Accoltellamento a Milano, il 22enne alla polizia: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”
- Postato il 6 luglio 2026
- Di Panorama
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Continuano a susseguirsi dettagli sempre più agghiaccianti riguardo Lamin Saidilly, il 22enne di origini gambiane arrestato sabato mattina a Milano per aver accoltellato con una ventina di fendenti Gerardo P., detto Gerry, davanti a un bar di via Capecelatro in zona San Siro.
Le parole dette alla polizia
Ad aggravare il quadro sono le parole pronunciate dal giovane di origine gambiane subito dopo essere stato bloccato dagli agenti della Volante, arrivata quando il 22enne era già stato disarmato e immobilizzato dai passanti in seguito al tentato omicidio.
Senza alcun cenno di rimorso, Saidilly avrebbe detto agli agenti che lo hanno ammanettato: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio“. Una frase che, unita alla dinamica dell’aggressione, sta orientando le valutazioni della Procura.
Nella richiesta di convalida dell’arresto inviata al gip dal pm Elio Ramondini, oltre al tentato omicidio compaiono le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.
Secondo l’attuale ricostruzione degli inquirenti, infatti, il 22enne sarebbe uscito di casa con l’intenzione di colpire la prima persona che gli fosse capitata a tiro, scegliendo anche di coprirsi parzialmente il volto prima di colpire con un coltello a doppio filo lungo 21 centimetri.
Durante l’aggressione non avrebbe pronunciato una sola parola. Negli abiti che indossava al momento del fermo sono stati trovati alcuni foglietti scritti a mano, con brevi frasi motivazionali in inglese, mentre gli investigatori stanno ancora escludendo, almeno per il momento, un possibile movente riconducibile a matrici estremistiche.
L’allontanamento dal lavoro e la vita a Londra
Le indagini stanno ricostruendo anche i mesi precedenti l’aggressione di sabato. Lamin Saidilly, nato a Conegliano Veneto da genitori originari del Gambia, aveva trascorso circa dieci anni a Londra insieme alla famiglia, per poi fare ritorno in Italia all’inizio del 2026.
Rientrato nel Trevigiano, era stato assunto in un’azienda della zona, ma il rapporto di lavoro si era interrotto quasi subito: secondo quanto riferito dal padre, Doudou Saidilly, il giovane sarebbe stato allontanato dopo un litigio con i suoi responsabili.
Anche in famiglia i rapporti si sarebbero fatti tesi nei giorni immediatamente precedenti i fatti di Milano, al punto che Lamin avrebbe discusso animatamente con il padre prima di andarsene di casa senza più farsi sentire per circa una settimana.
Durante una perquisizione nell’abitazione di famiglia sarebbero state trovate anche prescrizioni di psicofarmaci in lingua inglese, risalenti al periodo londinese.
Gli inquirenti stanno inoltre verificando in concerto con le autorità britanniche un possibile precedente del 2023, quando un giovane con lo stesso nome fu arrestato a Leeds per il tentato omicidio di un 25enne fuori da un pub. Un episodio, però, su cui al momento non ci sono ancora conferme ufficiali.
L’interrogatorio davanti al Gip
Questa mattina, invece, si è svolto nel carcere di San Vittore l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Luigi Iannelli.
Il 22enne si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice, scelta comunicata dalla sua legale, l’avvocata Simona Brambilla, secondo cui il giovane “non ricorda nulla” di quanto accaduto e si troverebbe in uno stato di forte choc.
Il provvedimento del gip sulla convalida dell’arresto è atteso nelle prossime ore, mentre restano da chiarire i dieci giorni trascorsi dal 22enne tra Conegliano e Milano prima dell’aggressione, un periodo che gli investigatori della Digos stanno cercando di ricostruire attraverso i pernottamenti in almeno tre diverse strutture ricettive individuate finora.