Alberto Stasi, se si accertasse l’errore giudiziario, per lui 3-4 milioni
- Postato il 25 aprile 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Alberto Stasi, se si accertasse l’errore giudiziario, per lui 3-4 milioni
Ma se succedesse per davvero? Se si riaprisse sul serio la revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, se Alberto Stasi (che è in carcere dal dicembre del 2015 con una sentenza ormai passata in giudicato e che gli ha dato sedici annidi reclusione) venisse improvvisamente assolto, se chiedesse un risarcimento, se glielo accordassero, di quanto si tratterebbe? La premessa, più che ovvia, è che questo, per il momento, non può che essere un mero esercizio di scuola perché la strada è ancora lunga e, soprattutto, è ancora da vedere se verrà intrapresa: a occhio e croce, però, e in termini di pura stima, ipotizzare un indennizzo che oscilli tra i tre e i quattro milioni di euro almeno non è (solo) fanta-giustizia.
Si tratterebbe, tanto per cominciare, non di ingiusta detenzione (che riguarda chi va in prigione e poi viene prosciolto) ma di errore giudiziario (nello scenario che stiamo immaginando Stasi verrebbe scarcerato dopo aver già subìto una condanna definitiva): la differenza c’è e non è solo un cavillo linguistico, tocca semmai anche il portafoglio. Per la legge l’ingiusta detenzione dà diritto a un risarcimento di 235,82 euro al dì, tuttavia con un limite cumulativo di mezzo milione di euro: l’errore giudiziario, considerato più grave, non applica questo sbarramento. Mese più, mese meno Stasi è rinchiuso da circa undici anni, solo su quel fronte otterrebbe oltre 800mila euro.
Ma potrebbe far valere i danni patiti nel corso di questo decennio di libertà privata (quelli sarebbero decisi sul momento, non esiste un tariffario che li definisca neppur spannometricamente a priori) e potrebbe chiedere di recuperare le somme che ha già versato, per esempio gli 850mila euro che ha pagato a titolo di risarcimento, a sua volta, alla famiglia Poggi, cifra per la quale si è persino indebitato: se un procedimento di revisione lo scagionasse, di fatto verrebbe meno il presupposto di quell’esborso e sì, è vero, per riaverlo indietro dovrebbe intentare un contenzioso in sede civile, ma non è una supposizione tanto strampalata. Al contrario, è una via che qualsiasi avvocato suggerirebbe al proprio cliente. Certo, diciannove anni dopo, con tutto quel che s’è trascinato appresso il “caso Garlasco”, col chiacchiericcio mediatico e le trasmissioni tivù infinite e il tam tam sui social che, nel frattempo, hanno addirittura soppiantato i media tradizionali, quella dei soldi sembra l’ultima questione rilevante. Eppure c’è anche lei e secondaria no, non lo è per niente.
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