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Ambrosetti promuove la Liguria: “Basta piangersi addosso”. Si punta su nucleare e intelligenza artificiale

  • Postato il 21 settembre 2026
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  • Di Genova24
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Ambrosetti promuove la Liguria: “Basta piangersi addosso”. Si punta su nucleare e intelligenza artificiale

Rapallo. “Non è vero che in Liguria va tutto male, bisogna smetterla di piangersi addosso“. Così Valerio De Mollimanaging partner e amministratore delegato di The European House – Ambrosetti, sintetizza il rapporto annuale Liguria 2030 presentato oggi all’Excelsior di Rapallo, una fotografia dell’evoluzione dell’economia regionale con focus sulle dimensioni strategiche e sulle priorità per il futuro. “Dobbiamo guardare ai prossimi 15 anni affinché ci siano qualità di vita e prosperità in Liguria – commenta il presidente ligure Marco Bucci -. Potremmo essere la regione che in futuro darà il modello con cui la società civile riuscirà a gestire la longevità“.

Il cuore del rapporto, tappa periodica del think tank permanente che Ambrosetti organizza dal 2017 su affidamento della Regione, è il tableau de bord con 45 indicatori strategici analizzati su un orizzonte decennale: 36 di questi sono in miglioramento e solo 9 mostrano un peggioramento.

Generico settembre 2026

“Più luci che ombre”: cosa dice il rapporto Ambrosetti sull’economia della Liguria

Questo rapporto ci riempie di soddisfazione, ma non ci rende soddisfatti al 100% – commenta Bucci -. Mi ha colpito un dato: se l’Italia intera avesse avuto il miglioramento della Liguria, avremmo sette punti di Pil italiano in più. L’importante è che un certo tipo di lavoro dà i suoi frutti. Ma non dobbiamo soltanto continuare questo trend di crescita, ora è importante anche fare salti quantici su traiettorie diverse”.

“Ci sono luci e ombre – commenta De Molli – ma ci sono tante luci”. In particolare la Liguria resta la prima regione in Italia nella blue economy considerando l’incidenza di imprese (11%), il valore aggiunto (14,4%) e gli occupati (15,2%). È la terza regione per densità turistica (972,6 arrivi per chilometro quadrato nel 2025) e la prima per spiagge con Bandiera Blu (13,3 per chilometro quadrato). Sul fronte dell’innovazione, nel 2023 la spesa in ricerca e sviluppo ha raggiunto il record storico di 842 milioni di euro (+30,7% in dieci anni) mentre l’export ad alto contenuto tecnologico rappresenta il 67,5% del totale, quota che vale il secondo posto a livello nazionale.

Tra gli indicatori in peggioramento ci sono i laureati sul totale della popolazione, la densità della rete ferroviaria, la rinuncia alle prestazioni sanitarie e il numero di posti letto, i consumi di energia elettrica e le irregolarità nella distribuzione dell’acqua. La Liguria rimane anche ultima per quota di produzione da energie rinnovabili. “Siamo una popolazione che invecchia – ricorda De Molli – e stiamo perdendo talenti: la fuga è evidente in Liguria, peraltro in linea con la media nazionale”.

Mi ha colpito il dato sulla sanità – commenta il governatore Bucci -. Devo approfondirlo perché secondo me il numero riguarda quelli che si rivolgono alla sanità privata, quindi non è necessariamente una rinuncia”. E sulla maglia nera per le energie rinnovabili dà la colpa agli avversari politici: “Questo è dovuto anche alla volontà dei Comuni e più che altro all’arco politico della sinistra, che non vuole le pale eoliche per motivi ambientali eccetera. Per noi la pala eolica potrebbe essere un ottimo risultato, ma oggi abbiamo dei problemi seri perché non non sono accettati dai sindaci e dai cittadini“. 

Altre note dolenti arrivano sul fronte delle infrastrutture strategiche. Tra quelle monitorate da Ambrosetti risultano realizzate solo la piattaforma container di Vado, l’adeguamento della strada Savona-Vado e il retroporto di Santo Stefano Magra. Tutto il resto – dal Terzo Valico alla Gronda, dal nodo ferroviario genovese al raddoppio del Ponente passando per la nuova diga – sconta forti ritardi (in alcuni casi con orizzonte oltre il 2030) o riprogrammazioni. L’impatto potenziale di queste opere sul Pil è stimato in 5 miliardi entro il 2030, cioè l’8,2%.

Le priorità strategiche: underwater, nucleare, intelligenza artificiale e acqua potabile

Il rapporto si concentra poi su tre priorità strategiche già proposte nel 2025. La prima è la filiera underwater, che concentra già in Liguria 150 milioni di valore aggiunto, pari al 16% del totale nazionale, con 333 milioni di fatturato e 1.453 occupati. Le prospettive ruotano intorno al Polo nazionale della subacquea della Spezia e alle condotte dei cavi sottomarini.

In materia industriale, si sostiene che la Liguria possa affermarsi come “polo strategico del nuovo nucleare in Italia“, avendo già 11 aziende che operano nella filiera (pari al 15,7% del totale nazionale) e un fatturato collegato di 222 milioni (circa il 33% del totale nazionale). “La Liguria già oggi si posiziona seconda regione in Italia, dopo solo la Lombardia, con centri di ricerca, attività che vendono e offrono conoscenza in tutto il mondo”, sottolinea De Molli. Secondo Bucci non è un tabù parlare anche di produzione con impianti in Liguria: “Se sono fatti con tecnologia 4,0, certamente sì. Non pensiamo alle centrali vecchio stampo”:

E poi ci sarebbero le carte in regola per diventare un “polo nazionale del digitale e dell’intelligenza artificiale” grazie alla candidatura per ospitare la gigafactory europea. “La priorità è ora trasformare la candidatura in un progetto industriale cantierabile, definendo sito, disponibilità e costo dell’energia, raffreddamento, connessioni ridondanti, partner tecnologici e finanziari, governance e portafoglio di casi d’uso”, si legge nel rapporto Ambrosetti. Gli scenari considerati prevedono un impatto per Genova tra 780 e 3.135 occupati complessivi, a seconda della quota di capacità effettivamente localizzata sul territorio (tra 23,8 e 95 megawatt).

La novità approfondita quest’anno è la valorizzazione della risorsa idrica: in Liguria viene disperso il 40% dell’acqua immessa in rete con punte del 54,5% nella provincia della Spezia e del 48,2% in quella di Imperia. Gli interventi strutturali individuati dalla Regione ammontano a 800 milioni di euro ma quelli finanziati rappresentano un valore inferiore. Per ora ci sono 27,5 milioni del Pnrr più 5,8 milioni della Regione per il masterplan Roja, oltre 33 milioni assegnati dal Piano nazionale per la sicurezza idrica per tre interventi strategici e 5,2 milioni del Fondo strategico regionale per cinque interventi di sostituzione delle condotte.

Autore
Genova24

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