Amt, bus troppo pieni e modifiche allo studio. Ma la rivoluzione della rete slitta al prossimo inverno
- Postato il 11 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Corse più regolari di prima ma bus a volte strapieni, non solo sulle linee collinari ma anche su quelle principali. È la fotografia che emerge dalle segnalazioni del territorio genovese a quasi un mese dall’entrata in vigore dell’orario invernale di Amt, colpito da numerosi tagli in nome del risanamento aziendale.
Situazione che sarà oggetto di nuovi confronti coi Municipi a partire dalla prossima settimana, con l’obiettivo di apportare correttivi laddove possibile. Mentre la revisione totale della rete che la giunta Salis aveva preventivato per gennaio 2027, scongiurando nel frattempo ogni modifica ai percorsi, slitterà probabilmente al prossimo orario invernale.
Le situazioni più critiche sui bus
Tra i casi più gravi c’è quello della Valpolcevera: “La situazione sta diventando insostenibile – denuncia Fiorenzo Pampolini dell’associazione Utp Genova -. Dopo i tagli del nuovo orario invernale che hanno penalizzato più di ogni altra zona la Val Polcevera con un taglio di corse sulla direttrice principale pari al -36,8%, i bus della linea 7 viaggiano strapieni e spesso non tutti riescono a salire. È necessario metterci una pezza da subito ripristinando la linea 8 con frequenze accettabili almeno nelle ore di punta”. La prova sul campo condotta da Pampolini tra le 17.15 e le 18.15 di martedì in via Canepari, punto di interscambio con la metropolitana, è indicativa: su sei vetture transitate quattro erano completamente piene (con diversi passeggeri rimasti a terra).
Nel Ponente preoccupano soprattutto alcune collinari: “Il 199 ha necessità di un potenziamento nelle ore di punta – spiega il presidente del Municipio Matteo Frulio -. Sul 101 per Acquasanta sono state proposte modifiche per ripristinare l’orario dell’ultima corsa serale e alcune coincidenze coi treni. Per il 96 chiederemo l’anticipo di un quarto d’ora della corsa scolastica. In generale il sistema ha tenuto con quasi tutte le linee dell’entroterra che non hanno subito modifiche, e devo per questo devo ringraziare comitati, cittadini, ex autisti e sindacalisti”.
“Abbiamo molti disservizi dovuti alla riduzione delle corse, soprattutto sulla zona collinare”, segnala il presidente Fabio Ceraudo per il Medio Ponente. Sotto la lente le linee 158, 159, 172 a Sestri e il 160 a Cornigliano. Stesso copione in Centro Ovest: “La situazione sulle collinari è difficile né più né meno di prima”, commenta Michele Colnaghi. Disagi in particolare sulla linea 38, dove la frequenza si è ridotta a 40 minuti nei giorni feriali.
In Valbisagno non risultano finora grandi criticità. “Raccogliamo segnalazioni dei cittadini e suggerimenti puntuali per orari e coincidenze”, spiega Lorenzo Passadore che rappresenta il territorio da Staglieno a Prato. Anche nella parte bassa della vallata il sistema sembra aver retto: “C’è qualche criticità sull’84 a San Fruttuoso, che al mattino va in sofferenza, ma non abbiamo avuto altre lamentele – riferisce Fabrizio Ivaldi -. Avremo un incontro ulteriore con Amt per approfondire il tema del servizio per lo stadio che è insufficiente”.
Nel Levante il malcontento ha riguardato soprattutto la Valle Sturla. Gli orari dell’85 da Bavari sono stati modificati per soddisfare le esigenze scolastiche, ma restano altre criticità: “Il 584 è stato ridotto con problemi per l’utenza, il 15 è spesso stracolmo, il 31 è quasi sempre pieno”, riporta il presidente Federico Bogliolo. E anche la collega Anna Palmieri, in carica sul territorio di Foce-Albaro-San Martino, conferma le preoccupazioni per il futuro della linea che attraversa corso Italia, oltre alle “maggiori attese” per il 42.
“Tutte le segnalazioni che arrivano dai municipi vengono raccolte dall’azienda e saranno attenzionate – risponde il vicesindaco Alessandro Terrile -. Qualche aggiustamento in base alle richieste ci sarà, compatibilmente con le norme del piano di risanamento e la disponibilità di risorse. In Valpolcevera il 7 è l’unica linea che non ha subito tagli, ma è stato quasi eliminato l’8: il tema è che negli orari di punta serve qualche mezzo in più, Amt ci sta lavorando”.
In ambito extraurbano il sovraffollamento riguarda in particolare la tratta Genova-Recco, come denunciano le associazioni Famiglie senz’auto, MobìGE, UTP Genova e Parents for future: “Accade quotidianamente che vengano lasciati a terra diversi passeggeri a causa della saturazione dei mezzi”. La proposta? Utilizzare i bus da 18 metri che verranno liberati dal servizio urbano con l’impiego progressivo dei filobus sugli assi di forza: “Garantirebbe un incremento di circa il 90% dei posti offerti, ovvero 77 passeggeri in più per ogni corsa, praticamente a costo zero”. I dubbi, però, riguardano la possibilità di far transitare in sicurezza mezzi snodati sull’Aurelia, strada ricca di curve e punti ciechi.
Rimandata la rivoluzione della rete Amt
La novità è che a gennaio, diversamente da quanto annunciato anche dalla sindaca, non ci sarà una revisione integrale dei percorsi delle linee. “Non si può costruire una rete da zero in tre mesi – continua Terrile -. L’obiettivo è partire con quella nuova con l’orario invernale dell’anno prossimo, dopodiché servirà comunque un periodo di adattamento perché non tutto è simulabile a priori”. Qualcosa verrà modificato già a gennaio nell’ottica di evitare sovrapposizioni, mettendo in pratica una parte del lavoro che Amt voleva far partire a settembre, ma una revisione più potente, con cambi di capolinea, fusione e separazione di alcune linee, ha bisogno di più tempo”.
Altro elemento interessante: a supportare Amt e Comune nel lavoro di revisione della rete bus sarà il Cieli, centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture dell’Università di Genova diretto dal professor Enrico Musso, che era stato anche mobility manager della giunta Bucci.
I principi cardine sono quelli anticipati nelle scorse settimane dal direttore generale di Amt Nicola Pascale. Anzitutto massima integrazione con la ferrovia, ben sapendo che ad oggi alcune fasce orarie presentano un servizio carente se non assente (soprattutto in Valpolcevera, ma anche nel Ponente) e che andranno realizzati i potenziamenti promessi insieme ai lavori del nodo genovese. Poi, connesso a quest’ultimo punto, promuovere un concetto di “multimodalità diffusa su tutto il territorio“, quindi non solo Brignole come hub di interscambio tra diverse linee e mezzi di trasporto.
In questo quadro dovrà integrarsi la dichiarata “rivoluzione” degli assi di forza, che non potrà chiamarsi tale finché non verranno aumentate le corsie riservate sulle direttrici principali, ma che almeno potrà giovarsi dei nuovi mezzi elettrici da 18 metri pagati con fondi Pnrr. I filobus Solaris già in servizio sulla linea 20 diventeranno l’ossatura del servizio su gomma nel settore centrale della città (e in prospettiva anche a Levante e Ponente, ma con diverse incognite sulla disponibilità di fondi per completare il progetto), mentre i bus elettrici flash charging Hess debutteranno nel 2027 in Valbisagno, come rivelato in assemblea pubblica, con l’ipotesi attualmente allo studio di prolungare il tracciato oltre il capolinea di corso Marconi, oggi in fase di costruzione. In funzione di tutto ciò sarà pressoché inevitabile tagliare i percorsi di altre linee.
Il punto sulla crisi
Nel frattempo, entro il 21 ottobre dovrà arrivare la richiesta di omologa del piano di ristrutturazione del debito di Amt, passaggio cruciale per chiudere la composizione negoziata della crisi in tribunale. “È tutto a posto, abbiamo raggiunto gli accordi necessari, mancano solo alcune comunicazioni Pec”, assicura il vicesindaco Terrile. E la sindaca Salis rilancia: “Tra pochi giorni concluderemo la Cnc e credo che sarà anche un bel momento per dare tante risposte a tutti quelli che hanno negato la crisi e come ci siamo arrivati, noi non vediamo l’ora”.
Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica sull’aumento delle retribuzioni dei dirigenti, aumenti che l’azienda aveva spiegato da un lato con la necessità di sostituire la direttrice generale e presidente Ilaria Gavuglio dopo il licenziamento (da qui il maggiore salario corrisposto a Paolo Ravera) e da un lato con la contabilizzazione dei fringe benefit, in particolare polizze assicurative. Dopo la condanna dei sindacati è intervenuta la sindaca Salis chiedendo all’azienda il “ritiro immediato di qualsiasi decisione che comporti aumenti” alla dirgenza, anche solo sotto forma di fringe benefit.