Albingaunia, alla scoperta di Mahamadou Diallo: “Sono un giocatore polivalente e questa è la mia storia”
- Postato il 14 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Il nuovo arrivo in casa Albingaunia è Mahamadou Diallo, un “giocatore polivalente” (attaccante) classe 2001 proveniente dal Mali. Lo scorso anno il primo contatto con il calcio italiano, ad Imperia, dove ha dato il proprio contributo alla salvezza in Serie D sotto la guida di Giancarlo Riolfo, che ha creduto molto in lui. Oggi la dirigenza bianconera lo ha messo a disposizione di mister Cocco e per lui inizia un nuovo capitolo di un percorso particolarmente intenso. Nel frattempo, Diallo sta già imparando a conoscere la storia della piazza ingauna, come dimostra la sua immediata visita al museo curato dall’Associazione Culturale Orgoglio Ingauno.
Mahamadou, partiamo dall’inizio: da dove vieni e ome è iniziato il tuo percorso nel calcio?
Sono Mahamadou Diallo e vengo dalla capitale del Mali, Bamako. Da piccolo ho sempre sognato di giocare a calcio a livello professionistico. Ho iniziato con la squadra della mia zona e ho passato molto tempo a giocare lì. A un certo punto ho avuto anche l’opportunità di giocare in Serie A, ma poi ho avuto dei problemi con la federazione e sono rimasto fermo per un anno. Ho avuto un’opportunità e sono andato in Kosovo. Ho giocato con il KF Dardania, in Serie B. È stata un’esperienza importante, anche se ci sono stati alcuni problemi. Sono rimasto e ho continuato a lavorare tanto. L’anno successivo avevo anche ottenuto un contratto, ma la squadra non ha mantenuto quello che mi aveva promesso.
Capitolo Imperia, la tua prima tappa in Liguria
Ero arrivato in Italia da poco e ho iniziato ad allenarmi con l’Imperia grazie a un amico in comune. All’inizio si è allenato senza avere promesse. Grazie a Riolfo ho avuto l’opportunità di entrare in squadra, sono stato tesserato e ho giocato tutta la stagione. Ringrazio il mister perché ha visto in me delle potenzialità e mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova in una stagione che non è stata semplice. Io e gli altri ragazzi abbiamo dato tutto quello che potevamo per salvare la squadra e alla fine ci siamo riusciti.
Come è nata la possibilità di arrivare ad Albenga?
Ero all’Imperia e aspettavo una risposta. Alcune squadre mi avevano contattato, ma non avevo ricevuto riscontri. Poi sono venuto qui per conoscere altre squadre che mi avevano cercato e alla fine l’Albenga è stata quella che mi ha convinto. Ho deciso di scegliere Albenga perché mi sono informato sul progetto e sulla società. L’Albenga è una squadra con tifosi molto legati alla città e una presenza importante sul territorio. Ha giocato anche in categorie superiori e ha preso giocatori forti, con esperienza anche a livelli più alti. Inoltre attualmente vivo in un centro di accoglienza per migranti e, per la mia situazione burocratica, non posso allontanarmi dal centro per più di tre giorni, altrimenti rischio di perdere il posto. Per me è molto importante portare avanti il percorso legato ai documenti, quindi ho deciso di dare priorità anche a questo aspetto e di cercare una squadra che mi permettesse di giocare rimanendo vicino.
Come ti stai trovando con il gruppo e con mister Matteo Cocco?
Fin dal primo giorno mi sono sentito molto ben accolto. Il livello dei giocatori è alto e mi sto trovando molto bene. Il mister è stato un elemento decisivo nella mia scelta. Fin dalle prime chiamate è stato molto presente e mi ha spiegato il suo progetto in maniera molto onesta e chiara. Penso di avere tante cose da imparare da lui.
Che tipo di giocatore sei? Quali sono le tue caratteristiche principali?
Sono un’ala offensiva ma mi reputo un giocatore polivalente, posso giocare in diversi ruoli. Penso di avere molta resistenza, sono rapido, corro molto e soprattutto mi piace giocare per la squadra. Per me è importante mettere al primo posto non soltanto la mia prestazione personale, ma anche il bene della squadra.
Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione con l’Albenga?
Voglio fare un’ottima stagione e dare sempre il meglio. La prima cosa è aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi. Io gioco per la squadra e credo che sia questo l’aspetto più importante. Voglio giocare, allenarmi per fare una buona stagione e cercare di rimanere a livelli sempre più alti. Voglio dimostrare ai tifosi che do tutto per la squadra, fare delle belle prestazioni e, in futuro, spero di poter risalire verso i livelli più alti da dove ero prima. Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato. In particolare la mia famiglia italiana, Paolo e Giulia, e Massimo Donzella che mi ha aiutato in questo inizio di stagione.