Acosta è il futuro della MotoGP, Dall'Igna ha ragione a lanciare l'allarme: l'Italia non ha più talenti
- Postato il 21 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Era solo una questione di tempo. Prima o poi Pedro Acosta si sarebbe sbloccato. L’Austria, proprio in casa della KTM, è stato il terreno fertile per rompere la maledizione della vittoria in MotoGP. Un futuro roseo attende lo spagnolo che dal prossimo anno sarà pilota ufficiale Ducati al fianco di Marquez. Già Spagna e solo Spagna. C’era una volta l’ItalMoto che vinceva e dominava il Motomondiale con Biaggi, Rossi, Capirossi, ma anche Dovizioso e poi Bagnaia. in tutte le classi. Ora non più e non si intravede la luce alla fine del tunnel come anche sottolineato dalle parole di Gigi Dall’Igna. L’Italia sulle due ruote non s’è ancora desta.
- Acosta, finalmente: la prima di una lunga serie
- L'Italia fatica in MotoGP, il grido d'allarme di Dall'Igna
- Dopo Bagnaia e Bezzecchi il vuoto
Acosta, finalmente: la prima di una lunga serie
Si dice le cose belle richiedano tempo. Lo sa bene Pedro Acosta che solo ieri ha potuto assaporare la prima vittoria in MotoGP. Gli ci sono volute 56 gare per ottenerla dopo 15 podi e l’amarezza di una Sprint gettata alle ortiche il giorno prima. In Austria lo spagnolo ha interrotto un digiuno di 1.071 giorni senza il dolce sapore della vittoria come gli accadeva con facilità in Moto3 e Moto2 dove risaliva il suo ultimo successo, Gp d’Indonesia 2023.
Il pilota di Mazarrón chiude così il cerchio con la squadra che gli ha dato l’opportunità di raggiungere il Campionato del Mondo e vincere due titoli, ma ora, più che pronto, si appresta a cogliere l’occasione che sogna: correre per la Ducati ufficiale al fianco di Marc Márquez e batterlo usando i suoi stessi metodi . È questo che desidera. Per riuscirci, dovrà vincere molte gare, quindi questa sarà “solo” la prima di tante, come tutti prevedono.
L’Italia fatica in MotoGP, il grido d’allarme di Dall’Igna
“In questo momento, purtroppo, secondo noi i piloti migliori non sono italiani”. Parole e musica, triste, di Gigi Dall’Igna. Nel fine settimana austriaco, il gran capo della Ducati, in un’intervista a GPOne, parlando proprio del caso Bagnaia, dell’arrivo di Acosta e quant’altro, ha sottolineato la crisi in atto del motociclismo italiano che non riesce più a sfornare talenti in un contesto in cui la Spagna la fa da padona.
Dall’Igna deve giustamente curare i propri interessi, della Ducati: “Credo che siamo il costruttore che più di tutti ha contribuito alla crescita dei piloti italiani nell’ultimo decennio – ha detto – ma considerando che l’obiettivo è quello di schierare i migliori, dobbiamo cercare anche in un bacino differente“.
Dopo Bagnaia e Bezzecchi il vuoto
I due mondiali di Pecco Bagnaia, poi l’esplosione di Bezzecchi quest’anno con Aprilia. E basta. La dimostrazione è appunto nelle scelte della Ducati che ha sempre attinto in Italia i suoi piloti e che invece il prossimo anno avrà ben 5 spagnoli su 6: Marc Marquez e Acosta nel team ufficiale, Holgado e Mir in Gresini e Aldeguer col solo Bulega in VR46. Uscirà di scena Morbidelli che non è stato il crack che si sperava dopo aver sfiorato il titolo nel 2020.
A fare la Ducati della situazione ci proverà Aprilia che il prossimo anno schiererà ben 3 italiani: confermando Bezzecchi, provando a far rifiorire il talento di Bagnaia e pure quello di Bastianini che da ufficiale Ducati ha reso meno delle aspettative e che in KTM ha faticato e non poco (in Austria battuto anche da Binder). Stesso discorso per Luca Marini, pilota solido e affidabile, ottimo sviluppatore ma senza mai quei picchi che si sperava avesse, almeno per il sangue Rossi nelle vene.
Alle loro spalle non c’è poi granchè di ricambio: gli stessi Vietti e Arbolino in Moto2 faticano, vanno a corrente alternata in una categoria dominata all’istesso dagli spagnoli: ce ne sono 4 in testa in Moto2, 3 davanti in Moto3 dove Pini e Bertelle non riescono ancora ad emergere. C’era una volta l’Italmoto che faceva tremare il mondo con Biaggi, Rossi, Capirossi, Dovizioso…