Altra spy story dopo Tortu e Jacobs, cimici e polizia in sede Fidal: Mei respinge le accuse e punge...Binaghi
- Postato il 20 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo il caso Equalize, con le intercettazioni commissionate da Giacomo Tortu, fratello di Filippo, nei confronti di Marcell Jacobs, in sede Fidal si torna a parlare di cimici e spie. Stavolta i due sprinter non c’entrano niente, la questione riguarda – per così dire – la struttura amministrativa della federazione presieduta da Stefano Mei. L’alto dirigente che ha denunciato di essere spiato è Alessandro Londi, segretario generale e vecchio amico di Mei. Un’amicizia, forse, non più tanto solida, visto che da qualche tempo lo stesso Londi tratta la sua buonuscita dalla Fidal. È stato lui a chiamare i poliziotti.
- Microspia nella sede Fidal, arrivano i poliziotti
- I legami tra il presidente Mei e il segretario Londi
- La nuova spy story dell'atletica italiana: lo scenario
- La frecciata di Mei a Binaghi: "L'atletica vince più del tennis"
Microspia nella sede Fidal, arrivano i poliziotti
Come riporta il Corriere della Sera, lo scorso 9 aprile Londi ha consegnato agli agenti una cimice ritrovata nel suo ufficio: è stata scoperta mentre era a colloquio con alcuni collaboratori. Immediatata è scattata la telefonata al 113, i poliziotti si sono precipitati nell’ufficio di via Flaminia e hanno raccolto lo sfogo del segretario generale: “Mi stanno spiando”. Ma perché? E soprattutto, chi avrebbe interesse a tenere sotto controllo Londi e il suo staff? Il sospetto, ventilato dal quotidiano milanese, è che Londi – dirigente duro ed efficientista – non si sia fatto troppi amici in Fidal, anche a causa di una serie di licenziamenti in tronco disposti in questi anni.
I legami tra il presidente Mei e il segretario Londi
La stessa amicizia di lungo corso col presidente Mei, che grazie a un meccanismo contrattuale elaborato proprio da Londi – consulente del lavoro – ha visto moltiplicare la sua retribuzione annua da 36mila a 200mila euro, avrebbe iniziato a sfaldarsi dopo la bocciatura del presidente Fidal alle elezioni per la Giunta Coni. Nel mirino è finito l’incarico di presidente Asc proposto da Londi all’avvocata Morandini: l’Asc è un ente di promozione sportiva in qualche modo concorrenziale alla Fidal e Morandini, che ha stipulato per giunta un contratto di consulenza con la federazione di atletica, è stata eletta, proprio come Mei, nel consiglio Coni.
La nuova spy story dell’atletica italiana: lo scenario
Ma qual è il punto di vista di Mei sulla spy story? In un’intervista concessa a Repubblica l’ex fondista assicura di non saperne niente. “Ho saputo di tutta questa storia per caso. Nessuno mi ha avvisato. L’ho scoperto perché mi hanno detto che c’era la Polizia nella sede della Federazione“. Sul divorzio da Londi: “Si dice da mesi ma poi non è stato concretizzato nulla. Noi siamo pronti ma la soluzione deve essere condivisa. Per il momento non c’è nessun accordo, vediamo cosa accadrà nelle prossime ore”. Quanto alla microspia: “Non lo so. Ma lo scopriremo molto presto. Se è accaduto veramente qualcosa, tutto ciò avrà dei responsabili“.
La frecciata di Mei a Binaghi: “L’atletica vince più del tennis”
Il passaggio più significativo dell’intervista di Mei, però, coinvolge il boss della FederTennis, Angelo Binaghi, a cui è riservata una piccola frecciata: “Spionaggio interno? Non lo credo. Ripeto: non è possibile che sia una cosa interna. Vedremo. Io dico soltanto una cosa: che, non me ne voglia Angelo Binaghi, la Federazione di atletica è la più vincente degli ultimi anni. Nessuno ha vinto come noi perché nel tennis o in altri sport ci può essere un atleta che vince, ma da noi invece sono tanti, donne e uomini, giovani e meno giovani, è la rivoluzione di un movimento. E in questi casi si attirano le invidie di tanti. Dobbiamo essere più forti. Lo saremo anche questa volta”.
Ed è proprio vero che per l’Italia dell’atletica è un momento d’oro.