Addio a Elena Pero, la voce del tennis italiano: la giornalista di Sky Sport si è spenta a 60 anni dopo una malattia
- Postato il 24 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Una vita per il tennis vissuta sotto l’ala di Rino Tommasi
In realtà la voce di Elena Pero ha accompagnato molto più della sola epopea d’oro del tennis italiano. Perché in oltre 20 anni di telecronache a Sky Sport ha avuto modo di attraversare il periodo (forse) di massimo splendore della disciplina, potendo commentare le gesta di Federer, Nadal e Djokovic prima di poter vivere in prima persona i trionfi di Sinner (e la rivalità con Alcaraz).
Col tennis è stato amore a prima vista: lo seguiva già sul finire degli anni ’80, collaborando con Koper Capodistria, dove si fece notare nientemeno che Rino Tommasi, che nel 1991 la volle portare nell’allora redazione di Telepiù, prima TV via cavo del panorama italiano. Tommasi è stato il grande maestro di Elena, la figura attorno alla quale ha costruito le fondamenta del suo sapere.
E quando Rino ha tolto la cuffia, chiudendo per raggiunti limiti d’età il sodalizio con Gianni Clerici, proprio Elena Pero ne ha raccolto il testimone, in coppia con Paolo Bertolucci. Un tandem che ha raccontato decenni di partite, finali e imprese del mondo della racchetta, baciato dalla sorte quando gli italiani (non solo Sinner) hanno cominciato a vincere per davvero.
L’ultima telecronaca per il bis di Sinner a Wimbledon
Elena Pero lascia il marito Sergio Velli (che lavora come producer a Sky) e la figlia Martina. Soprattutto, lascia un vuoto incolmabile nella redazione di Sky Sport, con il direttore Federico Ferri che ha voluto ricordarla con una lettera toccante nella quale ha ripercorso tutte le tappe principali della carriera giornalistica di Elena.
“Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 – in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera.
In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/SkySport/status/2103207423196483908" profile_id="SkySport" tweet_id="2103207423196483908"/]Una giornalista “vecchia maniera”, mai sopra le righe
Elena Pero è stata una giornalista vecchia maniera, amante dei numeri e delle statistiche, attenta ai dettagli, ma mai sopra le righe. Non cercava frasi a effetto, aveva sempre un tono di voce pacato, raccontava ciò che vedeva con gli occhi risultando sempre imparziale e senza farsi prendere troppo dal momento. Per questo è stata anche criticata sui social da chi, evidentemente abituato a racconti che uscivano totalmente dai canoni giornalistici (“urlatori” è un aggettivo che può rendere l’idea), la riteneva troppo fredda o un po’ fuori dalla corrente.
Elena però non ha mai barattato la popolarità cercando la spettacolarizzazione: ha sempre portato il telespettatore dentro la partita, come si conviene a un narratore degno di tal nome. Era semplice, schietta ed essenziale. Riprende Ferri: “Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste.
Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce”.
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