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A Tavola sulla Spiaggia, quando la cucina del recupero diventa alta gastronomia

  • Postato il 13 luglio 2026
  • Responsibility
  • Di Forbes Italia
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In sintesi

Forte dei Marmi ospita un evento gastronomico innovativo che trasforma gli scarti alimentari in piatti raffinati, unendo sostenibilità ambientale e eccellenza culinaria. La manifestazione riunisce chef pluristellati Michelin che dimostrano come la cucina del recupero possa raggiungere i vertici della ristorazione d'eccellenza, coniugando responsabilità ecologica con creatività gastronomica e tradizioni culinarie italiane.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

A Tavola sulla Spiaggia, quando la cucina del recupero diventa alta gastronomia

In un momento in cui la sostenibilità è diventata uno dei principali driver dell’alta cucina, c’è una manifestazione che da oltre trent’anni porta avanti gli stessi principi con sorprendente coerenza. È A Tavola sulla Spiaggia, appuntamento nato a Forte dei Marmi da un’idea di Ugo Tognazzi e Gianni Mercatali, che anche nella sua XXXIV edizione ha rimesso al centro il valore della cucina del recupero.

Non una gara tra chef stellati, ma una competizione riservata ad appassionati che reinterpretano ingredienti, tradizioni e avanzi con creatività. Un format che oggi appare quasi anticipatore rispetto a un dibattito, quello sullo spreco alimentare, entrato solo negli ultimi anni nelle strategie della ristorazione e dell’industria agroalimentare.

I protagonisti dell’edizione 2026

L’edizione 2026, ospitata tra la Fondazione Villa Bertelli e lo storico Bagno Piero di Forte dei Marmi, ha visto il successo di Serena Mannino e Simone Bellocci, premiati con lo Scolapasta d’Oro per una caponata abbinata al Rosso di Montalcino Doc 2023 Aminta della Famiglia Cecchi. A valutare le proposte una giuria composta da giornalisti, imprenditori del vino, ristoratori e tredici chef che insieme rappresentavano undici stelle Michelin.

Il significato profondo della cultura alimentare

L’aspetto più interessante della manifestazione, tuttavia, non è il vincitore. È la capacità di trasformare un concorso gastronomico in un laboratorio di cultura alimentare. Ogni piatto racconta infatti un modo diverso di interpretare la cucina domestica, quella che recupera, valorizza e riduce gli sprechi senza rinunciare alla qualità. Anche la scelta degli abbinamenti enologici conferma questa impostazione, con una selezione di aziende che rappresentano alcuni dei territori più importanti del vino italiano, affiancate dallo Champagne, in un dialogo tra tradizione e apertura internazionale.

Mentre il settore della ristorazione investe in tecnologie, nuove esperienze e ricerca culinaria, A Tavola sulla Spiaggia continua a ricordare che l’innovazione può nascere anche dalla semplicità. Una ricetta preparata con ciò che resta in dispensa, se costruita con competenza e sensibilità, può raccontare il territorio almeno quanto un menu d’autore.

È probabilmente questa la ragione della longevità della manifestazione: aver saputo intercettare con largo anticipo temi che oggi sono diventati centrali per consumatori, imprese e filiera agroalimentare. Perché il recupero non è più soltanto una buona pratica domestica, ma un elemento della cultura contemporanea e, sempre più spesso, un fattore di competitività.

L’articolo A Tavola sulla Spiaggia, quando la cucina del recupero diventa alta gastronomia è tratto da Forbes Italia.

Autore
Forbes Italia

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