Tuttiquotidiani è completamente gratuito.
Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
In sintesi
Generazione sintesi AI in corso…
Nella Grecia settentrionale, presso l'antica città di Mieza (vicino alla moderna Naoussa, nella regione dell'Emazia), gli archeologi hanno riportato alla luce un vasto complesso scolastico che risale al IV secolo a.C., gli studiosi ipotizzano che si tratti di una costruzione commissionata da Filippo II di Macedonia intorno al 343 a.C. per l'educazione del figlio e dei giovani dell'élite macedone. All'interno di questo istituto Aristotele tenne le sue lezioni al giovane Alessandro Magno.. Un campus d'élite tra filosofia e atletica
Gli scavi, avviati nel 2024 e diretti dall'archeologa Angeliki Kottaridi nell'ambito di un accordo tra il Ministero della Cultura greco e il Comune di Naoussa, si estendono su un'area di circa 30 ettari e hanno portato alla luce un complesso imponente la cui architettura ricorda lo stile della reggia macedone di Aigai (che si trova presso l'odierna Vergina), dove vivevano Filippo II e Alessandro.. La struttura era concepita come un ginnasio, dove la cura dello spirito andava di pari passo con quella del corpo: gli ambienti dedicati all'insegnamento — tra cui un'ampia aula provvista di banchi in pietra — si affiancavano infatti a uno stadio, un'arena sportiva e un lungo porticato coperto (stoà).
Si trovano inoltre gli spazi dedicati alla convivialità e alla vita sociale della nobiltà macedone. Il complesso ospitava due sfarzose sale da banchetto decorate con pavimenti a mosaico, dotate di piattaforme rialzate pensate per accogliere fino a dodici letti da convivio (kline).. La vita degli studenti
Gli archeologi hanno recuperato anche quattro strumenti utilizzati dai giovani allievi per incidere i testi sulle tavolette di cera (stilo), oltre a monete e frammenti di ceramica.
Anche se gli scavi non hanno ancora rivelato iscrizioni con i nomi di Aristotele o Alessandro Magno, la datazione dei reperti, le imponenti dimensioni del sito, la vicinanza alla corte macedone e la concordanza con la localizzazione geografica tramandata da storici antichi come Plutarco permettono agli studiosi di ipotizzare che quell'antico ginnasio fu la scuola in cui venne educato il futuro imperatore.. Che insegnante fu Aristotele?
Nel 342 a.C., Filippo II convocò Aristotele — allora trentanovenne e già famoso per i suoi studi tra biologia, retorica e filosofia — per educare il figlio Alessandro. Ma come mai tra i vari filosofi dell'epoca scelse proprio Aristotele? Alcuni storici ipotizzano che gli fu raccomandato da amici, altri credono che il re fosse mosso da motivi politici, dal momento che Aristotele era il genero di Ermia, con cui Filippo aveva da poco stretto una pace strategica in funzione antipersiana. Ma la tesi più accreditata è un'altra: si ipotizza che Filippo abbia convocato il filosofo perché i loro rispettivi padri erano stati amici.
Il principe, allora quattordicenne, era un tipo un po' ribelle: "Filippo aveva capito che suo figlio era per indole naturale inflessibile, che lottava contro ogni costrizione, ma anche che facilmente si lasciava ricondurre dalla ragione al senso del dovere", come riporta lo storico Plutarco. In pratica sapeva lasciarsi guidare dalla ragione se preso nel modo giusto.. Per plasmarne il carattere e trasmettergli la cultura ellenica, Aristotele scelse come testo cardine l'Iliade di Omero. Il maestro ne donò una copia ad Alessandro, da cui il ragazzo non si separò mai, nemmeno durante le successive campagne militari, considerandola un vero e proprio "viatico di virtù bellica". Attraverso le vicende degli eroi greci, Aristotele cercò di insegnare al giovane la regola del giusto mezzo: aborrire la viltà ma evitare la temerarietà, puntando al coraggio guidato dalla ragione..
Il metodo di Aristotele
Secondo ciò che narra Plutarco, passeggiando all'aperto lungo gli ombrosi viali del santuario delle ninfe vicino a Mieza, Aristotele spiegava al suo discepolo e ai suoi compagni, i giovani delle più nobili famiglie macedoni, l'importanza del valore, del coraggio e dell'amicizia.
Il filosofo riuscì a trasmettere ad Alessandro la sua stessa ansia di conoscenza, la curiosità per le terre lontane, la passione per i libri e l'interesse per la medicina. Ma soprattutto, ricorda Plutarco, "la passione ardente per la filosofia, che gli era innata e che era cresciuta con lui". Forse grazie alle dottrine "acroamatiche" (che in greco significa "ciò che si ascolta" dalla viva voce del maestro), che riservava a una ristretta cerchia di filosofi.
. Il freddo distacco
Qualche anno più tardi, quando il giovane macedone seppe che il suo maestro aveva pubblicato il contenuto delle sue lezioni (segretissime) gli scrisse con acredine. "Non hai fatto bene a pubblicare i discorsi acroamatici. In che cosa infatti noi differiremo dagli altri se tutti saranno al corrente di ciò che ci fu insegnato? Io vorrei distinguermi per la conoscenza di ciò che è meglio, più che per la potenza", si lamentò.
E se all'inizio il principe aveva confessato di nutrire per Aristotele la stessa ammirazione che provava per suo padre, perché "a mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena di essere vissuta", i suoi sentimenti col tempo si fecero più freddi. Con lui, almeno in politica, non si trovava affatto d'accordo. L'insegnamento di Aristotele durò circa tre anni, fino al 340 a.C. Quando il filosofo ritenne di essere rimasto con l'allievo per un tempo sufficiente alla sua formazione, se ne andò ad Atene. Era il 335 a.C.: Alessandro era sovrano di Macedonia da un anno. Aristotele scrisse per lui un dialogo che aveva come argomento le colonie e pare che gli abbia dedicato il dialogo Sul regno, tuttavia i suoi insegnamenti non incisero sulle decisioni politiche del conquistatore..
Usiamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e cookie di analisi (Google Analytics) e marketing. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli opzionali o personalizzare. Per maggiori info: Privacy Policy.