Addio ai mini-shampoo in hotel e alle bustine di ketchup: l’Unione Europea vieta le confezioni di plastica monouso, ecco quando scatta il divieto

  • Postato il 25 marzo 2026
  • Viaggi
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Alzi la mano chi, al momento del check-out, non ha mai fatto scivolare furtivamente in valigia un flaconcino di bagnoschiuma, uno shampoo in miniatura o quella deliziosa cremina per il corpo offerta dall’hotel. L’alibi, in fondo, è sempre lo stesso, rassicurante e incrollabile: “Tanto prima o poi mi tornerà utile per il beauty case da infilare nel bagaglio a mano in aereo”. Ebbene, preparatevi a dire addio a questa consolidata (e innocua) cleptomania da vacanza: i kit di cortesia mignon hanno i giorni contati. Le istituzioni dell’Unione Europea hanno infatti varato un nuovo e severo regolamento per eliminare progressivamente la plastica monouso nel settore dell’ospitalità (HoReCa), costringendo alberghi e ristoranti a una rivoluzione logistica ed estetica.

L’anticipo dei luxury hotel: i maxi-dispenser a prova di furto

A dire il vero, i viaggiatori più attenti avranno notato che il vento stava già cambiando da un pezzo. Molte strutture, specialmente quelle dalla categoria quattro stelle in su, avevano già fiutato la direzione del mercato optando per una scelta più verde. Da tempo, in moltissimi bagni d’albergo, le boccettine in plastica sono state sostituite da eleganti maxi-dispenser. Elogiati per il loro ridotto impatto ambientale, questi grandi flaconi vengono strategicamente agganciati e bloccati al muro delle docce (proprio per evitare che qualche ospite troppo affezionato decidesse di portarsi via anche quelli). Lungi dall’essere un declassamento del servizio, questa mossa si è spesso trasformata in un’ulteriore coccola per il cliente: gli hotel di livello collaborano infatti sempre più spesso con brand di beauty locali, artigianali o spiccatamente sostenibili, offrendo prodotti di altissima qualità in perfetta linea con la filosofia della struttura.

Non solo bagno: la fine delle bustine di ketchup

La scure di Bruxelles, tuttavia, non si abbatterà solo sui prodotti per l’igiene personale, ma colpirà duramente anche le nostre abitudini a tavola. Il provvedimento europeo, infatti, sancisce la fine delle iconiche (e spesso impossibili da aprire) bustine monodose di plastica per salse e condimenti. Addio alle monoporzioni di ketchup, maionese o persino di zucchero al bar. Al loro posto, i ristoratori dovranno ingegnarsi tornando in un certo senso al passato, ricorrendo a bottiglie di vetro da condividere, eleganti erogatori ricaricabili o le classiche ciotoline lavabili.

La “road map” europea: le date da segnare

Attenzione, però, alle false credenze: i mini-shampoo e il ketchup in bustina non spariranno per magia in una singola notte. L’Unione Europea ha tracciato un calendario graduale per consentire alle aziende di adeguarsi. Il giorno che segnerà l’inizio formale di questa transizione è il 12 agosto 2026. In questa prima fase non scatteranno divieti drastici sui kit di cortesia, ma entreranno in vigore normative ben più stringenti sulla composizione chimica degli imballaggi a contatto con gli alimenti, imponendo limiti severissimi ai PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) per tutelare la salute dei consumatori.

Il secondo step riguarderà il mondo del cibo da asporto: tra il febbraio 2027 e il febbraio 2028, bar e ristoranti avranno l’obbligo di consentire ai clienti l’utilizzo di contenitori portati da casa per il takeaway (senza alcun sovrapprezzo) e dovranno successivamente offrire opzioni di imballaggio riutilizzabile. La vera rivoluzione visiva, il momento in cui i divieti diventeranno assoluti, arriverà il 1° gennaio 2030. È questa la data di scadenza definitiva fissata dall’Ue: da quel giorno, l’immissione sul mercato di flaconcini monouso per cosmetici e bustine di plastica per i condimenti sarà ufficialmente illegale.

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Il Fatto Quotidiano

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