America's Cup, Peter Burling fa sognare l'Italia intera: "Luna Rossa ha tutto per vincere. Questa sfida mi intriga"
- Postato il 20 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Di tutti i possibili obiettivi di cui si sarebbe potuti andare a caccia, Peter Burling era forse il più invidiato di tutti. Un pezzo da novanta nel vero senso della parola, uno che l’America’s Cup l’ha vinta (tre volte) e che soprattutto la conosce come le sue tasche. E forse per questo quando Luna Rossa l’ha annunciato a gran voce, sottraendolo alla corte serrata di tutti i team protagonisti della 38esima edizione, in molti hanno cominciato a dar credito alle possibilità del consorzio italiano di voler andare per davvero fino in fondo. Tanto che a Cagliari, la sede dove partiranno le regate preliminari di Louis Vuitton Cup, tutti gli occhi saranno addosso al timoniere neozelandese, pronto a far coppia con Ruggero Tita nella Luna Rossa che verrà.
- La scelta: "Sirena mi ha incuriosito e ho accettato la sfida"
- L'ambizione: "Luna Rossa ha tutto per poter essere vincente"
- L'amore per l'Italia, la fiducia per la campagna di Napoli
La scelta: “Sirena mi ha incuriosito e ho accettato la sfida”
Le tre vittorie consecutive messe assieme alla guida di Emirates Team New Zealand negli ultimi 10 anni parlano per Burling, che ha ammesso di dover ancora imparare bene a parlare in italiano (però ha cominciato a familiarizzare con le ordinazioni al ristorante…), ma che tra una lezione e l’altra s’è dedicato anima e corpo alla progettazione del nuovo scafo in vista dei primi appuntamenti in acqua.
“Questa è una sfida che mi intriga tanto”, ha raccontato al Corriere della Sera, “perché Luna Rossa è andata più volte vicina a conquistare la coppa, e dunque ha dimostrato tutta l’ambizione nel voler puntare a portarla in Italia. Stavolta poi giocherà in casa, e quindi sarà tutto speciale: la voglia che sta mettendo il team nella costruzione della barca la dice lunga sulle motivazioni che spingeranno Luna Rossa in questa edizione”.
L’intuizione avuta da Max Sirena, che è stato il vero manovratore dell’operazione che ha portato Burling in Italia, è stata la scintilla che ha fatto scoccare l’idillio. “Dopo l’addio a Emirates non pensavo che avrei fatto parte di un team nella campagna 2027, ma quel messaggio di Sirena mi ha incuriosito e mi ha convinto a dare una chance a questo progetto. Anche se sapevo che sarei salito in corsa, ho subito sentito il giusto feeling con il team. Insieme stiamo cercando di capire come far andare più forte questa barca e questa cosa è proprio ciò di cui avevo bisogno a questo punto della carriera”.
L’ambizione: “Luna Rossa ha tutto per poter essere vincente”
Trentacinque anni compiuti lo scorso 1° gennaio, Burling è giovanissimo ma è anche un veterano dell’America’s Cup. E su Luna Rossa porta un bagaglio di conoscenza ed esperienza pressoché sconfinato. “Sono rimasto molto ammirato dal grado di preparazione che c’è all’interno del team, che per quanto possa contare mi sembra essere molto simile a quello che avevamo con Team New Zealand.
Onestamente ero rimasto sorpreso quando ho visto Luna Rossa perdere la finale di LVC contro Ineos Britannia a Barcellona, ma posso dire che una volta che ho cominciato a lavorare con la squadra ha riscontrato un alto grado di professionalità ed efficienza. Ripeto, è una bella sfida e spero che possa condurci tutti molto lontano”.
Anche se le nuove regole imposte in vista della 38esima edizione potrebbero un po’ rimescolare le carte. “Vediamo. Era tempo di dare una “svecchiata” ai regolamenti, ad esempio quello che impediva a velisti di altra nazionalità di regatare con uno scafo che non era della stessa nazione di origine. E poi c’è questa novità legata alla donna a bordo: sono contento perché quelle che ha Luna Rossa sono le migliori sulla piazza, quindi la cosa ci darà un vantaggio”.
L’amore per l’Italia, la fiducia per la campagna di Napoli
Dalla scorsa estate Burling ha spiegato di aver fatto base a Cagliari, pur se è tornato in Nuova Zelanda durante i mesi invernali italiani. “Una città bellissima, ma l’Italia rispetto alla mia terra ha tanta più storia e per me ogni giorno è una nuova scoperta, tanto che mi sento come un esploratore in missione. Soprattutto quando vado al ristorante, dove ho scoperto esistono una marea di tipi di pizza…”.
La nostalgia insomma il neozelandese l’ha sconfitta in fretta, anche perché le buone abitudini in acqua conta di tenersele strette. “Se gareggerò scalzo? Probabilmente si, perché a Napoli d’estate fa caldo… chi vincerà la Coppa? Chi saprà prendere le decisioni migliori nel minor lasso di tempo, quindi chi avrà il coraggio di rischiare. Non è sempre vero che la barca più veloce arriverà prima, perché esistono mille modi per tagliare il traguardo prima degli avversari… ma per farlo bisogna limitare al minimo gli errori. È questo che fa la differenza”.