Albingaunia in Promozione, Ricotta: “Giorni impegnativi ma stimolanti, costruita la squadra più forte possibile”
- Postato il 31 luglio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Albenga. Le ultime settimane sono state molto movimentate per gli addetti ai lavori dell’Albingaunia. Vista la possibilità del ripescaggio, la squadra mercato bianconera si è data da fare per potersi adeguare alle richieste strutturali a livello di rosa: un reparto giovani, in primis, per poi puntellare il gruppo con altri elementi di categoria. Sotto quest’ultimo aspetto, è arrivata la conferma degli arrivi di Piu, Latini, Beron e Cassini. Da chi? Dal direttore sportivo bianconero Roberto Ricotta che ha fatto un punto sui lavori ingauni post ufficialità dell’ammissione al prossimo campionato di Promozione. Mercato chiuso? Per ora sì ma, se possibile, l’Albingaunia resterà alla finestra per un attaccante.
Direttore Ricotta, il ripescaggio in Promozione è stato una grande soddisfazione, ma anche un momento molto intenso. Come avete vissuto queste settimane?
Da una parte è stato bellissimo sapere di poter andare in Promozione, dall’altra però non ci siamo goduti quasi niente, se devo dire la verità. Abbiamo dovuto rivedere la rosa, salutare alcuni ragazzi per fare spazio ai giovani e rinforzare la squadra in vista della nuova categoria. È stato un dispiacere, perché con molti di loro c’era un rapporto che andava oltre il calcio. Con tanti ragazzi si era creato un legame umano importante e non è stato facile dover prendere certe decisioni. Negli ultimi quindici giorni prendere i giovani non è stato semplice. È stata una corsa contro il tempo. Siamo andati a cercarli soprattutto tra Savona e Sanremo. Nel poco tempo che avevamo a disposizione credo che abbiamo costruito la squadra più forte possibile. Adesso siamo contenti perché andremo a giocare un campionato importante e molto competitivo, con tanti derby, ma c’è solo da lavorare e cercare di salvarci il prima possibile. Sono stati giorni impegnativi, ma anche belli, perché organizzare tutto questo è stato stimolante.
Sono usciti diversi nomi in ottica bianconera. Puoi confermare qualcosa?
Confermo gli arrivi di Piu, Latini, Beron e Cassini. Sono giocatori che ci permettono di alzare ulteriormente il livello della squadra. Secondo me molti dei ragazzi che avevamo già preso sarebbero stati adatti anche alla Promozione, questi innesti si sono aggiunti a un gruppo che ritenevamo già valido. Per il tempo che avevamo a disposizione penso che abbiamo fatto il massimo. Gran parte del merito va al mister. Noi dirigenti abbiamo cercato di supportarlo nelle sue richieste, ma senza la sua conoscenza sarebbe stato molto più complicato affrontare un salto di categoria come questo.
Quale sarà l’obiettivo dell’Albingaunia in questa Promozione?
Partiamo con l’obiettivo della salvezza. Sappiamo che sarà difficile, è giusto che tutti ne siano consapevoli, però bisogna combattere. Spero che ad Albenga non sia facile per nessuno: il tifo e la piazza ti danno sempre qualcosa in più. Io l’ho vissuto da giocatore e so cosa significa. Alla fine Albenga è una piazza importante e può darci quei punti in più.
Come ti stai trovando a lavorare con mister Cocco?
Con Matteo mi trovo benissimo. È un matto, ma nel senso buono del termine. Ci sentiamo continuamente: ci sono stati due mesi di telefonate anche di due o tre ore per programmare tutto e negli ultimi quindici giorni ancora di più. Io sono un malato di calcio, è sempre stata la mia vita e la mia passione. Trovare una persona che vive questo sport come lo vivo io è una cosa davvero bella. Per me è un piacere lavorare con lui.
Che ambiente hai ritrovato tornando ad Albenga?
Per quanto riguarda Albenga, mi trovo benissimo con tutte le persone della società. Licata è un mio amico, ci conosciamo da più di vent’anni, siamo cresciuti insieme e abbiamo anche giocato insieme. È stato lui il primo a chiedermi se avessi avuto piacere di venire a dare una mano e ho detto subito sì, sia per Albenga sia perché è la mia città. Come fai a dire di no? Anche gli altri dirigenti, da Feroleto a Fabiano e Bacchetta, hanno voluto che venissi qui. È stato bello vedere che c’erano persone che avevano piacere di lavorare con me. Si va tutti d’accordo. Come in ogni famiglia ci sono opinioni diverse, ma l’obiettivo comune, che è il bene dell’Albenga, viene sempre prima di tutto. Alla fine troviamo sempre un punto d’incontro e questa è una cosa molto bella. Sono stati più di due mesi davvero belli. La perfezione non esiste, però sono davvero contento di essere qui. Spero di fare il meglio possibile per portare l’Albenga alla salvezza. Adesso, però, c’è ancora tanto da lavorare e siamo soltanto all’inizio.
Il mercato è davvero chiuso oppure arriverà ancora qualcuno?
Vista la perdita di Ciravegna per motivi personali, su cui noi puntavamo molto, l’obiettivo sarebbe quello di prendere ancora un attaccante, ma non è semplice. Molto probabilmente rimarremo così, anche perché abbiamo una squadra valida e penso che tanti giocatori saranno una piacevole scoperta. Se dovesse presentarsi un’occasione, però, non ci tireremo indietro: siamo vigili sul mercato.