Ragazzino accoltellato sul bus: si indaga sul movente, due settimane fa la prima lite per uno spintone
- Postato il 2 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ha quasi ucciso un coetaneo perché due settimane prima gli aveva dato una spallata. Così sabato sera quando lo ha visto seduto sul bus della linea 7 lo ha raggiunto e colpito con due coltellate, una all’addome e una al torace non lontano dal cuore. Il 14enne, operato al Villa Scassi nella notte tra sabato e domenica è ancora in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. Lui, identificato poco dopo grazie ad alcuni testimoni e alle telecamere di sorveglianza del bus, è stato arrestato per tentato omicidio e si trova al momento detenuto nel centro di prima accoglienza per minori di via Frugoni.
Ha 15 anni, uno più del ragazzo che ha quasi ucciso, ed è nato a Genova da genitori albanesi. Gli investigatori della squadra mobile, coordinati dal dirigente Carlo Bartelli e dal suo vice Antonino Porcino, lo hanno individuato con un’indagine lampo. Era tornato a casa per cambiarsi i vestiti sporchi di sangue ed era uscito immediatamente dopo. Mentre il coltello che ha usato e che ha gettato subito dopo, non è stato ancora trovato. Mercoledì il 15enne sarà interrogato nell’udienza di convalida davanti al gip del tribunale per i minori. Al suo avvocato ha detto di aver deciso di andare in giro con il coltello, che aveva acquistato a inizio anno in centro storico, proprio dopo quel diverbio pensando che anche il 14enne potesse essere armato: “Ho avuto paura” avrebbe spiegato al suo legale.
Approfondimenti sono in corso per dettagliare meglio il movente, ma quello della lite veramente futile per una spallata, uno spintone sempre a bordo di un bus, sembra al momento l’unico emerso. Dopo quell’episodio ci sarebbero stati altri screzi tra i due ragazzi, fino all’esplosione di violenza di sabato mentre il bus stava transitando a Rivarolo, in piazza Pallavicini. Non appena il 14enne uscirà dalla terapia intensiva sarà ascoltato dagli investigatori per capire se ci possano essere altri elementi che hanno portato all’aggressione.
Fondamentale per accelerare i soccorsi alla vittima è stata la telefonata al 112 di una passeggera che aveva visto la scena e ha fornito una prima descrizione del giovanissimo aggressore. All’accoltellamento ha assistito anche il fratellino della vittima, che era accanto a lui sul bus. In questura, insieme al madre, ha raccontato tutto quello che sapeva, compresa la lite pregressa.
I genitori del 15enne accoltellatore intanto, che questo pomeriggio incontrano l’avvocato del figlio, Massimiliano Germinni, rischiano anche la sanzione amministrativa per il porto del coltello da parte del ragazzo. Una multa fino a mille euro, che tuttavia in questo momento è ovviamente ben poca cosa rispetto al tentato omicidio di cui il 15enne, già noto alle forze dell’ordine ma senza precedenti, è accusato.