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Agricoltura in Basilicata, accuse a Cicala: «Basta propaganda, ora i fatti»

  • Postato il 17 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Agricoltura in Basilicata, accuse a Cicala: «Basta propaganda, ora i fatti»

Il Quotidiano del Sud
Agricoltura in Basilicata, accuse a Cicala: «Basta propaganda, ora i fatti»

Cia, Confagricoltura e Copagri Basilicata puntano il dito contro l’assessore all’Agricoltura Cicala: «Basta propaganda, ora i fatti», le accuse delle tre organizzazioni: «Risorse già previste e insufficienti, proclami da palco e false promesse da Prima Repubblica»


«Basta propaganda, ora i fatti». Cia agricoltori italiani, Confagricoltura e Copagri Basilicata hanno espresso «insoddisfazione nei metodi e nei meriti dell’iniziativa» annunciata ieri dall’assessore regionale alle Politiche agricole Carmine Cicala che, sul palco della mobilitazione della Coldiretti a Potenza, davanti alla sede della Regione, ha comunicato un pacchetto di 25 milioni di euro per il settore primario, di cui 10 per il caro gasolio e gli ulteriori finanziamenti a medio termine.

Le tre sigle di categoria – attraverso una nota dei responsabili Leonardo Moscaritolo (Cia agricoltori italiani), Francesco Paolo Battifarano (Confagricoltura) e Nicola Minichino (Copagri) – hanno preso posizione, comunicando inoltre che non parteciperanno alle prossime convocazioni del Tavolo verde, il luogo di confronto tra Regione Basilicata e organizzazioni agricole.

«Per il metodo, si rileva la continuità dei proclami da palco e false promesse proprie da Prima Repubblica, infatti non risultano ancora oggi deliberati di impegni di spesa – hanno scritto i presidenti regionali delle tre sigle -. Nel merito, le risorse proclamate risulterebbero comunque insufficienti e molte di esse fanno parte di programmi di spesa già previsti per l’agricoltura. Per Cia agricoltori italiani, Confagricoltura e Copagri è necessario fare ricorso a investimenti straordinari se realmente si intende dare risposte all’emergenza in atto».

AGRICOLTURA, LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA CONTRO L’ASSESSORE CICALA TRA ACCUSE SU CONTENUTI E CRITICHE SUL METODO

Le tre organizzazioni professionali hanno ricordato di «aver sempre mantenuto un comportamento responsabile, privilegiando le proposte e il confronto, un atteggiamento dimostrato nelle varie occasioni del Tavolo verde, convocato proprio per affrontare l’emergenza che attraversa l’agricoltura lucana. In quella sede – prosegue il comunicato – le organizzazioni hanno portato problemi, richieste e soluzioni, nella convinzione che il dialogo istituzionale debba servire a individuare interventi efficaci, con tempi certi e risorse adeguate. È questo il punto politico e istituzionale – hanno sottolineato -, il Tavolo verde non può essere considerato uno strumento irrilevante, svuotato e superato del valore insignito, trasformandolo in un passaggio formale privo di reale capacità decisionali».

Questo è ritenuto “inaccettabile”, proprio quando le aziende agricole devono fare i conti con costi di produzione elevati, azzeramento del reddito ed impossibilità di sopravvivenza. Le tre sigle di categoria hanno rivolto la richiesta al presidente Vito Bardi di «ristabilire corrette relazioni istituzionali ed assicurare risorse certe, straordinarie ed immediate al settore primario lucano».

PER LA CIA GLI INTERVENTI NON SONO SUFFICIENTI

Cia Basilicata, qualche giorno fa, aveva già evidenziato che «la proposta di aiuto al caro gasolio agricolo e l’entità delle risorse disponibili non coprono i costi effettivamente sostenuti dalle aziende dal periodo 6 giugno (post credito di imposta) al 31 dicembre 2026; la proposta di sospensione dei canoni irrigui non abbatte i costi delle aziende agricole ma li rinvia, pertanto sarebbe utile intervenire sui costi alla stessa stregua dell’acqua ad uso zootecnico; molte aziende agricole detengono crediti pregressi nei confronti dell’Ente Regione per alcune prestazioni richieste e mai erogate quali danni da fauna selvatica, Misure Csr strutturali etc».

Mentre Copagri chiedeva «l’istituzione di un Tavolo di crisi permanente, nel quale monitorare l’andamento dell’agricoltura, dei costi e dei mercati, ; l’alleggerimento sulle quote dei Consorzi di Bonifica e l’attivazione di tutte le misure previste dal Complemento di sviluppo rurale per la situazione emergenziale».

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