Alla Juventus manca Rabiot, leader rimpianto e imprescindibile nel Milan: Cardinale non può attendere oltre il rinnovo
- Postato il 19 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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I paradossi del calciomercato non sono nulla se declinati nel caso Rabiot. Solo l’estate scorsa si riportava della sua incomprensibile attesa, di quanto non fosse ancora definito il suo prossimo ingaggio mentre oggi, all’indomani della prova maiuscola – l’ennesima – il quesito ha mutato forma ma non soggetto. Come sia possibile che Adrien Rabiot. oggi miglior centrocampista della Serie A, non sia stato ancora blindato con un rinnovo adeguato dal Milan di Gerry Cardinale, le cui ambizioni sono palesi? Perché, spostando il focus sulla crisi senza fondo della Juventus, un giocatore come l’ex manca ma non è replicabile né si è riportato a Torino?
- Rabiot, l'ex Juventus rimpianto a centrocampo
- Il rinnovo con il Milan
- Il prolungamento con ritocco all'ingaggio
Rabiot, l’ex Juventus rimpianto a centrocampo
L’assenza di un leader nello spogliatoio, e nella formazione, studiata da Giovanni Carnevali con la collazione di Frederic Massara e Luciano Spalletti in panchina non si discosta dalla oggettiva fotografia della realtà, in cui galleggia questa compagine. Realizza in Europa, ma è impalpabile in campionato. Non vince in Serie A e non esprime quel senso, quei valori che alla Juventus erano i pilastri per costruire la mentalità interpretata in campo e ai microfoni.
La diatriba Spalletti-Bremer, capitano ma non alla maniera di Alex Del Piero e neanche di Buffon, è l’ennesima ripetizione di una storia già letta pur interpretata da attori differenti. Che cosa serve all’undici che abita questo campionato?
Adrien Rabiot ha ricoperto un ruolo a centrocampo funzionale, utile. E al Milan sta dimostrando di non essere altro che indispensabile. Di metterci quantità e testa, visione con tutti i sui pregi e quei difetti che lo hanno reso ciò che conosciamo. Non si può tornare indietro e riconsiderare certe scelte, né porre rimedio con disinvoltura. Va accettato che una figura simile non c’è e si avverte, quando si tratta di trovare il gioco, inventare e mettersi anche a disposizione della squadra.
Il rinnovo con il Milan
Ormai il passato appartiene a chi ha memoria e sa difenderla. Nel presente che lo ha condotto al Milan dopo la disastrosa esperienza al Marsiglia, il francese – che affida a sua madre le trattative più delicate – si è confermato pur con il cambio in panchina da Max Allegri (che lo ha sponsorizzato) a Ruben Amorim alla guida di una squadra quasi concettuale in cui però Rabiot è un elemento insostituibile per duttilità e capacità di coprire più ruoli, sulla linea mediana. Trequartista ma anche mediano e regista è un calciatore che fa e può tutto.
Il prolungamento con ritocco all’ingaggio
Il suo prolungamento del contratto scadenza nel 2028 con opzione unilaterale per il 2029 sarebbe un ottimo investimento per chi, come lui, ha big in mezza Europa pronte a ragionare. Il prolungamento sarebbe accompagnato anche da un adeguamento dell’ingaggio, che lo porterebbe a guadagnare 5 milioni di euro all’anno, a garanzia della società di via Aldo Rossi.
Una scelta che alla Juventus, nella fase storica attraversata, è mancata. Nel post Lazio, con i meriti indubbi di Rino Gattuso e Davide Frattesi con i compagni e le incongruenze di Lucio e dei suoi, uno come Rabiot non avrebbe salvato con certezza il risultato, ma l’onore forse sì.