Aborto, in arrivo la mappa delle strutture sanitarie dove è possibile. Ma mancano ancora i dati sull’obiezione

  • Postato il 3 aprile 2025
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Sarà disponibile a breve la mappa nazionale delle strutture sanitarie in cui è possibile effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). La mappa presenterà per ciascuna regione la lista dei punti IVG con indirizzi, contatti e altre informazioni. L’annuncio è stato dato oggi durante il convegno “Interventi per migliorare la qualità dei dati, la prevenzione e l’appropriatezza delle procedure per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG)”, organizzato in conclusione del progetto del Ministero della salute iniziato nel 2022 e coordinato dall’ISS, che ha previsto una serie articolata di azioni.

LA MAPPA NAZIONALE DEI PUNTI IVG – Inizialmente prevista come attività del Ministero della salute, al suo esordio tra due settimane circa, la mappa sarà pubblicata su Epicentro, sito dell’Istituto superiore di sanità, per poi trovare la sua definitiva collocazione anche sulle pagine ministeriali. Questo secondo le previsioni di Serena Donati, responsabile scientifica del Sistema di sorveglianza epidemiologica dell’IVG presso l’ISS. L’elenco delle strutture si basa sull’anagrafica dell’Istituto nazionale di statistica. Presenterà i dati del 2023 e l’aggiornamento sarà annuale. Per ogni struttura sarà visualizzato il numero totale di IVG, la percentuale di interventi farmacologici, la percentuale di interventi eseguiti entro le 8 settimane, tra 9 e 11, tra 11 e 12 settimane, la percentuale di documenti e certificati rilasciati dal consultorio. Non saranno per ora visibili i dati dell’obiezione di coscienza in quanto – spiega Serena Donati al fattoquotidiano.it – il Ministero della salute non ha ancora rilasciato quelli del 2023. Mentre i dati relativi alle tipologie di intervento sono inviati all’Istat tramite la piattaforma informativa Gino++, quelli dell’obiezione di coscienza seguono un altro percorso: sono raccolti dalle singole Regioni e da lì inviate al Ministero.

Per inciso, e fuori dalla cornice del Convegno di oggi, va segnalato la Regione Veneto fornisce sul suo portale i dati del 2023, inclusi quelli dell’obiezione, accessibili in formato grafico vettoriale. Un esempio del loro possibile utilizzo è stato fatto da Sandro Kensan, ingegnere, con la mappa cliccabile dei luoghi IVG visibile sul sito prochoice.it.

LA RIVOLUZIONE MANCATA DELL’ABORTO FARMACOLOGICO – Durante il convegno si è anche dato conto dei 21 webinar con cui si è cercato di coinvolgere le e i professionisti che partecipano al percorso IVG in ciascuna regione con l’obiettivo di restituire i dati su ciascun punto IVG nel confronto con il quadro nazionale, discutendo con loro le criticità di ciascuna struttura. Vi hanno partecipato oltre 1000 complessivamente. “Abbiamo potuto raccogliere il punto di vista locale e abbiamo verbalizzato le criticità emerse raccogliendo osservazioni sulle proposte di modifica al modulo ISTAT, quello che viene compilato in ospedale in occasione dell’IVG per la raccolta dei dati, discutendo i problemi di codifica che riscontriamo”, racconta Serena Donati al fattoquotidiano.it. “Un lavoro certosino finalizzato al rafforzamento della rete di professionisti. Il coinvolgimento delle persone che contribuiscono alla raccolta dei dati è fondamentale per la qualità del dato stesso”. Uno sforzo di coinvolgimento che ha anche consentito di trasmettere l’urgenza di implementare la de-ospedalizzazione dell’aborto farmacologico e la sua gestione domiciliare almeno per quanto riguarda la somministrazione del misoprostolo, il secondo dei due farmaci abortivi, come previsto dalle Linee di indirizzo del Ministero della salute del 2020. Una “rivoluzione prospettata dal Ministero a cui sono seguiti pochi fatti”, ha commentato Donati durante i lavori del convegno: a quasi 5 anni di distanza, Lazio ed Emilia-Romagna sono le uniche regioni a dispensare il misoprostolo a domicilio. Mentre la percentuali di aborti effettuati al di fuori del servizio sanitario nazionale, quindi fuori dai parametri di legge, sarebbe intorno al 13-27% del totale secondo i calcoli più recenti che tengono conto delle richieste pervenute dall’Italia a Women on web, organizzazione che fornisce informazioni sull’aborto autogestito in telemedicina.

FORMAZIONE E DIVULGAZIONE – Le altre azioni del progetto che va a concludersi con il convegno hanno riguardato la formazione e la divulgazione. Alle figure di area sanitaria è stata rivolta FAD (formazione a distanza con crediti formativi) su interruzione volontaria di gravidanza farmacologica e chirurgica, a cui hanno partecipato in più di 6000. Sempre a loro sono rivolte le Indicazioni operative per l’offerta della interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica in Italia, dell’ottobre 2023. Alle donne è rivolta la serie di clips in 7 lingue su contraccezione, IVG, accesso ai servizi sanitari in italia e diritti, rivolti in particolare alle donne con background migratorio e realizzati in collaborazione con Pensiero scientifico editore, a cui sono allegate brochure informative

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Il Fatto Quotidiano

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