Alla Vuelta arriva l'ora di Van Aert: sua la 14esima tappa. Sivakov, malore e ritiro per il caldo: tensioni in gruppo
- Postato il 4 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Mancava solo lui all’appello: Wout Van Aert ha fatto un lavoro enorme per Matthew Brennan nelle tappe con arrivo in volata, stavolta però ha trovato l’occasione per passare all’incasso e conquistare una vittoria pesante, perché tale da consentirgli di mettere una seria ipoteca sulla conquista della maglia verde della classifica a punti. Una vittoria voluta, cercata e meritata: allo sprint il belga ha battuto il francese Paret-Peintre, l’unico che era riuscito a tenergli le ruote quando, ai -3,5 dall’arrivo, ha tentato l’allungo. La volata del gruppo dei fuggitivi è stata regolata da Brennan, che ha ricambiato il favore al compagno di squadra, chiudendo al terzo posto.
- La tattica perfetta dei Visma: "Un piano ben riuscito"
- Skjelmose guadagna due minuti nella generale
- Allarme caldo: Sivakov si ritira, Mosca parla in gruppo
La tattica perfetta dei Visma: “Un piano ben riuscito”
Insomma, tutti i nodi sono venuti al pettine, con Van Aert che ha potuto interrompere quello che pareva essere diventato una sorta di incantesimo. Determinante è stato il lavoro di squadra della Visma, che ha pilotato in modo mirabile il fiamminga, consegnandogli l’opportunità di lanciarsi in solitaria nelle battute conclusive, col solo Paret-Peintre in grado di tenergli testa.
Ma allo sprint non c’è stata storia: la quarta vittoria di tappa alla Vuelta (le precedenti tre le aveva conquistate nel 2024, salvo vedersi costretto a ritirarsi nella 16esima tappa a causa di una caduta) fa salire a quota 14 il totale delle frazioni vinte nei grandi giri, oltre ad avvicinare appunto Wout all’obiettivo dichiarato della maglia verde.
“Sapevo che avrei dovuto attaccare in quel punto, perché ormai i velocisti erano convinti di andarsela a giocare in volata, invece così li ho sorpresi e non mi hanno potuto più riprendere”, ha commentato a fine gara il fuoriclasse della Visma.
“Ero tranquillo e sicuro di me stesso. In mattinata avevo parlato anche con mia moglie Sara e sono contento di poterle dedicare la vittoria. Abbiamo fatto tutti un buon lavoro, sapevamo di meritarci questa chance e penso che sia andato tutto come doveva andare. Una giornata perfetta, e anche Valentin mi ha dato i cambi giusti per arrivare assieme a giocarci la vittoria”.
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Il successo di Van Aert arriva in una giornata dove a far saltare il banco per qualche buon chilometro c’ha pensato Mattias Skjelmose, che s’è inserito nella fuga e così facendo ha costretto Decathlon e Netcompany Ineos a tirare a tutta per non lasciarlo andare troppo lontano (è arrivato a recuperare oltre due minuti).
Il danese è settimo in classifica a 5’32” dalla testa: a conti fatti è tutto tranquillo per Enric Mas, che rimane assolutamente padrone del suo destino in vista anche delle montagne previste nel fine settimana, altro terreno di scontro con gli altri big. Nella top ten di giornata spazio anche per un po’ d’Italia, con Vincenzo Albanese quinto e Filippo Zana decimo. Si attende ancora un acuto dai corridori italiani: magari il week-end porterà consiglio…
Allarme caldo: Sivakov si ritira, Mosca parla in gruppo
Alla Vuelta però è scoppiata una nuova polemica, stavolta legata alle temperature roventi che continuano a mietere vittime illustri in corsa. L’ultimo della lista è Pavel Sivakov: il franco-russo della UAE ha accusato un malore (vertigini e mal di testa) ed è stato costretto a ritirarsi dalla corsa, dopo aver tentato inutilmente di staccarsi dal gruppo della maglia rossa per provare a proseguire del suo passo.
Proprio in mattinata Jacopo Mosca, a nome del CPA (il sindacato dei corridori), aveva cercato delle sponde in gruppo per provare a fare fronte comunque con l’organizzazione, chiedendo delle tutele ben precise viste le temperature roventi di questi giorni (anche oggi si sono sfiorati i 40 gradi).
Tra gli altri Mosca ha cercato di parlare a lungo con Van Aert, considerato il corridore di maggior spicco all’interno della carovana dopo il ritiro di Pogacar, ottenendo il via libera per predisporre delle richieste che verranno sottoposte all’attenzione di ASO, oltre che per mettere in atto quanto previsto dal protocollo UCI sulle condizioni di corsa considerate sopra i limiti consentiti. L’idea è di muoversi come gruppo compatto, non con singole iniziative. E quanto accaduto a Sivakov non fa che aumentare la tensione.