A Roma torna visitabile la Piramide Cestia (gratis e pure di notte)
- Postato il 1 settembre 2026
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- Di Artribune
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Nel 2013, il mecenate giapponese Yuzo Yagi donava un milione di euro alla Soprintendenza capitolina per il restauro della Piramide Cestia di Roma. Allora, rimasto colpito dalla sua bellezza e al contempo dal suo precario stato di conservazione, Yagi sponsorizzava l’intervento per il recupero dei marmi e delle superfici esterne del monumento romano costruito tra il 18 e il 12 a.C. lungo la via Ostiense per essere la tomba di Caio Cestio, uno dei sette sacerdoti Epuloni dell’imperatore Augusto. Un mausoleo realizzato in soli 330 giorni per volontà testamentaria, e progettato a somiglianza delle Piramidi egizie (la Piramide di Caio Cestio non era l’unica presente a Roma: nel I secolo a.C., altre due stavano dove oggi sono le chiese gemelle di piazza del Popolo, e un’altra lungo via della Conciliazione, fatta demolire nel 1499 da papa Alessandro VI Borgia, in occasione dell’imminente Giubileo).
I restauri della Piramide Cestia negli ultimi anni
Dunque nel 2015 il monumento apriva al pubblico dopo il restauro (già nel 2001 si era provveduto a restaurare la cella funeraria), inaugurato dall’allora sindaco Ignazio Marino alla presenza del mecenate, e con la possibilità per i visitatori di sperimentare un nuovo percorso all’interno della Piramide.
Negli ultimi tre anni, però, il sito – riferimento culturale e visivo del quartiere Ostiense – è stato nuovamente oggetto di una campagna di restauro che ha obbligato alla chiusura al pubblico, per restituire ora un’area archeologica completamente riqualificata e valorizzata da una nuova illuminazione.
Il restauro finanziato dal PNRR – Caput Mundi: la nuova illuminazione
In questo caso, i fondi utilizzati per l’intervento curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma sono stati stanziati nell’ambito del PNRR – Caput Mundi per il Giubileo del 2025 e hanno consentito il completo rinnovamento dell’impianto di illuminazione scenografica, sia esterna sia all’interno della camera funeraria, progettato per mettere in risalto l’architettura della Piramide e gli apparati decorativi dell’ambiente sepolcrale, per una lettura più efficace del monumento anche nelle ore serali. Sono inoltre stati realizzati un percorso di accessibilità con una nuova pavimentazione, la sistemazione delle aree verdi con il rifacimento dell’impianto di irrigazione, i nuovi pannelli informativi, la riqualificazione delle recinzioni, la sostituzione del cancello di accesso da piazzale Ostiense con un nuovo corrimano lungo la scalinata e una migliore organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina che popola l’area. “Abbiamo seguito un principio preciso: migliorare ogni aspetto della visita nel rispetto dell’identità del monumento” evidenzia Barbara Rossi, che è responsabile della Piramide Cestia. Il sito sarà dunque più leggibile, accessibile e funzionale.
Le visite gratuite alla Piramide Cestia a settembre e ottobre 2026
E i più fortunati potranno verificarlo già in occasione del primo calendario di aperture gratuite, diurne e serali, il programma dal 4 settembre al 31 ottobre. Le visite guidate serali prenderanno il via il 4 settembre e proseguiranno tutti i venerdì del mese (4, 11, 18, 25), le diurne, non guidate, in date specifiche nei mesi di settembre e ottobre (a settembre: 5, 12, 19, 26 e 27; a ottobre: 3, 10, 17, 24, 31), con più turni nel corso delle diverse giornate. Tutte su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili, sempre per una durata complessiva di 45 minuti.
La storia della Piramide Cestia di Roma nei secoli
Unico monumento superstite della moda egizia che si diffuse a Roma dopo che l’Egitto era divenuta provincia romana (nel 31 a.C., Augusto prendeva possesso della regione, dopo la morte di Cleopatra), la Piramide di Caio Cestio Epulone è alta 36,40 metri, con una base quadrata di 29,50 metri di lato, ed è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni. Questa tecnica costruttiva perfezionata dai Romani ha una forte resistenza strutturale, e ha consentito di progettare l’edificio con una forma più slanciata rispetto alle piramidi egiziane. Il rivestimento esterno è costituito da lastre in marmo lunense, mentre la cella funeraria, con volta a botte, è decorata con pitture nel terzo stile pompeiano votate alla semplicità, in osservanza alle leggi contro l’ostentazione del lusso promulgate da Augusto. Grazie al suo inserimento nelle Mura Aureliane tra il 272 e il 279 dopo Cristo è giunta fino a oggi praticamente intatta, anche perché il riutilizzo l’ha preservata dalla spoliazione che ha colpito molti altri monumenti della città. Ancora nel Medioevo e nel Rinascimento, del resto, la Piramide conservava la sua valenza simbolica: nel Medioevo fu identificata, erroneamente, come la meta Remi (la tomba di Remo, in accoppiata con la meta Romuli identificata nella piramide di via della Conciliazione).
Al 1633 risalgono i primi scavi intrapresi per ordine di papa Alessandro VII Chigi, che ne fece incidere la memoria sulla facciata. Allora si fece luce sulla reale origine del monumento: all’esterno furono trovate le basi di due statue dedicate a Gaio Cestio e fu aperto un ingresso nella Piramide che portò a scoprire la camera sepolcrale, però vuota perché già visitata da tombaroli (probabilmente sin dal Medioevo). Persino Borromini si cimentò con l’idea suggestiva di trasformare la cella funeraria in chiesa, ma il progetto non ebbe mai seguito.
Visite gratuite alla Piramide Cestia
Via Raffaele Persichetti, Roma
Settembre e ottobre 2026
Prenotazioni online
L’articolo "A Roma torna visitabile la Piramide Cestia (gratis e pure di notte)" è apparso per la prima volta su Artribune®.