“Adoro i cani. C’era una femmina di Malinois talentuosa, provava un grande piacere nel cacciare e mordere. Le molte scene di attacco erano sue”: così Jacob Elordi
- Postato il 31 agosto 2026
- Cinema
- Di Il Fatto Quotidiano
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Cosa resta dell’umanità quando il mondo finisce? È la domanda che attraversa “The Dog Stars”, il nuovo film di Ridley Scott arrivato nelle sale il 28 agosto, tratto dall’omonimo romanzo del 2012 di Peter Heller. Un racconto post-apocalittico che non punta tutto sull’azione spettacolare, ma su un dramma intimo e malinconico, quasi un western dell’anima ambientato tra le rovine del Colorado.
Siamo nel 2035, quasi dieci anni dopo un’epidemia influenzale devastante che ha spazzato via la quasi totalità della popolazione mondiale. Hig (Jacob Elordi), ex meccanico e pilota, vive barricato in un aeroporto abbandonato di Erie, in Colorado, insieme al veterano militare Bangley (Josh Brolin) e al suo inseparabile cane Jasper, un pastore belga malinois che è anche l’ultimo, tenero legame con la vita che Hig conduceva prima della pandemia insieme alla moglie Melissa.
I due uomini hanno costruito un rifugio fortificato per difendersi dai “Reapers”, bande di sopravvissuti spietati pronti a tutto pur di procurarsi cibo e risorse. L’equilibrio si spezza quando Hig intercetta una misteriosa trasmissione radio: un segnale che potrebbe significare che, da qualche parte, esiste ancora un barlume di umanità. Da qui parte un viaggio pericoloso oltre i confini del rifugio, alla ricerca di una speranza che Hig si rifiuta di abbandonare.
“Adoro i cani. C’era una femmina di Malinois davvero talentuosa. – ha dichiarato Elordi al magazine Elle .- Provava un grande piacere nel cacciare e mordere, quindi si occupava di molte scene di attacco. Poi c’era un maschio più affettuoso, quindi abbiamo usato lui in quelle scene. E poi c’è stato un giorno in cui avevamo un sacco di cuccioli di Malinois, il che è stato meraviglioso. Ma i cani erano italiani, quindi tutti i comandi erano in italiano, il che è stato piuttosto figo”.
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