Accoltellamento in spiaggia a Savona, il killer: “La vittima mi ha sorpreso a frugare nelle sue cose”
- Postato il 9 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Primo interrogatorio per Renato Mastroianni, il killer di Yassine Mirinioui, ieri mattina (8 luglio) in carcere a San Vittore disposto dal pm della procura di Milano, Paolo Mazza.
“Eravamo seduti vicino sulla spiaggia poi lui si è allontanato e allora io ho iniziato a guardare nelle sue cose. Ho visto il suo portafoglio ma non volevo rubarglielo solo che lui se ne è accorto ed è tornato con fare minaccioso. A questo punto ho avuto paura per me e l’ho colpito con un coltello ma non volevo ucciderlo, lo giuro”. Sono state queste le parole espresse da Mastroianni in sua difesa.
Questa mattina invece l’udienza di convalida davanti al gip Cristian Mariani e poi gli atti passeranno alla procura di Savona per competenza territoriale.
Cosa è successo
Qualche ora prima del gravissimo fatto di cronaca, successo domenica 5 luglio intorno alle ore 15 nella spiaggia del Prolungamento di Savona, Mastroianni e Mirinioui avevano bevuto e mangiato qualcosa insieme. Poi la vittima trentasettenne aveva scoperto Mastroianni frugare tra i suoi oggetti personali tenuti dentro la tenda e da lì la frase minatoria che ha dato il via alla folle reazione del killer.
“Tocca ancora le mie cose e ti ammazzo”, la frase pronunciata da Yassine. “Mi minacci? Impara a comportati” la risposta di Mastroianni che poi ha preso il coltello e l’ha ferito mortalmente.
L’assassino si è costituito
L’italiano, lunedì pomeriggio, si trovava in un bar di Lambrate (Milano), vicino a Parco della Rimembranza, quando ha telefonato alla Questura di Savona per costituirsi. L’agente della sala operativa lo ha tenuto al telefono mentre una pattuglia del posto si è recata a prelevarlo.
Le reazioni
“Il fatto è molto grave, noi siamo molto preoccupati di quello che è accaduto. E’ una zona particolare che conosciamo e che solo con il progetto dalla spiaggia libera attrezzata può migliorare. Crediamo che così si possa risolvere in radice il problema. Purtroppo i processi amministrativi sono lenti, ci vorrà ancora un po’ di tempo ma questa è la soluzione per quello che possiamo fare in modo strutturale”, afferma il sindaco Russo.
“L’episodio è gravissimo – aggiunge l’assessore Barbara Pasquali -, sia per l’esito mortale che per la dinamica, avvenuto in pieno pomeriggio in una spiaggia affollata di famiglie e turisti. Da tantissimo tempo l’amministrazione, nelle sedi competenti, sottolinea la problematicità dell’ordine pubblico di quella zona che necessita di una attenzione particolare da parte delle forze dell’ordine”.
“Tra le azioni a lungo termine – ricorda anche Pasquali – siamo al lavoro per la conversione e la riqualificazione della zona in spiaggia libera attrezzata. Ricordo anche che Savona ha una particolarità: è compresa in zona portuale e non abbiamo la governance delle spiagge libere ma solo i problemi, come la pulizia e la questione delle tende e dei bivacchi. La polizia locale svolge i controlli, ma io non ho 800 uomini in comando”.
L’assessore conclude con una frecciatina al governo: “Ci vogliono presidi adeguati, noi sappiamo che la polizia e le altre forze dell’ordine fanno il massimo e che sono sotto organico perchè gli agenti in pensione non vengono rimpiazzati. Capisco che abbiamo problemi che riguardano tante città d’Italia ma in questo momento Savona deve avere l’attezione che merita. Da aprile non abbiamo il prefetto (è andato in pensione dal 1 aprile), c’è un facente funzioni che sta facendo un lavoro egregio ma è un dato di fatto che il governo non lo ha ancora nominato”.