A Torino la nuova edizione del festival di musica sperimentale parte bene ma non benissimo
- Postato il 25 settembre 2026
- Musica
- Di Artribune
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Dalla sua prima apparizione nel 2022, fino a oggi, il festival di musica sperimentale To Listen To ha sempre destato una certa curiosità portando nel capoluogo piemontese strumenti, progetti e artisti a dir poco particolari. Fra questi è impossibile non menzionare l’edizione del 2023, quando alle Gallerie d’Italia fu organizzato un concerto per intonarumori, o quella del 2025 che ha visto il Conservatorio Giuseppe Verdi ospitare il mitologico Acousmonium di Parigi. Per non parlare delle performance di figure centrali dell’avanguardia musicale del calibro di Jérôme Noetinger, Jim O’Rourke ed Eiko Ishibashi. Nonostante gli sforzi e le buone intenzioni però, il festival concepito dalla Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio (SMET) sembra avere ancora qualche difficoltà nel decollare a pieno; e l’inaugurazione della nuova edizione non fa purtroppo che confermare questa tesi. Ma andiamo con ordine.
La nuova edizione del festival To Listen To a Torino
Anticipata da due eventi pubblici organizzati tra il 21 e il 22 settembre (rispettivamente, la presentazione del libro di Marco Moiraghi Ascoltare il XXI secolo, al Circolo dei Lettori, e un workshop al PAV condotto da Dario Bruna, Francesca Bruna e la cooperativa CLG Ensemble poi annullato), la V edizione di To Listen To è ufficialmente partita mercoledì 23 settembre per proseguire fino al 4 ottobre in varie sedi della città. Protagonista della serata inaugurale, un’installazione sonora allestita nella sala Duomo delle OGR. Stiamo parlando di Rainforest V, un’opera presentata dall’Ensemble Elettroacustico SMET nata da un progetto sviluppato dal grande sperimentatore americano David Tudor sul finire degli Anni ’60.
La storia dell’opera “Rainforest” di David Tudor
Concepita inizialmente nel 1968, quando Tudor era al lavoro per la musica di una coreografia di Merce Cunningham con la scenografia dei celeberrimi cuscini argentati fluttuanti di Andy Warhol, Rainforest si presentava come un insieme di piccoli oggetti messi in vibrazione da trasduttori elettromagnetici in grado di trasmettere un segnale audio a dei corpi fisici. Trasformata in un’orchestra di oggetti riverberanti, l’opera si è evoluta nel corso del tempo grazie anche alla collaborazione di numerosi artisti come Bill Viola, Nicholas Collins e Phil Edelstein (che formeranno poi il collettivo Composers Inside Electronics – CIE – autore, nel 1973, della composizione Rainforest IV). Pensata come una foresta di altoparlanti, nella quale poter contemplare versi animaleschi dal sapore elettronico, nel 2015 Rainforest IV si evolve in un quinto capitolo grazie all’intuizione di alcuni membri del CIE di trasformare l’installazione performativa – con musicisti disseminati nell’ambiente –, in un’installazione permanente gestita da un algoritmo in grado di determinarne l’esecuzione.
L’adattamento di “Rainforest V” per To Listen To
Scelta per aprire le danze di To Listen To, Rainforest V è stata adesso reinterpretata da SMET e riproposta all’interno delle Officine Grandi Riparazioni in una versione, però, che ha destato molte perplessità, nate sia da una comunicazione fuorviante, sia da una resa estetica di dubbio gusto. Presentata come un’installazione avveniristica e immersiva, l’opera si è di fatto concretizzata in un modesto cubo di americane al quale sono stati appesi oggetti disparati: un cartello stradale, un cestello della lavatrice, dei tubi di plastica, dei barattoli di latta, e così via. Il tutto accompagnato da suoni fievoli e difficili da comprendere. Nella titubanza più totale, il pubblico non ha saputo bene cosa fare all’interno del congegno meccanico rumoroso, a metà strada fra i Mobiles di Calder e un art-attack. A salvare la situazione sono stati alcuni bambini che, invogliati dall’entrare in contatto con l’opera, hanno deciso di toccare qualunque cosa andando contro le previsioni degli organizzatori, ma rendendo finalmente interessante un lavoro così statico e anacronistico.
Il programma di To Listen To 2026
Fortunatamente questa è stata solo l’anteprima dell’intera kermesse (qui il programma completo) che, ci si augura, dovrebbe riservare appuntamenti più stimolanti. Oltre al concerto andato in scena il 24 settembre alla GAM, rivolto al lavoro Crippled Symmetry di Morton Feldman, segnaliamo l’opera di teatro musicale per tuba, tre attori-mimi, oggetti di scena e nastro magnetico, Tuba Mirum, la sera di venerdì 25 alla Sala Concerti del Conservatorio, e le rassegne Sonologie, e Contatti, sempre al Conservatorio, ma rispettivamente sabato 26 settembre e venerdì 3 ottobre. Da segnare in agenda anche il concerto di Carl Stone prodotto da To Listen To e previsto per il I novembre alle OGR, in occasione della prossima edizione di C2C.
Valerio Veneruso
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