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Albenga, cattedrale gremita per l’ultimo saluto al maresciallo Sara Roba: “Istruttrice in terra, ora guiderai gli altri dal cielo come una stella”

  • Postato il 14 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Albenga, cattedrale gremita per l’ultimo saluto al maresciallo Sara Roba: “Istruttrice in terra, ora guiderai gli altri dal cielo come una stella”

Albenga. “Come istruttrice ti sei presa cura delle vite altrui. Ora sii per noi una stella nel cielo, per guidare ancora una volta gli altri”. È con queste parole, estrapolate dall’omelia, che il cappellano degli Alpini, insieme a don Ivo, ha dato l’ultimo saluto a Sara Roba.

I funerali della 31enne, che ha perso la vita nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 agosto, a causa di un tragico incidente, sono stati celebrati oggi (14 agosto), nella cattedrale San Michele, gremita da migliaia di persone, sia dentro che fuori. Presenti anche un gran numero di autorità civili e militari: in prima fila, tra gli altri, il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis e il presidente del consiglio comunale ingauno Alberto Passino. 

“C’è una vetta che oggi sembra essere più silenziosa e una parete di roccia che oggi attende invano la mano sicura di una scalatrice esperta: la mano di Sara, maresciallo dei carabinieri, – l’esordio dell’omelia. – Ha servito con tutta sé stessa la Patria, che che oggi assume una nuova veste: la Patria del Cielo”.

Quindi un breve excursus sulla sua vita, segnata da due grandi tragedie e sulla sua brillante carriera militare: “Nata il 31 marzo 1995, sebbene la sua famiglia sia bella e unita, la vita ha subito chiesto a Sara di essere forte, proprio come sono forti gli scalatori. Lei e la sorella hanno perso il padre molto giovani. E quando perdi un genitore senti un freddo dentro e devi far ardere nel tuo cuore la fiamma della speranza. Accanto a loro, la mamma Claudia, che ha poi trovato un nuovo compagno di vita, che ha amato le due ragazze come  fossero figlie sue. Ma anche questa nuova roccia le è stata tolta, a sua volta, qualche giorno fa: è venuto, purtroppo, a mancare meno di una settimana prima del terribile incidente che è costato la vita a Sara”.

La vostra famiglia ha sì piegato la testa, ma non le ginocchia. Sara, in particolare, non si è mai piegata e ha sempre vissuto con coraggio e ardore. Aveva un carattere che sembrava scolpito nella roccia delle montagne che tanto amava, mai disposta a cedere di fronte alla fatica o alla paura. Una tenacia dimostrata anche negli studi e nel suo mestiere, che per lei non era un semplice lavoro, ma una vocazione e un valore da trasmettere agli altri: per questo è diventata istruttrice”.

“Per andare in cielo occorre fare fatica, bisogna portare la croce per giungere alla gloria della resurrezione. E, come istruttrice, si è presa cura delle vite altrui: il servizio militare significa proprio servire gli altri. E i suoi commilitoni non la dimenticheranno mai”.

“Sara se ne è andata giovane, troppo giovane. Ha lasciato il suo zaino e ha raggiunto quella baita lontana con uno sguardo nuovo, dal basso verso l’alto. E da ora, chi camminerà ancora tra le rocce che lei conosceva, chi indosserà il suo stesso cappello con la penna nera, sentirà con sé un po’ della sua forza. Appassionata della vita, amante della vita, lei ora vive lassù e, dopo tanto dolore e coraggioso silenzio in terra, ora finalmente troverà la pace in cielo. È in viaggio verso la vetta più alta, da cui non si scende più: è la meta definitiva. E da lassù veglierà sempre su di noi. Sara, sii per noi una stella nel cielo, per guidare ancora una volta gli altri”, ha concluso. 

Il sinistro che è costato la vita alla 31enne si è verificato lungo la via Aurelia, all’incrocio con via dell’Agricoltura tra Albenga e Ceriale. Ha lasciato la mamma Claudia, la sorella Gloria con il marito Roberto, la nonna Marisa e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di apprezzarne le doti umane e professionali.

Sara era una ragazza solare e sportiva, appassionata di equitazione, ma anche un valido ed esperto militare, istruttrice di alpinismo qualificata, con il brevetto di mountain warfare. 

E mentre la comunità ingauna si è stretta nel dolore per la sua scomparsa, prosegue l’inchiesta della Procura di Savona per omicidio stradale a carico del conducente dell’auto coinvolta: gli inquirenti e la polizia stradale stanno completando i rilievi e gli accertamenti per far piena luce sulla dinamica dell’accaduto.

Autore
Il Vostro Giornale

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