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Algoritmi bocciati: Comolli e Furlani vicini all'addio

  • Postato il 23 maggio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Algoritmi bocciati: Comolli e Furlani vicini all'addio
Algoritmi bocciati: Comolli e Furlani vicini all'addio

C’è un punto in comune tra Milan e Juventus: i ribaltoni dirigenziali attesi per inizio settimana prossima prescindono dai risultati. $ un segnale positivo, vuol dire che l’insoddisfazione delle proprietà per come i più alti dirigenti hanno gestito le cose ha delle radici profonde. In un calcio, quello italiano, abituato a cambiare idea in base al risultato, sono due note positive. Ci saranno cambiamenti a prescindere dalla conquista della Champions o dalla caduta in Europa League, che può riguardare sia Milan sia Juventus, fermo restando che ai rossoneri basta battere il Cagliari (domani sera) per conquistare un pass per la prima competizione europea, mentre ai bianconeri, scivolati al sesto posto, non basterà affatto vincere il derby, ma dovranno sperare in una frenata sia di una tra Milan e Roma, sia del Como. Anche se molto è ancora aperto in classifica, i patron sembrano aver deciso: qualcuno salterà. E quel qualcuno, sia in casa Milan sia in casa Juventus, sarà importante. Probabilmente il più importante come carica, ovvero l’amministratore delegato. Cardinale ed Elkann sono allineati in questa gestione di una crisi che è di rapporti, di potere, di filiera (im)produttiva, prima che di risultati in campo. Non a caso Allegri e Spalletti sembrano aver incassato fiducia a prescindere. Lo si potrebbe ribattezzare un “AD-dio”, quello di Furlani al Milan e Comolli alla Juventus.

Sono peraltro due figure solo apparentemente diverse. Entrambi vengono da mondi lontani rispetto ai club che sono stati chiamati a dirigere: Furlani dalla finanza, Comolli dal Tolosa, che è pur sempre calcio, ma tutto un altro calcio. Sono due personaggi che hanno rimediato qualche figuraccia a livello di immagine, cosa che non è mai andata a genio a Cardinale ed Elkann, ben consapevoli di dover proteggere due brand storici. E sono due ad che hanno la tendenza all’invasione di campo che puntualmente genera duelli interni. Di Furlani si è detto della trattativa portata avanti a gennaio all’insaputa del ds Tare e di Allegri per Mateta, mentre di Comolli si narra in questi giorni di una spinta lenta ma costante della moglie nelle vicende del club, dal marketing al contatto con la squadra (spesso la si vede a bordocampo al fianco del marito durante gli allenamenti o il riscaldamento pre-partita) nonostante non figuri ufficialmente nell’organigramma. Cardinale ed Elkann li vorrebbero lucidi e pragmatici, invece si ritrovano segnalazioni "dal basso".

Li avevano scelti tra infiniti altri possibili professionisti e si sentono un po’ traditi. Per questo è lecito aspettarsi di tutto. Nel Milan, Massimo Calvelli, già membro dell’attuale cda, sta sondando diversi terreni per il sostituto e Galliani è un nome che piace perché coprirebbe un vuoto sia di milanismo sia di esperienza calcistica, e potrebbe distendere i rapporti tra Ibrahimovic e Allegri, suoi vecchi pupilli. In casa Juventus filtra meno, di sicuro Comolli, se lascerà, lo farà in modo molto meno cordiale, portandosi dietro Modesto e il guru delle performance Darren Burgess che Spalletti certamente non ha richiesto. Ecco, Allegri e Spalletti sono le figure attorno alle quali ruotano questi pensieri. Hanno parlato direttamente con i proprietari e si sono fatti ascoltare. E i proprietari, in risposta, pensano di cambiare il dirigente per non dover cambiare l’allenatore. Anche i Friedkin a Roma hanno di recente fatto lo stesso. $ una tendenza. In un certo senso, una scommessa. Di sicuro, una novità.

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Libero Quotidiano

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