Alysa Liu con l'oro interrompe l'egemonia russa nel pattinaggio, il ritorno trionfale messaggio al presidente Donald Trump
- Postato il 20 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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La parabola di Alysa Liu contiene una moltitudine di sfaccettature, di intricata presentazione. Tentare di sciogliere i nodi di una narrazione che risente della sua origine, del suo ritiro, dell’incontro con il suo allenatore la rendono unica rischiano di appiattire quell’andamento irregolare che dona al suo stile quella complessità al centro del suo personaggio. Figlia di un contestatore del regime cinese, protagonista degli scontri di Piazza Tienanmen, nata negli Stati Uniti e dunque americana di seconda generazione ha rotto l’egemonia russa dell’ultimo decennio. La domanda legittima è: senza Alysa Liu, gli USA si sarebbero ripresi la medaglia d’oro nel pattinaggio donne ovvero la medaglia più importante per questa disciplina affascinane quanto complicata?
- Alysa Liu, l'oro della svolta per gli Stati Uniti
- Il ritiro a 16 anni
- Interrotto dominio russo e sorpresa giapponese
- L'arrivo di Trump a Milano
Alysa Liu, l’oro della svolta per gli Stati Uniti
L’antagonismo con le giapponesi e le russe alla vigilia delle Olimpiadi di Milano Cortina era un tema, le qualità restringeva la questione a loro almeno per il podio e il metallo più pregiato. Alla Milano Ice Skating Arena Alysa Liu ha danzato con una qualità e l’espressività che ha conquistato prima il pubblico e, poi, la guria che l’a preferia all’argento Sakamoto. Un giudizio non unanime, sia chiaro ma dall’inevitabile ripercussione politica. Fragili equilibri.
Il ritiro a 16 anni
La testa ha fatto la differenza, certamente. Alysa Liu ha lasciato lo sport agonistico a 16 anni, optando per il ritiro dopo aver vinto il titolo statunitense ad appena 13 anni e già la sua vita, quasi per intero, vissuta sulla pista di ghiaccio spinta da suo padre, figura centrale nell’avvicinarla allo sport e a questa disciplina.
Il successo conquistato alle Olimpiadi Invernali ad appena 21 anni, di cui due sospesi senza attività ad alti livelli, l’ha condotta a rinvigorire la sua determinazione, la sua convinzione al fianco ai suoi coach Phillip DiGuglielmo e Massimo Scali, che cura anche le sue coreografie. Ai Giochi si aggiudica due ori, oro con il Team USA e uno nel singolo, contro il dominio russo dell’ultimo decennio.

Alysa Liu
Interrotto dominio russo e sorpresa giapponese
Alysa vince di contro a russe e giapponesi, ma anche rispetto a Ilia Malinin, il grande favorito finito ottavo, anch’egli americano di seconda generazione, figlio di ex russi passati all’Uzbekistan. Non ha retto alla pressione delle aspettative, dopo aver azzardato con una certa spavalderia. Invece l’oro è stato assegnato da un outsider, quasi.
Sul versante femminile, per dieci anni e più dominavano e vincevano le russe a prescindere: Sotnikova a Sochi 2014, Zagitova a Pyeongchang 2018, Shcherbakova in combinazione con Trusova argento a Pechino 2022, nei Giochi proibiti per la bambina Kamila Valieva, sanzionata per la trimetazidina assunta a 15 anni che le impose uno scandalo travolgente.
Alysa Liu ha riportato ai vertici gli Stati Uniti con 226,79 punti (personal best all’Olimpiade, segno di classe pura) sulle due giapponesi, Kaori Sakamoto osannata e grandissima professionista e Ami Nakai, staccate di 1,89 e 7,63 punti. Un successo personale della statunitense che ha consentito agli States, alla vigilia del presunto arrivo a Milano di Donald Trump, di scavalcare l’Italia nel medagliere.
L’arrivo di Trump a Milano
Un regalo in più per il Presidente degli Stati Uniti che sarebbe pronto a seguire la finale di hockey e a siglare un ulteriore successo made in USA a questa Olimpiade, a poche ore dalla contestatazione messa in atto dall’Ucraina i cui atleti e atlete si rifiutano di partecipare alla Cerimonia delle Paralimpiadi.