Amiamo di più l'Under 21, con Baldini può tornare grande come ai tempi di Vicini e fare da vivaio per Mancini. Ecco perché
- Postato il 1 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Se non avete niente di particolare da fare nel pomeriggio, sintonizzatevi oggi su Rai2 alle 18.30 per vedere Armenia-Italia Under 21, è assai probabile che non ve ne pentirete. Va amata quest’Under 21 che Silvio Baldini sta ricostruendo. Sono passati 22 anni e circa 5 mesi dall’ultimo titolo. È un digiuno piuttosto lungo: l’Italia resta a 5 Europei vinti, ma l’ultimo risale appunto al 2004 ma la sensazione è che l’attuale generazione di azzurrini possa regalare qualche soddisfazione, a partire dalla qualificazione alle Olimpiadi. L’Italia non partecipa al torneo di calcio maschile delle Olimpiadi dal 2008, quando disputò i Giochi di Pechino, uscendo ai quarti di finale contro il Belgio (3-2). Da allora ha saltato quattro edizioni consecutive: Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024 Sono 18 anni dall’ultima partecipazione. La prossima occasione sarà Los Angeles 2028, se l’Italia riuscirà a qualificarsi. Tra l’altro, l’ultima medaglia olimpica azzurra nel calcio risale ad Atene 2004, con il bronzo ottenuto dal ct Gentile ma segnali di risveglio ci sono.
I talenti di Baldini
Baldini sta mettendo su una nidiata di baby interessanti, cui ha già attinto anche Mancini – e l’esempio di Kayode è il più calzante, c’è da giurare che non sarà neanche l’ultimo. Il blocco Frosinone lascia ben sperare. Dal portiere dei miracoli Lorenzo Palmisani, al difensore Gabriele Calvani, dal centrocampista Matteo Cichella agli attaccanti Seydou Fini e Antonio Raimondo. La favola bella dei ciociari è diventata il vivaio dell’Italia ma talenti promettenti ce ne sono in tutti i ruoli: il napoletano Favasuli sta bruciando le tappe, il milanista Cisse è tra le rivelazioni del campionato di A, mentre sono già quasi dei veterani Liberali, Lipani, Ndour, Pisilli.a centrocampo e Camarda e Koleosho in attacco.
Il paragone con Vicini
Tutti ragazzi che hanno fatto la trafila delle giovanili e che trovano spazio anche nei club. Un ritorno a un passato (lontano) felice, quando l’Under 21 era il serbatoio della nazionale maggiore, capace di entusiasmare anche di più dei grandi. Un miracolo che accadde ad esempio nell’86. Mentre l’Italia di Bearzot, troppo ancorata al ricordo riconoscente degli eroi del Mundial ’82, annaspava in Messico, l’under 21 di Vicini dava spettacolo per l’Europa. Il futuro ct aveva una generazione d’oro: c’erano Zenga, Riccardo Ferri, Berti, Donadoni, De Napoli, c’era il futuro principe Giannini, Paolo Maldini e i gemelli doriani Vialli e Mancini. Un blocco che poi prese e trasportò nell’Italia maggiore.
La situazione nel girone
Quell’Under 21 perse solo ai rigori con la Spagna la finale degli Europei ma fece innamorare tutti. Una squadra che poi tra i grandi arrivò in semifinale agli Europei ’88 e terza ai Mondiali ’90. Quella attuale di Baldini non è ancora a questi livelli, diciamolo subito: avercene di Maldini, Vialli o Mancini ma è sulla strada per crescere e vincere. Un verbo che, di questi tempi e da queste parti, è invecchiato negli almanacchi da decenni. In vista degli Europei Under 21 in programma nel 2027 l’Italia di Baldini ha la possibilità ancora di conquistare il primo posto e il passaggio diretto alla fase finale. Servono due vittorie nelle ultime due gare, ovvero Armenia-Italia in programma oggi e lo scontro diretto a Pescara con la Polonia del 5 ottobre in cui ci giocheremo il primo posto del Gruppo E. I nostri rivali hanno 24 punti nel girone, otto vittorie in otto partite, e l’Italia 21 punti, con sette vittorie e un ko, appunto, proprio contro la Polonia (2-1).