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“Addio, è stato bello”: Cristiano Ronaldo rompe con il Portogallo e abbandona il ritiro. È la fine di un’era: “Dirò la verità”

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Addio, è stato bello”: Cristiano Ronaldo rompe con il Portogallo e abbandona il ritiro. È la fine di un’era: “Dirò la verità”

“Adeus, foi bom enquanto durou”. Tradotto: “Addio, è stato bello”. Firmato: Cristiano Ronaldo. Al culmine di 24 ore segnate da una serie di colpi di scena e da una riunione di emergenza che ha costretto il presidente della federazione portoghese a rinunciare alla partita dell’Under 21 per prendere martedì sera il primo aereo disponibile e sbarcare a Copenaghen, dove la Seleçao affronterà la Danimarca nella terza gara di Nations League, CR7 ha abbandonato il ritiro e ha postato su Instagram un messaggio molto chiaro: “Ho preso la decisione di andare via. A tempo debito, dirò la verità a tutti i portoghesi sui motivi che hanno motivato la mia decisione di lasciare la nazionale, alla quale mi sono sempre dedicato”. La federazione ha confermato la notizia. Cristiano, che si è allontanato dallo stadio Parken a bordo di un furgone della federazione dopo aver saltato per il terzo giorno di fila gli allenamenti, ha poi concluso: “Ora è il momento di augurare il meglio al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezione”. Alle 18.47 ora portoghese (le 19.47) l’aereo privato di Ronaldo è partito da Madrid, destinazione Copenaghen, per consentire al giocatore di tornare a casa.

CR7 era rimasto in panchina domenica a Oslo, nella gara vinta 2-1 dal Portogallo contro la Norvegia. Cristiano non l’aveva presa bene: al fischio finale, fuga negli spogliatoi, mentre i compagni di squadra festeggiavano con i tifosi. Lunedì sono circolati i primi rumors di un faccia a faccia con l’allenatore, Jorge Jesus, ex coach del fuoriclasse portoghese nell’Al Nassr, in Arabia Saudita. Martedì, a Copenaghen, il primo strappo: Ronaldo non si è allenato. In un comunicato, la federazione ha spiegato che nella palestra dello stadio non erano disponibili le strutture reclamate da CR7, presenti invece nell’hotel dove il Portogallo ha trascorso questo ritiro turbolento.

Di fronte al precipitare della situazione, il presidente federale, Pedro Proença, martedì sera è salito sull’aereo a Lisbona, dopo aver dribblato i giornalisti. Nella mattinata di mercoledì ha cercato una mediazione tra ct e giocatore, in una conversazione a tre in cui sarebbe filato tutto liscio, ma nella conferenza stampa di vigilia del match, Jesus ha ribadito la sua autorità: “Sono l’allenatore. Ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Ti metto in panchina. Se avrò bisogno di te per 30 minuti, giocherai, altrimenti no. Nessun giocatore mi farà mai cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio, né alcun presidente. Mai, zero”. Jesus era perfettamente consapevole che una dichiarazione come questa avrebbe scosso l’orgoglio di CR7, ma non poteva fare diversamente, rischiando di delegittimarsi di fronte al resto della squadra.

In Portogallo, la notizia ha dominato i notiziari della serata. Sui social, nel giro di pochi minuti, c’è stata un’invasione di meme, montaggi e video umoristici in reazione alla rottura tra il capitano e l’allenatore Jorge Jesus. La maggioranza dei tifosi si è schiarata a favore dell’allenatore: il lungo tormentone Ronaldo-nazionale ha stancato i più, che ritengono ormai il fuoriclasse di Funchal, 42 anni il prossimo 5 febbraio, un peso e un condizionamento per l’ambiente. Contro la Norvegia, senza CR7, si è visto il miglior Portogallo degli ultimi tempi. Solo clamorosi colpi di scena potrebbero riportare a questo punto Cristiano in nazionale, 233 presenze e 146 gol con la Seleçao, record mondiale. Una storia straordinaria, che sta però volgendo al termine nel modo peggiore. Purtroppo, considerato l’ego smisurato di CR7, era prevedibile.

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Il Fatto Quotidiano

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