America's Cup, Burling ha spostato gli equilibri: Luna Rossa fa paura. E che bravi Gradoni, Ugolini e Giubilei
- Postato il 28 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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L’euforia a Napoli è un sentimento contagioso, e Luna Rossa sembra averne attinto a piene mani. Quasi al punto da farla diventare essa stessa una folata di vento capace di sospingere le vele dell’imbarcazione italiana, che dopo aver vinto a maggio nel Golfo degli Angeli il primo round della Preliminary Regatta ha pensato bene di concedere di bis, stavolta in quel Golfo di Napoli che tra poco meno di 8 mesi sarà il palcoscenico dei sogni, con la Louis Vuitton Cup pronta ad aprire le porte per una nuova sfida verso l’America’s Cup di luglio. Un trionfo senza storia, figlio di una preparazione meticolosa e di un lavoro che sin qui ha pagato solo dividendi. Anche se tra un anno, vale la pena dirlo da subito, molte cose potrebbero cambiare.
- New Zealand punta forte sull'effetto AC75
- Luna Rossa, la fiducia cresce. E che risposte dai giovani!
- I francesi sorprendono, Ben Ainslie in crisi nera
New Zealand punta forte sull’effetto AC75
Perché passare dagli AC40 visti all’opera tra Cagliari e Napoli e gli AC75 con i quali si gareggerà nel 2027 è come fare un salto nel vuoto. Due mezzi di cilindrata ben differente, due scafi diversi come caratteristiche e anche per come debbono essere “maneggiati” (cioè con cura e cautela).
Probabile che nella conformazione da America’s Cup, Emirates Team New Zealand abbia qualche cartuccia in più da sparare nei riguardi della concorrenza. Perché in fondo sono stati i neozelandesi a decidere con quali imbarcazioni gareggiare nel 2021, e da allora gli scafi sono rimasti gli stessi, solo con qualche miglioria dovuta ai progressi fatti nel tempo dalla tecnologia.
Di fatto a luglio scenderanno in acqua le stesse imbarcazioni viste a Barcellona nel 2024, potenziate e migliorate in alcune parti. Ed è dunque ragionevole pensare che il defender avrà qualche vantaggio sugli sfidanti, come logica vuole (da sempre) nella più antica competizione velica al mondo. Luna Rossa però sta lavorando tanto in acqua con gli AC75 di cui dispone, e a sentire i diretti interessati i progressi sono costanti e molto incoraggianti.
Luna Rossa, la fiducia cresce. E che risposte dai giovani!
Chiaro che aver vinto le due Preliminary Regatta in qualche modo aiuterà a lavorare meglio durante il lungo inverno. Luna Rossa tornerà a Cagliari, dove ha deciso di mantenere la base del team, nella convinzione che quando a maggio si tornerà in acqua per il via della LVC sarà pronta per recitare il ruolo da protagonista che il campo di regata cagliaritano e partenopeo gli ha riservato in questi due appuntamenti disputati con gli AC40.
Max Sirena ha detto che “questo è stato soltanto l’inizio, e vedrete che spettacolo che sarà tra un anno quando torneremo a Napoli, pronti a immergerci appieno nell’affetto e del calore della gente”. Intanto però il basso profilo è un obbligo. “Abbiamo compiuto altri passi avanti notevoli, è giusto essere contenti e orgogliosi delle due vittorie, ma ne abbiamo di strada da fare. Manteniamo alta la concentrazione, perché gli avversari non resteranno a guardare”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/americascup/status/2104540200496189829" profile_id="americascup" tweet_id="2104540200496189829"/]Eppure un team come quello di Luna Rossa altrove non sembrano avercelo: Peter Burling ha portato esperienza, qualità e grandi conoscenze, aiutando la crescita esponenziale di Marco Gradoni (che bel dualismo con Ruggero Tita per decidere chi scenderà in acqua la prossima estate) e favorendo quella di Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini, entrambi emozionatissimi dopo aver visto tutta quella folla acclamarli alla stregua di eroi. “Noi gli anti NZ? Vediamo, intanto però abbiamo interpretato alla grande il campo di regata, ed è un buonissimo inizio. E poi la gente di Napoli ci ha trascinato con il suo grande calore, ed è già tutto bellissimo così”, il commento di Maria.
I francesi sorprendono, Ben Ainslie in crisi nera
L’arrivo di Burling ha cambiato l’orizzonte e creato comunque un bel gap tra lo scafo italiano e il resto della flotta. Detto che i neozelandesi sono comunque molto vicini (e che sugli AC75 qualche vantaggio di partenza lo avranno), a sorprendere a Napoli sono stati i francesi di La Roche-Posay, capaci di conquistare due delle 8 regate di flotta e mostrando un’ottima intesa.
Buona impressione hanno destato anche gli americani di American Racing Challenger, al debutto assoluto dopo aver saltato le regate cagliaritane, a loro volta capaci di vincere la prima battaglia in mare, salvo poi cedere un po’ alla distanza. E se Alinghi qualche sprazzo di competitività lo ha mostrato, Athena Racing è sembrata ancora una volta la più indietro del gruppo: sir Ben Ainslie paga le diatribe con l’ex socio in affari Jim Ratcliffe e in Gran Bretagna hanno ormai capito che quella 2027 sarà un’America’s Cup di passaggio, puntando a ripresentarsi con nuove certezze qualche anno più tardi. Ma da qui al prossimo maggio tante cose potrebbero cambiare.