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Al Salone Del Libro di Torino 2026 il primo libro al mondo dove il lettore interagisce con l’AI: come nasce “Parlami di te” di Luca D’Aprile

  • Postato il 15 maggio 2026
  • Libri E Arte
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Al Salone Del Libro di Torino 2026 il primo libro al mondo dove il lettore interagisce con l’AI: come nasce “Parlami di te” di Luca D’Aprile

L’editore e coach IF Luca D’Aprile non deve amare molto il personaggio di mister Fletcher, l’insegnante di batteria interpretato da JK Simmons in Whiplash. Perché Fletcher di “autoconsapevolezza” nel protagonista Newman (Miles Teller) ne genera pochina, anzi invece di portarlo a un “cambiamento” provoca nell’allievo un risentimento personale e un desiderio di furente concorrenzialità che lo trascina in un perenne conflitto. Cattivi maestri, si diceva, anche se per altri contesti culturali. In Parlami di te (Heisenberg editore & compagnia editoriale Aliberti), presentato al Salone del Libro di Torino 2026, di sagome aguzze alla Fletcher non se ne vede nemmeno la lunga ombra. Il coaching come metodo e pratica suggerito con serena chiarezza da Luca D’Aprile ha una gamba ben salda nelle intuizioni di Daniel Goleman (l’Intelligenza Emotiva, ça va sans dire) e un’altra in una ricerca originale sempre più fitta e fruttuosa dietro ad un sé che sfugge, si nasconde, si schernisce, prova a non farsi decifrare. In copertina è disegnata una di quelle classiche buste di carta, che si usavano nell’evo pre web per custodire e spedire preziosi segreti dell’anima, e sopra un lucchetto. La chiave di quel lucchetto la si può trovare sfogliando il breve saggio che parte da un presupposto comune a tante scuole di autoanalisi, dalla gestalt alla psicanalisi: provare a scendere a patti con quella voce interiore che giudica, “il rumore del sé”.

“La performance migliora quando impariamo a ridurre l’interferenza interna, non quando aggiungiamo più sforzo, più regole, più autocritica”, scrive D’Aprile parafrasando il celebre allenatore psicologo Gallwey tra le linee e la terra battuta dei tanto amati campi da tennis. Un successo del sé che implica il coraggio del fallimento passando da una letterina consiglio di Indro Montanelli inviata al giovane D’Aprile, ancora economista universitario in erba: “il vincente di turno è spesso un prigioniero della propria vittoria”. In aiuto accorre la possibilità e la capacità di potersi guardare da fuori, un po’ come il protagonista di Truman Show di Peter Weir. Così se come diceva il neuroscienziato Sperry “la mente è capace di simulare la realtà ingannando il cervello con grande accuratezza, D’Aprile apre una ricca parentesi con un’intervista con il neurologo Patrizio Cardinali interrogandosi sul tema “Il cervello ha un’anima?” per poi scivolare verso l’apice della sua riflessione intuitiva: “la teoria dei due romanzi”.

Infatti, proprio come spiega Cardinali, visto che “l’osservazione dei comportamenti altrui modifica le nostre reti neurali, soprattutto nei comportamenti imitativi”, attivando “un processo che avviene sotto la soglia di consapevolezza, ma che ha un impatto profondo sul modo in cui apprendiamo, comunichiamo e ci relazioniamo”, D’Aprile attinge alle cinque abilità di Goleman per sottolineare nuovamente il valore della “comunicazione empatica” con l’altro, dove “ciò che diciamo, come lo diciamo e ciò che il nostro corpo trasmette vanno nella stessa direzione”, cosicché “l’altro non ascolta solo le parole, ma sente l’autenticità che stiamo trasmettendo”. È qui che emergono infine i due romanzi dell’individuo: quello “interiore” e quello “pubblico” , quest’ultimo fenomeno comunicativo di una oramai dilagante amplificazione del sé grazie alla deflagrazione dei social che l’autore non demonizza affatto. “L’autenticità nasce quando il romanzo che vivi dentro incontra quello che racconti fuori”, scrive D’Aprile.

Attenzione, si parla di “incontro” e “non di coincidenza perfetta tra dentro e fuori”. L’aspetto fondamentale “non è quindi eliminare questa distanza” – anche perché è giusto “che vi siano sfere così intime che appartengono solo a noi” – bensì “il punto è nell’accorgersi che esiste”. Parlami di te è il primo libro al mondo con l’Intelligenza Artificiale dentro. Un libro MIB (My Intelligent Book) che non significa scritto da una AI ma che attivando il QR code presente sulla quarta di copertina permette al lettore di aprire una chat WhatsApp con un agente AI. Il lettore potrà così interagire con la AI creando riassunti, pillole personalizzate di contenuto, recuperare citazioni, dialogare clamorosamente addirittura con l’autore. Un sistema che si sono inventati Laura Bottazzi e Daniele Righi, titolari del brand Contatto Divino.

L'articolo Al Salone Del Libro di Torino 2026 il primo libro al mondo dove il lettore interagisce con l’AI: come nasce “Parlami di te” di Luca D’Aprile proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

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