“Amo ci servono i palloncini”. Non solo escort: perché ai calciatori piace consumare il gas esilarante
- Postato il 21 aprile 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
“Amo ci servono i palloncini” (…) “siamo al Duca, al Me Milan”. Era necessario procurarsi la ‘droga della risata‘ per le serate organizzate dall’agenzia Mas.De. Milano, ora al centro dell’indagine della procura milanese che ha portato alla luce il giro di escort e calciatori di Serie A nella movida meneghina. I “palloncini” facevano parte del pacchetto “all inclusive” del dopopartita: serate in locali a cinque stelle, escort e a volte “sniffate” di gas esilarante.
Il gas esilarante infatti viene citato più volte nell’ordinanza di 16 pagine che ha portato ai domiciliari quattro persone per associazione per delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed anche autoriciclaggio. Anche il dialogo sui palloncini è riportato nel provvedimento eseguito lunedì dalla Guardia di Finanza nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i “promotori e dominus” dell’organizzazione, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti “partecipi”, che con una terza persona avrebbero mantenuto i “contatti con i calciatori di fama internazionale” e avrebbero gestito “le ragazze impiegate nelle varie serate“.
Salamone, lo scorso novembre, oltre a ricevere l’invito da un altro organizzatore a fornire i “palloncini” , si sarebbe occupato anche di “capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica”. I conti lo ha fatti il suo stretto collaboratore :”allora 1000 da… (…) allora 3280 il (…) aspetta ti dico (…) al volo, stai lì. 3.420“. Ma il gas esilarante torna anche nel racconto di una delle giovani che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi. La donna ha raccontato agli inquirenti della “discoteca abusiva” a Cinisello Balsamo, nel Milanese. E ha spiegato che in quelle “feste” veniva “spesso consumato del gas esilarante” contenuto “in palloncini“, gradito “agli atleti” perché non risultava all’antidoping.
La moda dei “balloon” è diffusa già da qualche anno. Nel 2022 l’Osservatorio europeo per le droghe e le tossicodipendenze ha lanciato un allarme sul crescente uso ricreativo di questo gas, che viene venduto senza alcun divieto. Si tratta dello specifico di protossido di azoto, una sostanza chimica semplice viene usata ad esempio dai dentisti come anestetico. Tra i calciatori è diffusa proprio per i motivi spiegati dalla teste agli inquirenti: al contrario delle altre droghe, non crea problemi con i frequenti test antidoping a cui i giocatori sono sottoposti. Già negli anni scorsi Fabrizio Corona aveva accusato l’ex terzino del Milan, Theo Hernandez, di fare uso di questi palloncini. Che ora ritornano nell’inchiesta della Procura di Milano.
L'articolo “Amo ci servono i palloncini”. Non solo escort: perché ai calciatori piace consumare il gas esilarante proviene da Il Fatto Quotidiano.