A Savona consiglio provinciale solenne per il Giorno della Memoria, l’onorevole Fiano: “Su Gaza noi figli della Shoah mai silenti, servono due Stati”

  • Postato il 23 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Ora che mio padre non c’è più mi sembra di essere stato anche io ad Auschwitz, sento i ciottoli, i latrati, le grida, le patate crude, la sua condanna a morte scritta su un foglietto che è riuscito a mangiarsi salvandosi la vita. Il giorno che è morto ho sentito che aveva vinto”. Con queste parole l’onorevole Emanuele Fiano apre il consiglio provinciale solenne per il Giorno della Memoria.

Oltre ai consiglieri provinciali e i sindaci sono presenti il Procuratore Ubaldo Pelosi, il Questore Giuseppe Mariani, il comandante dei carabinieri Fabrizio Ricciardi, rappresentanti della Prefettura e della guardia di Finanza, don Angelo Magnano per la diocesi; i consiglieri regionali Roberto Arboscello, Alessandro Bozzano, Jan Casella, Rocco Invernizzi, il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Matteo Rosso, i ragazzi della consulta studentesca.

Fiano racconta la storia di suo padre Nedo, ebreo deportato ad Auschwitz e unico sopravvissuto della sua famiglia. E’ stato deputato dal 2006 al 2022 con il Partito Democratico e ora è componente del Comitato Nazionale ANED e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Fossoli.

Dopo aver raccontato alcuni episodi e aggiunge: “A volte mi sembra di aver percorso la stessa accidentata strada che Primo Levi racconta in ‘Se questo è un uomo’, quando insieme al Pikolo doveva rifornire i compagni in campagna. Il Pikolo chiede a Levi una mano per portare quella marmitta di 50kg di sbobba, nel viaggio chiede di prendere una strada più lunga al ritorno per avere il tempo di ricordare alcune parole della lingua italiana, che aveva imparato in vacanza. Quando Levi chiede al Pikolo il perché di ciò che sta accadendo nel lager, lui risponde ‘qui non c’è nessun perché’. Nessun perché se ti ammazzano, ti torturano, ti fanno fare ginnastica fino alla morte, ti separano dalla moglie“.

“La lezione è che quello che è successo potrebbe riaccadere. Qualcuno può pensare che noi ebrei figli della Shoah siamo diventati ciechi, qualcuno pensa che non sentiamo le urla di dolore che hanno straziato Gaza, che la tragedia passata possa nascondere quelle presenti – prosegue -. Non è così. Siamo stati educati ad ascoltare il male da qualunque parte esso provenga, e a ribellarci. La nostra voce su Gaza non sarà mai silente, e non cambierà mai la mia opinione che accanto allo stato di Israele debba nascere uno stato di Palestina, per vivere in pace. I sopravvissuti dei lager erano tra loro compagni, deportati per la sola colpa di essere nati. Dovremmo essere tutti dalla stessa parte, senza gare e senza odio. Perché la disumanizzazione è sempre possibile”.

“Quale sarebbe la loro lezione di fronte agli obbrobri del mondo? Quale la lezione del male, di quelli che li torturavano, degli ignavi che si voltavano dall’altra parte, di chi li guardava partire dai binari affamati e schiacciati come insetti, come rane d’inverno? Ci sarà una lezione che la Storia ci ha consegnato, forse siamo noi che siamo sordi“.

“Vorrei anche essere stato per un minuto uno dei carnefici, per capire come è stato possibile dimenticare le amicizie, i sogni, in nome di una ideologia. Vorrei capire come si impara a odiare, perché non lo so. Come si vende una vita per pochi soldi. Come si può comandare un campo di sterminio, dove ogni giorno sai di aver ucciso migliaia di esseri umani come te”.

“Il comandante di Auschwitz, Rudolph Hess, scrisse un diario nel periodo tra l’arresto e l’impiccagione. Lì racconta che la famiglia Hess viveva attaccata al campo dì sterminio, il loro muro di cinta era lo stesso del campo, e a pochi metri c’erano i forni crematori. Hess viveva con la moglie, la suocera e quattro figli, e immagino sentissero l’odore della carne bruciata. La sera compilava il diario del lavoro del giorno: ‘oggi sono arrivati 1200 nuovi deportati, ne abbiamo gasati 600’. Poi chiudeva il diario del giorno e si dedicava a giocare con i suoi bambini”, conclude.

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Il Vostro Giornale

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