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Abel Balbo: Messi-Maradona paragone stupido, vi anticipo la finale, che furto a Italia '90, uno scandalo a Usa '94 ESCLUSIVA

  • Postato il 3 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Abel Balbo: Messi-Maradona paragone stupido, vi anticipo la finale, che furto a Italia '90, uno scandalo a Usa '94 ESCLUSIVA

In serie A ha segnato valanghe di gol con Udinese, Roma, Parma, Fiorentina. Origini italiane (i nonni paterni sono emigrati alla fine dell’Ottocento dalla provincia di Cuneo. Il secondo nome è quello del padre Eduardo, operaio metallurgico), Abel Balbo il Mondiale da giocatore l’ha sfiorato a Italia ’90, quando un rigore a dir poco generoso concesso alla Germania in finale, a 5′ dal termine, condannò l’Argentina. Oggi i Mondiali li commenta a “Dribbling Mondiali”, l’approfondimento quotidiano di Rai2 alle 14 condotto da Paolo Paganini e curato da Fabrizio Failla. Intervistato in esclusiva da Virgilio Sport, Balbo emette le sue sentenze sull’edizione 2026.

Balbo, ripensa ancora qualche volta a quella finale all’Olimpico con la Germania nel ’90?
“Ci ripenso e anche tanto. Arrivare a giocare una finale è davvero difficile, soprattutto al Mondiale. Neanche a farlo apposta, pochi giorni fa ho visto le immagini di quella partita. Quel rigore è stato davvero indecente, che furto allucinante. Peccato perché senza di quello avremmo tranquillamente potuto vincere quella notte. Perdere una finale non è mai un bel ricordo, però se penso a come arrivammo a quell’appuntamento tra infortuni e problemi vari mi viene da dire che l’unione del gruppo ha fatto la differenza”.

Nel ’94 era in campo anche lei in Usa nella gara con la Nigeria quando Maradona fu poi trovato positivo al doping. Cosa successe in quei momenti, quale fu la sua e la vostra reazione? Avete pensato a un complotto?
“Siamo stati sconvolti, abbiamo sempre creduto a Diego. Maradona stava bene, molto bene, era allenatissimo e si stava curando. In realtà quello fu un problema causato dal suo preparatore fisico personale che aveva messo delle vitamine all’interno di una sostanza liquida per aiutarlo a rendere meglio. E’ stata l’opportunità giusta per far fuori dai Mondiali l’Argentina altrimenti avremmo vinto quell’anno. Eravamo i più forti e soprattutto la squadra più in forma”.

Dalla sua esperienza, quanto è complicato giocare un Mondiale in Usa con distanze enormi e un clima tutt’altro che agevole?
“E’ complicato sicuramente per questi aspetti, noi sudamericani però siamo maggiormente abituati a viaggiare e percorrere queste distanze. Quando c’è un Mondiale però questi fattori sono da annullare: non c’è né caldo, né freddo che conti. Quando indossi la maglia della nazionale hai un’opportunità unica di fare la storia. Qualcosa che capita anche una sola volta in carriera”.

Messi si sta consacrando leggenda sempre di più, ha senso un paragone con Diego?
“Conosco Maradona, l’ho vissuto e vi dico che questo paragone non ha senso. Non ha mai avuto senso. Sono due giocatori fortissimi, migliori della storia in periodi ed epoche diverse, con personalità diverse. Il paragone è ingiusto sia per l’uno che per l’altro”.

A parte Messi, cosa le piace di questa Argentina e dove potrebbe migliorare?
“L’Albiceleste dovrebbe migliorare nel gioco, non sta esprimendo ancora un gran calcio. Reputo in questo momento il gioco dell’Argentina al di sotto delle sue reali possibilità. Lo spirito per queste competizioni, l’unione di gruppo e la cattiveria agonistica la porteranno avanti a giocare la finale”.

Infatti, un po’ tutti sono convinti di una finale Argentina-Francia bis…
“La Francia è la più forte al momento, più forte anche della Spagna. I francesi hanno giocatori strepitosi anche in panchina, questa è la loro forza. Quando giochi ogni tre giorni e hai questa rosa, questa panchina anche i possibili ed eventuali infortuni li annulli con i cambi. Credo che l’Argentina possa arrivare in finale proprio con la Francia, io spero nella vittoria dell’Albiceleste, ovviamente!”.

Tra le altre nazionali quale le è piaciuta di più e quale è stata la delusione maggiore?
“Inutile parlare delle big, sarebbe scontato. Per questo vado sul Marocco, squadra giovane, forte e piena di valori. Mi ha impressionato sul piano della personalità soprattutto, sa attaccare e difendere in modo perfetto. La vera delusione è l’Uruguay, non capisco come con un ottimo tecnico come Bielsa abbia potuto disputare un Mondiale così deludente. Non sono dentro, non ho informazioni private ma credo che sia successo qualcosa di importante all’interno del gruppo.”

C’è qualche giocatore visto ai Mondiali che suggerirebbe alla “sua” Roma?
“Ci sono tanti giovani forti: Gilberto Mora a 17 anni è già una stellina del Messico. Poi con El Tri che gioca in casa è ancora più avvantaggiato. Ha personalità e intelligenza, un ottimo prospetto futuro. Anche Bouaddi del Marocco l’ho visto molto bene, un ottimo consiglio di mercato per i giallorossi. E, infine, Sadiki del Congo è una rivelazione, lo conoscevo già dalla Premier ma adesso è al top della forma. I giocatori africani giocano con una cattiveria diversa rispetto al passato, si sono adattati ai tempi, sono cambiati, sono un vero ostacolo da affrontare. Giocano gare all’ultimo sangue.”

Autore
Virgilio.it

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