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Aido Savona, l’associazione che da oltre 50 anni promuove la cultura della donazione di organi

  • Postato il 7 giugno 2026
  • Magazine
  • Di Il Vostro Giornale
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Aido Savona, l’associazione che da oltre 50 anni promuove la cultura della donazione di organi

Savona. Continua il nostro viaggio all’interno del mondo del volontariato. Per questa nostra dodicesima puntata abbiamo intervistato Andrea Tomasini, presidente della Sezione Provinciale Aido di Savona

Di cosa si occupa la vostra associazione? Qual è la mission e quali attività svolgete? 

“Aido Savona opera sul territorio provinciale dal 7 luglio 1973, anno di costituzione della Sezione Provinciale savonese. Da oltre cinquant’anni promuove la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule come gesto di solidarietà, responsabilità e cittadinanza attiva. Nella nostra provincia questa missione si concretizza soprattutto in due attività fondamentali. La prima è la partecipazione alla campagna nazionale “Una Scelta in Comune”, che permette ai cittadini di esprimere la propria volontà sulla donazione al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. In questo ambito collaboriamo con diversi Comuni della provincia e garantiamo una presenza informativa presso gli uffici anagrafe di Savona e Vado Ligure. La seconda, probabilmente la più importante dal punto di vista educativo e culturale, riguarda gli incontri nelle scuole secondarie di secondo grado. Questi incontri si svolgono nell’ambito del progetto promosso dal centro regionale trapianti della Liguria e vedono la partecipazione dei medici anestesisti-rianimatori degli ospedali di Savona e Pietra Ligure, che affiancano i volontari Aido nell’informazione agli studenti. Agli incontri partecipano inoltre persone trapiantate che portano la propria testimonianza diretta. L’unione tra competenza scientifica e esperienza vissuta rende questi appuntamenti particolarmente efficaci, consentendo ai ragazzi di comprendere in modo concreto come una scelta di donazione possa trasformarsi in una nuova opportunità di vita per altre persone. A queste attività si aggiungono incontri pubblici, serate informative, partecipazione a manifestazioni e collaborazioni con altre associazioni del territorio”.

Che servizi offrite al territorio? 

“Il nostro compito è soprattutto quello di aiutare le persone a orientarsi in un tema delicato, fornendo informazioni corrette e risposte ai tanti dubbi che ancora esistono sulla donazione. Aiutiamo i cittadini a comprendere come funziona il sistema dei trapianti, quali sono le garanzie previste dalla legge e come esprimere in modo consapevole la propria volontà. Attraverso la presenza negli uffici anagrafe, nelle scuole e nelle iniziative pubbliche creiamo occasioni di dialogo e confronto. Mettiamo inoltre la nostra esperienza a disposizione di scuole, associazioni, enti e gruppi di cittadini che desiderino approfondire questi temi”.

Che legami avete con il territorio? 

“Aido vive grazie alle relazioni costruite nel territorio e alle persone che ogni giorno dedicano tempo e passione a questa attività. Collaboriamo stabilmente con amministrazioni comunali, istituti scolastici, Asl2, professionisti sanitari, associazioni di volontariato e realtà del terzo settore. La collaborazione con i Comuni aderenti alla campagna “Una Scelta in Comune” e quella con le scuole superiori rappresentano oggi due dei principali punti di contatto con la cittadinanza. La presenza associativa è particolarmente attiva a Savona, Vado Ligure e Quiliano, dove opera il Gruppo Intercomunale recentemente costituito. Accanto a queste realtà, merita di essere ricordata anche l’esperienza di Borgio Verezzi, dove alcuni volontari mantengono viva da anni la presenza di Aido attraverso iniziative pubbliche e attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità locale. Aido Savona può inoltre contare su diverse migliaia di iscritti distribuiti sul territorio provinciale. Si tratta di persone che condividono i valori della donazione e della solidarietà. Essere iscritti, tuttavia, non significa necessariamente svolgere attività di volontariato. Le adesioni sono importanti e testimoniano una diffusa sensibilità verso il tema della donazione. Tuttavia un’associazione vive soprattutto grazie ai volontari attivi, cioè alle persone che scelgono di dedicare una parte del proprio tempo alle attività sul territorio. Come molte associazioni, anche Aido si confronta oggi con la necessità di coinvolgere nuove energie e nuove disponibilità”.

Come si fa a diventare un vostro volontario? 

“È sufficiente contattare la sezione provinciale Aido di Savona oppure una delle realtà territoriali presenti in provincia. Non sono richieste competenze particolari. Ognuno può contribuire secondo le proprie possibilità: partecipando alle attività informative, agli incontri nelle scuole, ai banchetti, alle iniziative pubbliche o all’organizzazione degli eventi. Anzi, cogliamo l’occasione per rivolgere un invito a chiunque abbia interesse per questi temi. Oggi una delle principali esigenze dell’associazione è proprio quella di coinvolgere nuovi volontari. Anche poche ore al mese possono fare la differenza e consentire ad Aido di essere maggiormente presente sul territorio e raggiungere un numero sempre più ampio di cittadini”.

Un po’ di storia dell’associazione 

“Aido nasce a livello nazionale nel 1973 per iniziativa di Giorgio Brumat, con l’obiettivo di promuovere la cultura della donazione e sostenere lo sviluppo dei trapianti in Italia. Nello stesso anno, il 7 luglio 1973, viene costituita anche la sezione provinciale di Savona grazie all’impegno di Mariuccia Bergero, affiancata dal professor Renzo Mantero e da altri cittadini particolarmente sensibili al tema della donazione. Fin dall’inizio l’associazione si è proposta non solo di raccogliere adesioni, ma soprattutto di diffondere nella popolazione una maggiore consapevolezza sul valore umano e sociale della donazione. In oltre mezzo secolo di attività, Aido Savona ha accompagnato la crescita del sistema trapianti italiano, collaborando con il mondo sanitario, con le scuole e con le istituzioni locali e contribuendo a diffondere una cultura della solidarietà che oggi consideriamo naturale ma che, negli anni Settanta, era ancora poco conosciuta”.

Che rapporto avete con Asl2? 

“Il rapporto con Asl2 è positivo, consolidato e improntato alla collaborazione nel rispetto dei diversi ruoli. Pur mantenendo la nostra piena autonomia associativa, collaboriamo da anni con i professionisti sanitari impegnati nel settore della donazione e dei trapianti. La collaborazione trova la sua espressione più significativa proprio negli incontri scolastici organizzati nell’ambito del progetto del centro regionale trapianti, durante i quali i medici anestesisti-rianimatori degli ospedali di Savona e Pietra Ligure intervengono accanto ai volontari Aido per fornire agli studenti informazioni corrette e scientificamente fondate. Si tratta di un esempio concreto di come volontariato e sanità pubblica possano lavorare insieme a favore della cittadinanza e della diffusione della cultura del dono”.

Avete avuto la possibilità di entrare nelle Case della Comunità di Albenga o Savona? E cosa ne pensate? 

“Guardiamo con interesse allo sviluppo delle Case della Comunità, ma al momento preferiamo attendere di verificarne concretamente l’evoluzione. Sarà importante capire quali spazi saranno realmente disponibili per le associazioni di volontariato e, soprattutto, quanto queste strutture saranno frequentate dai cittadini. Per associazioni come Aido il valore di una presenza nelle Case della Comunità non dipende tanto dalla disponibilità di uno spazio fisico, quanto dalla possibilità di incontrare le persone, informarle e promuovere una cultura della solidarietà e della donazione. Se questi luoghi diventeranno effettivamente punti di riferimento per la popolazione, il volontariato potrà offrire un contributo prezioso e complementare a quello dei servizi sanitari. Per il momento riteniamo opportuno osservare come si svilupperà concretamente questo modello organizzativo e quali opportunità di collaborazione si apriranno per le associazioni del territorio”.

“Buona volontà” è la rubrica di IVG nata per dare voce e volti ai volontari, per far risaltare il valore del volontariato e della partecipazione dei cittadini nel servizio sanitario. Un modo anche per dire grazie agli eroi silenziosi che fanno la differenza. Per rileggere le altre interviste clicca qui .

Autore
Il Vostro Giornale

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