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Alex Zanardi, 25 anni fa l'inizio della seconda vita dopo l'incidente di Lausitzring e la doppia amputazione

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Alex Zanardi, 25 anni fa l'inizio della seconda vita dopo l'incidente di Lausitzring e la doppia amputazione

La sua presenza si avverte sempre e comunque. Se un atleta sa essere fonte di ispirazione, addirittura un modello esempio di attaccamento alla vita fino a succhiarne il midollo come seppe rendere Walt Whitman, quell’essere umano è Alex Zanardi. Alessandro, scomparso troppo presto e in modo inatteso e inopportuno quando chiunque di noi, abituato alla sua eccezionalità, avrebbe gioito alla sua nuova impresa, alla sua prossima idea. Invece si è spento rimanendo nei suoi progetti, nelle iniziative scaturite dalla sua grandezza e che sua moglie Daniela e suo figlio Niccolò seguono con il medesimo affetto di sempre. Anche la cognata, Barbara Manni, continua a collaborare e a sostenere quella visione. A 25 anni, oggi 15 settembre, dall’incidente di Lausitzring che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe quanto costruito e lasciato dall’opera di Alex sembra più attuale, più evidente. Perché da quel tragico evento sono scaturite i 5 secondi, le opportunità televisive e di produzione e quell’insieme di idee inarrestabili.

Zanardi, 25 anni dall’incidente di Lausitzring

Il 15 settembre di 25 anni fa, la vita di Alex Zanardi cambiò in maniera irreversibile. Erano i giorni successivi all’11 settembre quando furono abbattute le Torri gemelle e gli Stati Uniti si scoprirono fragili, vulnerabili. Vittima di un attentato senza precedenti in territorio americano. I voli, dopo quell’enorme dramma collettivo, erano sotto stretto controllo e anche le gare, gli eventi sportivi erano limitati. Sul circuito tedesco del Lausitzring si corre, a pochi giorni dalla tragedia, la Formula CART.

La dinamica dell’impatto

Mancavano pochi giri al termine, quando Zanardi uscendo dai box, perse il controllo della sua auto, probabilmente per le condizioni della pista, dove pare ci fosse olio mischiato ad acqua. Patrick Carpentier riuscì ad evitarlo, non ci riuscì Alex Tagliani.

Un incidente che fece temere per la sua vita. Impatto spaventoso, le gambe di Zanardi gli furono subito amputate, situazione davvero drammatica tanto che gli fu data l’estrema unzione, ricordano le cronache. Ma Alex riuscì a superare coma farmacologico, sei settimane di ricovero e quindici operazioni. Con la moglie Daniela sempre al suo fianco, anche a Berlino.

La seconda vita

Secondo quanto lo stesso Zanardi riferì, in successive intervista in particolare quella rilasciata a Fabio Fazio, rimase in circolo solo un litro di sangue e l’equipe medica decise di amputargli entrambe le gambe, per salvargli la vita. Addirittura gli fu data l’estrema unzione, nel timore che le sue condizioni peggiorassero.

“Poi sono state cose belle. C’è un grande privilegio che mi ha regalato la vita: quello di trasformare ciò che mi è accaduto in una grande opportunità”, ha detto più volte, nel corso di questo ventennio il campione. Accanto a lui, allora come dopo il secondo, tremendo incidente in handbike, è sempre sua moglie Daniela a destare in lui l’attenzione, a stimolare la sua ripresa. E’ un uomo fuori dal comune, consapevole che quella seconda opportunità può tradursi in altro.

Tre mesi dopo si presenta in piedi alla cerimonia dei caschi d’oro a Bologna. Da lì comincia la nuova vita del pilota che diventa simbolo, atleta e campione paralimpico. Con la sua handbike due medaglie d’oro e un argento alle Olimpiadi di Londra 2012 e altrettante a Rio 2016, dodici titoli mondiali tra il 2011 e il 2019. Il mito, il sostegno alla crescita del movimento. Soprattutto l’uomo, oltre il campione.

Due giorni fa, suo figlio Niccolò ha segnato anche l’evento dedicato al padre dalla sua Castel Maggiore. io papà era meraviglioso, e francamente per me partecipare a queste manifestazioni dove mi dicono “Tuo papà mi ha dato la forza per riscattarmi, per riprendermi la mia vita”, non è indifferente, è un piacere immenso». Il paese in cui è cresciuto ha dedicato al pilota e atleta paralimpico un centro sportivo, un punto per realizzare quell’idea, visionaria e ottimista, che solo Zanardi era riuscito a coltivare, perseguire e che oggi sua madre Anna e la sua famiglia ammirano.

Autore
Virgilio.it

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