Allarme agricoltura a Genova: la popillia japonica avvistata in valle Scrivia in val Polcevera
- Postato il 22 luglio 2026
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- Di Genova24
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Genova. L’incubo dei coltivatori ha un nome scientifico e un’origine lontana: la Popillia japonica, nota come coleottero giapponese. Il parassita alieno, che in questi mesi ha devastato decine di coltivazioni tra Piemonte e Lombardia, ha ufficialmente fatto la sua comparsa in sei comuni della Liguria, estendendo il suo raggio d’azione in aree mai toccate prima d’ora nell’entroterra genovese e savonese. Gli accertamenti derivano dalle recenti attività di monitoraggio del territorio operati dai tecnici di Regione Liguria, che hanno confermato la presenza dell’insetto nei comuni di Sant’Olcese, Mignanego e Busalla in provincia di Genova, e a Cairo Montenotte, Dego e Piana Crixia nel Savonese.
L’espansione della sua presenza nel nostro paese, e che oggi tocca anche la nostra regione, non è un fatto trascurabile: la Popillia japonica è un insette nocivo ad alta aggressività, in grado di devastare intere coltivazioni in tempi ridotti. Tra le specie vegetali più a rischio rientrano: vite e alberi da frutto, piante orticole, noccioli, tigli, rose e glicini. Praticamente tutta la gamma delle produzioni agricole della regione.
L’insetto attacca sia le foglie, che vengono letteralmente divorate dagli esemplari adulti, sia le radici tramite le larve, con una rapidità di riproduzione altissima che non riesce ad essere contrastata da animali antagonisti, come uccelli insettivori e “competitor” del terreno, rappresentando quindi una minaccia concreta per l’economia agricola locale.
A sollevare il caso in Regione è stato Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, a seguito delle risposte ottenute da un’interrogazione presentata alla giunta. “L’attività di monitoraggio ha consentito di accertare la presenza di questo animale in territori mai interessati prima dall’infestazione. La Popillia japonica è un organismo nocivo per molte specie vegetali alla quale può arrecare gravi danni, con ripercussioni potenzialmente disastrose per le aziende agricole. Serve un intervento tangibile che ne blocchi l’espansione, in particolare verso le zone ad alta densità agricola, prima che questa emergenza diventi una calamità”, dichiara Jan Casella.
Il consigliere di AVS sottolinea inoltre il contesto già complesso in cui si trovano ad operare i produttori locali, chiedendo che i costi dei controlli non ricadano sui coltivatori: “Da anni, i coltivatori liguri devono fronteggiare condizioni difficili in cui lavorare, dal cambiamento climatico all’aumento dei costi, dai dazi a meccanismi burocratici che spesso mettono in difficoltà le piccole realtà del nostro territorio. Chiediamo che la Regione combatta e prevenga questo insetto infestante, senza aggravare di ulteriori costi e obblighi le imprese e i lavoratori agricoli, confrontandosi con le associazioni di categoria che conoscono bene le esigenze delle aziende”, conclude Casella.