A Spazio b5 a Bologna la mostra fotografica “DISCENDERE O SALIRE” di Andrea Borzatta
- Postato il 2 febbraio 2026
- Mostre
- Di Paese Italia Press
- 4 Visualizzazioni
Copertina: Tra cielo e terra. Andrea Borzatta (2024)
OPENING: Sabato 21 marzo ore 18:0019 – 30 marzo 2026Spazio b5 – Vicolo Cattani 5b, BolognaDal 19 al 30 marzo 2026, Spazio b5 a Bologna ospita la mostra fotografica “Discendere o salire”, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. L’esposizioneintroduce al lavoro del fotografo Andrea Borzatta, artista che ha scelto il paesaggio cileno come campo di osservazione, riflessione e visione. La cerimonia d’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 21 marzo alle ore 18:00. All’interno di Spazio b5, il visitatore potrà immergersi in ventuno fotografie, che insieme vanno a formare un racconto espositivo che mette in dialogo Patagonia e deserto cileno. Gli scatti di Borzatta, oltre a documentare i luoghi, trasformano ogni scena in un’esperienza corporea e poetica, dove la geografia diventa specchio del corpo e della coscienza, dando forma ad un paesaggio che comunica direttamente con chi lo osserva. Il paesaggio silenzioso del Cile è il focus di una ricerca su due movimenti che definiscono la nostra relazione con lo spazio e con noi stessi, e che danno il titolo alla mostra. Nel discendere avvertiamo il vuoto che ci prepara, come un respiro che si dilata per accoglierci. Come spiega Lorenzo Gresleri: “Più ci allontaniamo dal crinale, più cresce la vertigine: è un abbandono che ricorda il ritorno al grembo della terra, un lasciarsi cullare dall’ombra fino a sentirne la tensione protettiva”. Salire, invece, è un esercizio di volontà e misura. Gresleri aggiunge: “Ogni passo, tra la gamba che solleva e quella che sostiene, genera una tensione ritmica. L’aria avvolge il corpo, il vento ne prolunga lo sforzo, il calore diventa pulsione e la luce guida i movimenti. Quando l’incontro con il creato avviene in spazi vasti, quasi infiniti, la percezione si dilata fino a superare se stessa. Di fronte alle proporzioni smisurate della natura, l’io si smarrisce e l’essere umano si chiede se possiede davvero la forza di attraversare un orizzonte così ampio”.

Andrea Borzatta, Fronde (2024)In molte delle fotografie che verranno esposte al pubblico a partire dal 19 marzo, un dettaglio — una foglia, un ramo, un riflesso sull’acqua — racchiude già la totalità del paesaggio. Borzatta estrae momenti quasi astratti, in cui la vita si raccoglie in un gesto minimo, in una tensione perfetta tra chiusura e apertura, tra forma e respiro. Gresleri approfondisce questo concetto e afferma: “È il frammento che si fa sintesi, in cui la parte contiene la memoria e la legge dell’intero. Ma il frammento, nelle immagini di Borzatta, è anche soglia: un punto di passaggio che invita a oltrepassare la superficie per accedere a un altrove, dove la percezione si apre e la visione diventa esperienza.” Gli scatti invitano ad un deconfinamento intimo, uscire dall’immediato per abitare un vuoto necessario, un vuoto che è tempo, spazio di riflessione attraverso un paesaggio lontano, estraneo, eppure lentamente vicino. Come spiega la curatrice Arch. Lorena Zúñiga Aguilera: “Il lontano diventa estraneo. L’estraneo, lentamente, diventa vicino. Queste ventuno immagini non descrivono un luogo, lo aprono. Lasciano spazio allo spettatore per entrare, per perdersi, per respirare. Tra pieni e vuoti, tra freddo sospeso e luce ostinata, il paesaggio smette di essere esterno e si trasforma in un territorio interiore.”Anche i colori esprimono l’essenza dei paesaggi, rivelando la relazione sottile tra visibile e invisibile, tra ciò che appare e ciò che attende di essere colto. I monocromi freddi o le tonalità d’azzurro della Patagonia comunicano un senso di immobilità, come se il tempo avesse deciso di fermarsi ancora un istante. Nel deserto, invece, il colore insiste: ocre diluite, terre consumate dalla luce, una ripetizione infinita dello stesso tono che rende la distanza un’esperienza fisica. Il paesaggio permane e, in questa permanenza, costringe lo sguardo a rallentare. Agendo come testimone e ascoltatore del paesaggio, Borzatta imprime nelle sue opere uno sguardo concentrato e chirurgico. Il fotografo racconta: “Attraverso l’obiettivo riesco a fermare il tempo e a trasformare attimi fugaci in storie visive profonde. Ogni scatto che realizzo si trasforma in un racconto, un momento di connessione che va oltre il linguaggio”.
.jpg)
Andrea Borzatta, Verso Icalma (2024)Grafiche: Silvia Galliani INFORMAZIONI UTILITITOLO: “DISCENDERE O SALIRE” di Andrea Borzatta. A cura dell’Arch. Lorena Zúñiga AguileraDOVE: Spazio b5 – Vicolo Cattani 5b, 40126, BolognaOPENING: Sabato 21 marzo ore 18:00DATE DI APERTURA: 19 – 30 marzo 2026ORARI: mar. – sab. 16:00 – 19:00 o su appuntamento | dom. e lun. chiusoPATROCINIO: Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-RomagnaINGRESSO GRATUITOCONTATTI ANDREA BORZATTA
SITO WEB: https://andreaborzatta.it
L'articolo A Spazio b5 a Bologna la mostra fotografica “DISCENDERE O SALIRE” di Andrea Borzatta proviene da Paese Italia Press.