da campagna elettorale. Il vicesindaco e candidato ha richiamato alla memoria dell’aula i tentativi di vendita di Amt nel 2013 e poi ancora “il primo ad aprire la porta ad Autoguidovie (l’azienda che ha fatto causa contro la fusione di Amt e Atp, ndr) è stato Matteo Renzi quando era sindaco di Firenze, questo per dire che in questo Paese e in questa città le più grandi privatizzazioni e le più grandi esternalizzazioni le ha fatte la sinistra, le ha fatte la Leopolda, altro che falce e martello, falce e martello con il Rolex, questa è storia, visto che qualcuno mi rivolge accuse di fascismo io non posso non citare la storia”.

“Oggi giunta e maggioranza hanno votano contro un documento che chiedeva di convocare una commissione che permettesse di approfondire i rilievi contenuti nella relazione dei revisori dei conti e fugare ogni dubbio sulla solidità dei bilanci 2023 e 2024 – conclude la minoranza che coincide con il campo largo, la coalizione del centrosinistra alle comunali – di ascoltare in audizione la presidente di Amt Ilaria Gavuglio e di valutare un cambio del management, di fronte a chi ha sprecato investimenti, negato chiarezza e avversato il reale scopo di una mobilità pubblica moderna, noi continueremo a batterci per un’Amt pubblica, trasparente, sostenibile e accessibile a tutti i cittadini”.

Autore
Genova24

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