Addio a Gianni Bacino, l’inventore artigiano che illuminava l’arte
- Postato il 18 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Con la scomparsa di Gianni Bacino il territorio perde una delle figure più genuine, eclettiche e puramente indipendenti del panorama artistico e culturale locale. Artista della luce, inventore artigiano e sperimentatore instancabile, Bacino si è spento dopo mesi di malattia, lasciando un vuoto profondo tra i tanti colleghi, musicisti e performer che con lui hanno condiviso decenni di iniziative e collaborazioni.
A tracciarne un ritratto intimo e vivido è il musicista e compositore Federico De Caroli, in arte Deca, legato a Bacino da un sodalizio umano e creativo lungo oltre trent’anni. L’amicizia tra i due affonda le radici all’inizio degli anni Novanta, in occasione di una mostra alla storica galleria Il Brandale di Savona. Da lì, il primo passo nello studio dell’artista in via Gnocchi Viani e la scoperta delle “dia-vive”: diapositive che, grazie all’uso di filtri polarizzati rotanti, proiettavano forme e colori in movimento creando stupefacenti caleidoscopi tridimensionali.
Un’intesa immediata che si trasformò in una collaborazione libera e spontanea: sonorizzazioni per le installazioni luminose da un lato, scenografie visive e videoclip per i concerti dall’altro.
“Lontano da ogni forma di opportunismo, gelosia o arroganza – sentimenti dai quali sapeva mantenersi rigorosamente distante – Bacino viene ricordato per una rara bontà d’animo, unita a un’insaziabile curiosità tecnica e artistica – afferma lo stesso Federico De Caroli -. Capace di mettersi al servizio dell’arte anche nelle vesti di manovalanza e proiezionista, ha collaborato con numerose realtà della provincia, spaziando dalle mostre ai teatri, fino agli spettacoli di danza”.
“Tra i tanti momenti condivisi, l’ultimo grande progetto comune risale a poco prima della pandemia, con una spettacolare performance al Priamar tra danza e proiezioni sperimentali. Resta l’immagine emblematica di un artista-inventore con indosso una struttura di tubi e cavi costruita a mano, trasformato lui stesso in un “proiettore vivente” di luce e immagini” conclude.