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“Accettare il Parkinson non significava arrendermi”: Michael J. Fox commuove agli Emmy Awards. La storia dell’attore e della malattia che ha cambiato la sua vita

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Televisione
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Accettare il Parkinson non significava arrendermi”: Michael J. Fox commuove agli Emmy Awards. La storia dell’attore e della malattia che ha cambiato la sua vita

Standing ovation, lacrime e un discorso che resterà negli annali della cerimonia. Alla 78esima edizione dei Premi Emmy, considerati gli Oscar della televisione, andata in scena al Peacock Theater di Los Angeles, Michael J. Fox è salito sul palco in sedia a rotelle per ricevere il Bob Hope Humanitarian Award, uno dei riconoscimenti più prestigiosi assegnati dalla Television Academy: non premia una performance, ma un impegno umano e sociale che va oltre lo schermo. Nel caso dell’attore canadese, 65 anni, indimenticabile Marty McFly della trilogia di “Ritorno al futuro”, il premio celebra oltre vent’anni di battaglie per la ricerca sul Parkinson, la malattia neurodegenerativa con cui convive dal 1991.

A introdurre Fox sul palco è stata Julianna Margulies, sua collega in “The Good Wife”, che lo ha definito un uomo “le cui azioni hanno avuto un impatto duraturo sulla società”, ricordando come il premio sia stato assegnato solo sei volte nella storia della cerimonia. Quando l’attore è comparso sul palco, in sedia a rotelle e completo scuro, il pubblico si è alzato in piedi in un lungo applauso.

Dopo aver ringraziato la Television Academy per l’onorificenza, Fox ha dedicato la prima parte del discorso a Bob Hope, l’entertainer a cui è intitolato il premio, ricordando come per i suoi genitori, cresciuti durante la Grande Depressione e la Seconda guerra mondiale, Hope non fosse “solo un intrattenitore” ma un simbolo di dedizione verso soldati e famiglie militari.

È stato però il passaggio sulla propria malattia a strappare l’applauso più lungo della serata. Fox ha raccontato di aver tenuto nascosta a lungo la diagnosi, temendo che potesse danneggiare la sua carriera: si chiedeva, ha detto, se il pubblico avrebbe “riso” sapendolo malato. Poi è arrivata la svolta, affidata a una delle frasi più citate della serata: “Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava fare tutto ciò che potevo per chi vive con questa malattia”.

Una dichiarazione che riassume vent’anni di attivismo e che l’attore ha fatto seguire da un bilancio orgoglioso del lavoro svolto: “Siamo sempre più vicini a sconfiggerla per sempre”, ha detto parlando dei progressi della ricerca, prima di lasciare il palco tra una nuova, lunghissima ovazione.

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Il Fatto Quotidiano

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