Accoltellamento a Savona: l’aggressore accusato di tentato omicidio e rapina
- Postato il 13 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Nel pomeriggio di ieri, a Savona, la polizia di Stato ha sottoposto a “fermo di indiziato di delitto” un venticinquenne, di origine tunisina, con precedenti, con l’accusa di tentato omicidio, rapina, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e porto abusivo di armi.
Nella mattinata di ieri, il fermato, in zona Villapiana, aveva sferrato alcune coltellate ad un ventiquattrenne nato in Italia ma anch’esso di origini nordafricane, procurandogli gravi lesioni, per poi darsi alla fuga con il monopattino elettrico sottratto alla vittima.
Gli operatori delle Volanti intervenuti sul posto hanno raccolto una serie di indizi utili agli investigatori della Squadra Mobile, che si sono messi da subito sulle tracce dell’aggressore, raccogliendo testimonianze per ricostruire i fatti e risalire all’identità del responsabile e, una volta individuato, hanno avviato una capillare attività di ricerca dello stesso attraverso un costante monitoraggio della zona teatro dell’evento e delle vie circostanti, in modo da “stringere il cerchio” attorno a lui.
L’attività dei poliziotti della Squadra Mobile e delle Volanti dell’U.P.G.S.P. ha consentito di individuare il nascondiglio del venticinquenne che, nel tentativo di sfuggire alle ricerche, si era rifugiato in una abitazione, sita nello stesso quartiere, a casa di un amico, risultato comunque estraneo ai fatti ed ignaro della responsabilità del delitto in capo al giovane tunisino.
All’arrivo dei poliziotti della Squadra Mobile l’uomo ha cercato di disfarsi, sia dell’arma utilizzata – un coltello da caccia con lama di circa 15 centimetri – sia di un panetto di hashish di circa 50 grammi, gettandoli da una finestra rispettivamente in un’area verde interna al condominio e su una tettoia: gli stessi sono stati immediatamente recuperati e sequestrati, così come il monopattino rapinato alla vittima, anch’esso trovato nella disponibilità dell’aggressore.
La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire ulteriori coltelli e due telefoni cellulari, posti anch’essi sotto sequestro. L’attività investigativa della Squadra Mobile ha consentito di appurare che vittima ed aggressore si conoscevano da tempo, e che già da tempo i rapporti tra i due erano tesi, motivo per cui si può affermare che l’accoltellamento sia legato all’acuirsi degli attriti già esistenti.
Al termine degli accertamenti di rito, in tarda serata l’uomo è stato condotto presso il carcere di Genova – Marassi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si evidenzia che i provvedimenti adottati in questa fase non implicano la responsabilità degli indagati sino al definitivo accertamento di colpevolezza che potrà avvenire solo con sentenza irrevocabile.