Accoltellato su un bus a Rivarolo: all’origine del aggressione uno schiaffo al fratellino
- Postato il 3 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Non uno spintone ma uno schiaffo sarebbe il ‘precedente’ che ha portato all’accoltellamento di un 14enne tunisimo avvenuto sabato sera a bordo di un bus a Rivarolo. Lo schiaffo risalirebbe a un paio di settimane prima e a prenderlo era stato il fratello minore della vittima: il 12enne era stato colpito al volto durante una discussione con l’albanese e un suo amico. Il 14enne, nel suo ruolo di fratello maggiore, aveva chiesto spiegazioni, minacciato l’amico dell’aggressore e chiesto un chiarimento proprio il 15enne albanese.
C’era quindi un conto da regolare quando sabato sera i due si sono incontrati per caso sul bus della linea 7 all’altezza di piazza Pallavicini a Rivarolo. Quando il fratellino più piccolo ha visto il 15enne albanese salire sul bus ha avvertito il fratello che era seduto. Il 14enne tunisino si è alzato e ha raggiunto l’albanese. Secondo il racconto fatto da quest’ultimo al suo avvocato, Massimiliano Germinni, gli avrebbe dato un calcio – scena immortalata anche dalle telecamere del mezzo – ma l’albanese era armato e lo ha colpito con due fendenti al torace e all’addome.
“Il coltello lo avevo comprato a inizio gennaio nei vicoli, vicino a via San Luca, ma lo tenevo a casa, ben nascosto affinché i miei genitori non lo scoprissero” ha detto l’albanese al suo legale. E “dopo le minacce avevo deciso di portarmelo perché avevo paura, credevo che fosse armato”. La versione dei fatti dell’aggressore sarà molto probabilmente la stessa che fornirà domani mattina nell’interrogatorio di garanzia.
Il 15enne si trova al momento detenuto nel centro di prima accoglienza di via Frugoni a Genova. Se nella convalida il giudice decidesse di confermare la misura cautelare del carcere potrebbe essere trasferito all’istituto Ferrante Aporti di Torino. Ma non è escluso che il gip stabilisca per lui una misura un po’ più attenuata, come i domiciliari presso i genitori.