Aggressione al pronto soccorso di Savona, Bolla (UGL): “La misura è colma, servono interventi immediati”
- Postato il 20 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “La misura è colma. Non è più tollerabile che chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini debba lavorare nella paura di essere aggredito. L’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario, avvenuto ieri presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona, rappresenta un fatto grave che non può e non deve essere archiviato come l’ennesimo episodio di cronaca”. A dichiararlo è Barbara Bolla, Segreteria Territoriale UGL Salute di Savona, che torna a denunciare una situazione ormai insostenibile per gli operatori sanitari, sempre più spesso esposti a minacce, intimidazioni e aggressioni mentre svolgono il proprio lavoro.
“Nelle scorse settimane – prosegue Bolla – abbiamo incontrato il Prefetto e il Questore, riscontrando da parte loro disponibilità all’ascolto e attenzione rispetto alle istanze avanzate da UGL Salute. Abbiamo rappresentato con chiarezza le criticità e la necessità di rafforzare le misure di sicurezza a tutela di chi opera quotidianamente nei presidi sanitari, in particolare nei Pronto Soccorso, dove la pressione lavorativa e le situazioni di tensione possono diventare particolarmente difficili da gestire”.
“Apprezziamo la disponibilità istituzionale dimostrata durante quegli incontri, ma oggi ribadiamo con forza che è necessario passare dalle interlocuzioni alle azioni concrete. Gli episodi continuano a verificarsi e non possiamo permettere che la violenza diventi una componente considerata quasi inevitabile del lavoro in sanità. Nessun professionista sanitario deve essere costretto a scegliere tra il dovere di assistere un paziente e la propria sicurezza personale”.
UGL Salute chiede pertanto che venga dato seguito alle istanze presentate, attraverso un rafforzamento concreto dei presidi di sicurezza, una presenza adeguata delle forze dell’ordine, procedure efficaci per prevenire e gestire le situazioni di rischio e un coordinamento costante tra istituzioni, direzioni sanitarie e rappresentanze dei lavoratori.
“La sicurezza degli operatori sanitari non è un privilegio né una richiesta secondaria: è una condizione indispensabile per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini. Un lavoratore aggredito è una persona che subisce una violenza, ma è anche un professionista sottratto, almeno temporaneamente, alla propria attività assistenziale, con conseguenze che possono ricadere sull’intero servizio sanitario”.
“Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che un’aggressione si è verificata. Occorre agire in prevenzione, con strumenti adeguati, risorse e responsabilità precise. UGL Salute continuerà a portare avanti le proprie istanze nelle sedi istituzionali competenti e a vigilare affinché alle parole seguano fatti. Ai lavoratori coinvolti va la nostra piena solidarietà, insieme alla vicinanza a tutto il personale del San Paolo che ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini, spesso in condizioni di grande difficoltà La misura è colma. La sicurezza di chi cura deve diventare una priorità concreta, non soltanto una dichiarazione d’intenti”.