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Adesso è ufficiale: Kawhi Leonard torna a Toronto (dopo aver inguaiato i Clippers). Gallinari lo attacca sul suo passato

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Adesso è ufficiale: Kawhi Leonard torna a Toronto (dopo aver inguaiato i Clippers). Gallinari lo attacca sul suo passato

Alla fine Kawhi Leonard è tornato nella terra che ha reso vincente. Perché nessuno ha mai vinto un anello a Toronto prima e dopo la comparsata ai Raptors dell’ormai 35enne californiano, diventato grande durante l’ultima coda di dinastia Spurs di inizio millennio e poi passato ai Los Angeles Clippers, la squadra che tanto avrebbe voluto portare al successo. Alla fine però l’ha portata… alla rovina, costringendola a pagare una multa salatissima per aver aggirato le regole del salary cap e soprattutto togliendole una marea di scelte ai prossimi draft. E soprattutto, andandosene come se tutto questo a lui non importasse minimamente (e infatti non gliene può fregare di meno, per dirla alla romana).

I Clippers abbassano la testa: la trade è sbloccata

L’affare che ha riportato Leonard a Toronto è stato tormentato, complice un via libera da parte della NBA che non sembrava voler mai arrivare. Il motivo? Lo scandalo dei pagamenti effettuati al giocatore tramite terze società ha messo seriamente sulla graticola i Clippers, che hanno finito per “oscurare” alle regole della lega qualcosa come 50 milioni di dollari di compensi.

Kawhi alla fine ha patteggiato, un po’ come la franchigia che fa capo all’ex capo di Microsoft, Steve Ballmer: il giocatore ha dovuto corrispondere appena 700mila dollari di multa, i Clippers 30 milioni, con la perdita secca di 5 prime scelte al draft dal 2029 al 2033, mentre lo zio di Kawhi (tale Dennis Robertson), che ha avuto un ruolo preminente nella vicenda, s’è visto inibito da ogni attività legata al mondo NBA per 5 anni.

A fine giugno, nel bel mezzo del trambusto per l’indagine sui compensi illegalmente riconosciuti a Leonard, Clippers e Raptors s’erano accordati per una trade rimasta congelata per tutta l’estate. Ora però che Ballmer ha deciso di chiudere la faccenda, accettando le sanzioni imposto dalla NBA, l’affare può dirsi concluso.

Leonard a Toronto può ancora essere un fattore

Leonard arrivò a LA nel 2019, fresco di titolo conquistato con i Raptors in finale contro i Warriors (falcidiati nella serie finale dagli infortuni gravi occorsi prima a Kevin Durant e poi a Klay Thompson). Adesso ha fatto il viaggio al contrario, tornando in Canada in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick e una serie di future scelte, che però i Clippers non potranno mai utilizzare (potranno però scambiarle per arrivare a qualche giocatore già nel giro della lega).

Lo scorso anno Kawhi ha trovato un po’ di quella continuità a lungo cercata, ma mai trovata negli ultimi anni: ha chiuso con 27.9 punti di media a partita (più 6.4 rimbalzi e 3.9 assist), tirando col 50% dal campo e il 37% dall’arco. Insomma, è un giocatore ancora in grado di spostare equilibri, e il fatto che si ritroverà a Est nel momento in cui la conferenze torna a popolarsi di talento puro (oltre ai Knicks campioni in carica ci sono LeBron a Phila e Giannis a Miami) non è causale.

Gallinari, che attacco: “Kawhi deve pagare tutto”

Di Leonard nelle scorse ore è tornato a parlare anche Danilo Gallinari, che dopo aver chiuso con l’attività cestistica ha comunque proseguito il suo impegno di podcaster (“A Cresta Alta” il nome del podcast che tiene col fratello Federico). E nell’ultima puntata ha attaccato l’ormai ex Clippers, che nel 2019 con la sua trade verso LA cambiò completamente la traiettoria della carriera del Gallo.

“Leonard voleva per forza di cose trasferirsi ai Clippers, ma prima di farlo decise di chiedere determinati giocatori con i quali avrebbe voluto giocare. Io non ero in quella lista e venni mandato a OKC assieme a Gilgeous-Alexander in cambio di Paul George. Venivo da una stagione clamorosa (la migliore realizzativa con 19.8 punti a partita), ma alla dirigenza importava solo di portare a LA l’ex Spurs.

Alla fine ha cambiato la traiettoria della mia carriera, e a farlo è stato un giocatore, non un GM o una franchigia. È questo che mi da fastidio: a OKC ho vissuto poi un’annata bellissima, e visto quel che ha fatto in seguito Shai penso che potranno dire grazie in eterno a Leonard… però rimasi molto deluso da quella vicenda. E trovo ingiusto che Kawhi debba pagare solo 700mila dollari di multa: paghi tutti i 50 milioni ricevuti indebitamente, e magari li dia in beneficienza”.

Autore
Virgilio.it

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