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Addio alle punture di insulina, per i diabetici nuove speranze da un gel bioartificiale

  • Postato il 21 maggio 2026
  • Cronaca
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
Addio alle punture di insulina, per i diabetici nuove speranze da un gel bioartificiale
Addio alle punture di insulina, per i diabetici nuove speranze da un gel bioartificiale

AGI - Un innovativo idrogel sviluppato all'Università di Ginevra potrebbe aprire la strada a un pancreas bioartificiale capace di eliminare in futuro le iniezioni quotidiane di insulina per i pazienti con diabete di tipo 1. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Trends in Biotechnology da Ekaterine Berishvili dell'Università di Ginevra e degli Ospedali universitari di Ginevra. Nei test sperimentali il nuovo materiale ha consentito di mantenere livelli normali di glicemia nei topi diabetici per almeno cento giorni dopo il trapianto di cellule pancreatiche produttrici di insulina.

Cos'è il diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule beta del pancreas responsabili della produzione di insulina. Le persone colpite devono quindi assumere insulina per tutta la vita. Una possibile alternativa consiste nel trapianto di isole pancreatiche, piccoli gruppi di cellule che producono insulina e altri ormoni.

Come funziona il gel

Questa tecnica è però limitata dalla scarsità di donatori e dal rischio di rigetto immunitario. Inoltre, quando le isole vengono trapiantate nel fegato, sede utilizzata abitualmente, subiscono infiammazione, perdita del supporto biologico naturale e insufficiente apporto sanguigno. Per superare questi ostacoli, il team guidato da Ekaterine Berishvili ha sviluppato un nuovo idrogel chiamato Amniogel. Il materiale deriva dalla membrana amniotica umana, lo strato più interno delle membrane che circondano il feto e che può essere ottenuto facilmente dalla placenta dopo il parto. Secondo i ricercatori, il gel ricrea un ambiente protettivo simile a quello naturale del pancreas.

"Il gel crea un ambiente protettivo all'interno del quale incorporiamo le isole pancreatiche insieme a cellule che formano vasi sanguigni", spiega Ekaterine Berishvili, docente del Dipartimento di Chirurgia e del Centro per il Diabete della Facoltà di Medicina dell'Università di Ginevra. "Prima del trapianto, queste cellule si organizzano spontaneamente in una rete di microvasi che circonda le isole pancreatiche, così il trapianto arriva già pre-vascolarizzato", aggiunge la ricercatrice.

Una volta impiantata, la rete vascolare artificiale si collega ai vasi sanguigni dell'organismo ospite favorendo sopravvivenza e funzionalità a lungo termine del trapianto. Nei test sui topi diabetici, i sottili innesti circolari di circa nove millimetri di diametro hanno mantenuto livelli normali di glicemia per almeno cento giorni, l'intera durata del follow-up sperimentale.

Le prestazioni sono risultate superiori sia rispetto al trapianto di sole isole pancreatiche sia rispetto a strutture prive di vascolarizzazione artificiale. Secondo gli autori, il gel mostra anche la capacità di rallentare la migrazione delle cellule immunitarie citotossiche, suggerendo un possibile effetto protettivo contro il rigetto precoce. "Questa evidenza sperimentale rappresenta un passo decisivo verso lo sviluppo di un pancreas bioartificiale funzionale", osserva Berishvili.

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Autore
Agi.it

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