Aeroporto di Genova, per Autorità portuale la società vale tra 15 e 16 milioni. Paroli: “Bando entro fine novembre”
- Postato il 30 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Con un range di oscillazione di circa 1 milione, raggiunge una cifra tra i 14,9 e 15,9 milioni di euro, il valore della società Aeroporto di Genova spa, contenuto nella due diligence redatta da Price Waterhouse Cooper su commissione dell’Autorità portuale di Genova, socio di maggioranza (60%) del Cristoforo Colombo.
La cifra è stata comunicata nella mattinata di oggi dal presidente dell’Autorità portuale (e delll’Aeroporto) Matteo Paroli in una conferenza stampa a palazzo San Giorgio. Ha partecipato anche Francesco D’Amico, direttore dell’Aeroporto di Genova.
La due diligence è stata commissionata dall’Autorità di sistema portuale in conseguenza del memorandum del 20 febbraio scorso con Camera di Commercio, l’altro socio (40%), con l’obiettivo di arrivare a una valutazione dell’asset complessivo in vista del bando per l’ingresso di soci industriali, privati o pubblici, ma con l’auspicio che all’appello risponda un soggetto industriale e possa prendere in mano anche la maggioranza delle quote.
“Pwc ha presentato la propria relazione finale e non è detto sarà simile a quella di Camera di Commercio – ha detto il presidente Paroli – la metodologia di Pwc ha analizzato i flussi di cassa da oggi fino alla data di scadenza della concessione, il valore ottenuto è importante, non banale, ma risente della concessione residua breve”.
“La società Aeroporto nei prossimi tre anni dovrà affrontare un’importante fase di mercato perché nel 2029 scadrà la concessione Enac – sottolinea Enac – il rafforzamento oggi della compagine industriale consentirà all’aeroporto di affrontare la gara Enac nel 2029 con una potenza di fuoco ben diversa, se io non trovo un socio forte il rischio è che l’attuale concessionario pubblico non vinca e si trovi con zero asset”.
La conferenza stampa di oggi è stata decisa per fare chiarezza ed evitare dannose fughe di notizie: “Abbiamo letto stime di tutti i tipi, da 8 a 20 milioni, e le cifre ballerine non aiutano nel percorso – dice il numero uno di palazzo San Giorgio – l’altro messaggio che vogliamo lanciare è che l’obiettivo è pubblicare il bando per l’ingresso di nuovi soci entro la fine mese del prossimo mese di novembre”.
Il bando è già stato predisposto, esiste una bozza priva dei valori in attesa che sia presentata anche la due diligence fatta realizzare dalla Camera di Commercio, che dovrebbe essere imminente. L’accordo di febbraio prevede che sia l’Autorità portuale a pubblicarlo in accordo con la Camera di Commercio”. Il bando è stato studiato da società esterna.
In futuro il socio industriale – sempre che se ne trovi uno interessato ad acquisire quote di una società che vedrà scadere la concessione nel 2029 – potrebbe arrivare ad avere la maggioranza delle quote. L’Autorità portuale potrà scendere fino a un minimo del 5% e la Camera di Commercio fino al 15%.
Da Palazzo San Giorgio sperano che sia confermato anche l’interesse di partner istituzionali “tenendo conto che l’aeroporto di Genova ha una portata almeno regionale”. In passato sia il Comune di Genova (prima con il governo di centrodestra e poi con la conferma dell’attuale giunta Salis), sia la Regione Liguria hanno espresso volontà di entrare.
Per quanto riguarda gli aumenti di capitale, “non sono esclusi”, dice Paroli, ma “c’è una diversa normativa in tal senso, nel caso si parli di soci pubblici o privati, quindi non è detto che ci sarà un’unica procedura per soci privati e pubblici”.