Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

“Aiutate Davide”: ma è una truffa. Così dei delinquenti hanno usato la storia di un bambino malato (e già guarito) per raccogliere soldi su PayPal

  • Postato il 27 aprile 2026
  • Trending News
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
“Aiutate Davide”: ma è una truffa. Così dei delinquenti hanno usato la storia di un bambino malato (e già guarito) per raccogliere soldi su PayPal

Un volto innocente, una storia che stringe lo stomaco e un link pronto a trasformare la compassione in denaro. Sui social, la solidarietà corre veloce quanto l’inganno, e basta un clic per passare dall’empatia alla truffa. Da mesi, su Facebook circola una raccolta fondi sospetta che sfrutta l’immagine di un bambino malato di leucemia. Dietro il profilo, intestato a una sedicente “Rosaria Maria Caputo”, si nasconde un meccanismo tanto semplice quanto efficace: foto e video autentici, presi da una storia reale, ma accompagnati da testi manipolati per spingere gli utenti a donare tramite PayPal.

Il dettaglio più grave è che il bambino ritratto non ha nulla a che fare con questa raccolta fondi. È un bambino statunitense che ha davvero affrontato la leucemia, documentata sui social dal padre, ma che oggi è guarito dopo tre anni di cure. I contenuti pubblicati dai truffatori raccontano proprio quel percorso, ma lo fanno in modo distorto: età che cambiano da un post all’altro, dettagli inventati, ricoveri mai avvenuti. In alcuni casi, il piccolo viene ribattezzato “Davide” o “Davi” e descritto come paziente dell’ospedale Ospedale San Raffaele, con la necessità urgente di una presunta terapia sperimentale da 20.000 euro.

La strategia

La strategia è chiara: costruire un racconto emotivo, generare urgenza e spingere alla donazione. E i numeri dimostrano che funziona. La pagina ha superato i 60mila follower e i contenuti raggiungono centinaia di migliaia di visualizzazioni. Un solo video ha toccato quota 500mila visualizzazioni, con migliaia di interazioni tra like, commenti e condivisioni.

Il link alla raccolta fondi è sempre lo stesso. Finora sono stati raccolti circa 7.800 euro, ma solo una parte, circa 1.300 euro, arriva da donazioni reali: il resto sarebbe stato caricato dallo stesso gestore per rendere la raccolta più credibile. Una tecnica nota, che sfrutta la psicologia degli utenti: più una campagna sembra sostenuta, più è facile che altri contribuiscano.

Come difendersi

Questa non è nemmeno la prima versione della truffa. In precedenza venivano usate le immagini di un altro bambino, brasiliano. Una volta scoperta l’identità reale, i truffatori hanno semplicemente cambiato “storia”, continuando indisturbati. Il punto, però, è anche un altro: in Italia, cure di questo tipo, comprese quelle sperimentali, vengono gestite dal sistema sanitario pubblico, senza richieste dirette di denaro ai pazienti. Un dettaglio che, se conosciuto, basterebbe a smontare l’intero impianto della frode.

L'articolo “Aiutate Davide”: ma è una truffa. Così dei delinquenti hanno usato la storia di un bambino malato (e già guarito) per raccogliere soldi su PayPal proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti