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Alto Adige, deturpata la Città dei Sassi: così è stato respinto il ricorso della società responsabile

  • Postato il 13 aprile 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Alto Adige, deturpata la Città dei Sassi: così è stato respinto il ricorso della società responsabile

La Città dei Sassi è un monumento naturale che si trova vicino al passo Sella, ai piedi del Sassolungo, in Alto Adige. È un’area di circa 115 ettari a un’altitudine media di 2200 m, generata da una frana preistorica e caratterizzata dalla presenza di grandi blocchi di dolomia in mezzo ai prati, che creano un contesto paesaggistico unico e decorato da una particolare e delicata flora autoctona; qui sono stati rinvenuti anche reperti archeologici risalenti al Medioevo. Meno di un terzo di quest’area risulta attualmente protetta; è molto amata per il bouldering, le escursioni e i panorami dolomitici ed è attraversata da un tracciato che in inverno viene utilizzato come pista sciabile del comprensorio Val Gardena/Sellaronda.

La Società Piz De Sella spa, che gestisce alcuni impianti di risalita, è stata autorizzata nel 2022 ad allargare la pista che attraversa la Città dei Sassi: le opere dovevano intervenire su due tratti ben precisi situati al di fuori dell’area tutelata, per complessivi 21 mq su terreno di proprietà della stessa Società, con la motivazione che “questa pista da sci presenta in alcuni punti larghezze di 5,50 m, mentre i nuovi mezzi battipista hanno una larghezza di 6,00 m”.

Nel luglio 2023 un cartello di associazioni ambientaliste ha presentato un esposto ad enti ed amministrazioni competenti in quanto, a seguito della relazione effettuata da un perito, si è appurata una notevole difformità da quanto previsto nel progetto: gli interventi hanno infatti interessato ben 822 mq (anche su terreni privati di proprietà del Cai di Bolzano, che non è mai stato interpellato), il terreno in esubero dagli scavi è stato gettato nelle buche vicine modificando la morfologia e annientando le nicchie ecologiche che si sono formate nei decenni passati, diversi “sassi” sono stati eliminati o ridotti di volume.

A seguito di queste contestazioni, il Comune di Selva di Val Gardena ha avviato nel settembre 2023 un procedimento per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste; la società ha richiesto un’autorizzazione paesaggistica postuma con sanatoria dei lavori effettuati poiché, come ammesso dagli stessi imprenditori, “lo stato realizzato risulta non del tutto conforme all’approvazione con permesso di costruire nr. 50/2022 del 19/10/2022”. Nel gennaio 2025 la ripartizione Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio della Provincia Autonoma di Bolzano ha espresso parere contrario alla richiesta della Piz De Sella spa per mancanza di “motivazione adeguata e condivisibile”; il mese successivo la Società ha presentato un ricorso per annullare il diniego di approvazione del progetto.

Le associazioni, forti del pronunciamento degli esperti, hanno allora rilanciato nell’aprile 2025 presentando un progetto per l’ampliamento della Città dei Sassi, con lo scopo di impedire ulteriori danni e porre fine alla crescente pressione su quest‘area naturale unica: l’Unione Europea, nell’ambito della sua strategia per la tutela della biodiversità, persegue l’obiettivo di avere entro il 2030 il 30% del territorio ricompreso in aree protette e la Città dei Sassi soddisfa pienamente i requisiti richiesti.

Nel maggio 2025 viene ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, dal momento che “la superficie interessata dagli interventi abusivi ricade nella Zona di Tutela paesaggistica dell’Alpe di Siusi” e sulla base di una legge provinciale che definisce i monumenti naturali “singoli oggetti naturali che, per la loro peculiarità o rarità, meritano di essere conservati nell’interesse della collettività”; anche in questo caso la Società si è prontamente opposta attraverso un cosiddetto “ricorso gerarchico”, lamentando una sproporzione tra la trasgressione (distruzione di 56,57 mc di blocchi) e la sanzione comminata (ripristino di 13.000 mq di terreno).

Il 6 marzo 2026 la Giunta provinciale dell’Alto Adige ha respinto anche quest’ultimo ricorso, con motivazioni inequivocabili: “In seguito agli interventi abusivi in oggetto è stato gravemente compromesso e in parte lesionato irrimediabilmente il monumento naturale protetto “Città dei Sassi” (…) non può essere condivisa la tesi della ricorrente secondo cui si tratterebbe di mere violazioni di lieve entità. Al contrario, il danno paesaggistico ed ecologico arrecato alla collettività in seguito dell’irreversibile compromissione del monumento naturale tutelato interessato è di estrema gravità“. Magra soddisfazione, ma speriamo possa servire da esempio per evitare altri deturpamenti simili in futuro.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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