A Pontida le ricette dei manager per far correre l'Italia
- Postato il 10 settembre 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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A Pontida le ricette dei manager per far correre l'Italia
Energia, infrastrutture, imprese. Sono questi i grandi temi affrontati da alcuni dei più importanti manager italiani all’evento “A tua difesa: verso la finanziaria 2027”, organizzato dalla Lega a Roma. Interventi che hanno tracciato un quadro preciso delle criticità del nostro Paese e del modo con cui affrontarle. A cominciare dall’energia. Anche perché l’Italia importa il 15% fabbisogno dall’estero. E questo in un momento in cui le previsioni indicano una domanda crescente di energia elettrica, sulla spinta dall’elettrificazione dei consumi. In primis, i veicoli a batteria.
Un tema che si intreccia con le difficoltà di approvvigionamento energetico che si è manifestata a partire dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e aggravata dal blocco dello stretto di Hormuz. Secondo il vicepresidente di Confindustria con delega al credito, Angelo Camilli, che ha evidenziato come, se si vuole rafforzare la competitività delle imprese italiane, «dobbiamo intervenire sui costi e sulle condizioni che determinano le scelte di investi mento». Il primo fattore è l’energia. «A settembre» ha spiegato Camilli «il prezzo dell’elettricità all’ingrosso è di circa 109 euro/MWh, contro 78 in Francia, 77 in Germania e 69 in Spagna. Non è un divario episodico, ma un elemento che incide strutturalmente sulla competitività della nostra industria e del nostro export. Per ridurlo abbiamo a disposizione i 14,4 miliardi di flessibilità europea disponibili nei prossimi tre anni». Anche per questo la manovra dovrà mettere «al centro soluzioni per la crescita e la competitività dell’industria».
COMPETITIVITÀ
«L’Italia», ha sottolineato ancora Camilli, «ha un’industria che dimostra ogni giorno di saper competere sui mercati internazionali, ma lo fa in condizioni di svantaggio sistemico. Negli ultimi trent’anni la nostra crescita è stata nettamente inferiore a quella delle principali economie avanzate, mentre dal 2015 le esportazioni italiane di beni in volume sono cresciute più rapidamente di quelle di Germania e Francia. «È questo il paradosso da cui dobbiamo partire: le imprese sono competitive, ma non possiamo chiedere loro di continuare a esserlo nonostante le politiche e non grazie ad esse». Per Camilli quindi dovranno essere affrontati in manovra «i nodi strutturali che frenano la crescita: dimensioni ancora troppo ridotte, patrimonializzazione incompleta, difficoltà di accesso al capitale e incertezza normativa».
PNRR Gianpiero Strisciuglio, ad di Fs, ha invece sottolineato gli imponenti investimenti realizzati tramite il Pnrr: «Come Ferrovie dello Stato siamo riusciti a conseguire tutto quanto previsto negli strumenti di pianificazione di questo piano ambizioso, che è un punto di partenza e non di arrivo, per trasformare i cantieri in opere e servizi a disposizione dei nostri viaggiatori».
Della situazione delle autostrade ha parlato invece l’ad di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana. «Per noi garantire la sicurezza della rete è il primo obiettivo» ha detto, «lavoriamo per mantenere efficiente il nostro patrimonio infrastrutturale anche per i decenni a venire». Per questo, ha aggiunto, Aspi è impegnata in un grande piano di rigenerazione dell’infrastruttura: «Tra il 2025 e il primo semestre 2026 sono stati spesi 3,3 miliardi di euro per attività di manutenzione, ammodernamento e potenziamento della rete». All’evento era presente anche il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.
In materia di sostegno all’agricoltura, ha sottolineato «c’è un grande assente che si chiama Europa» che «ha perso l’occasione di dimostrare che ha una conoscenza e sostiene i sistemi produttivi anche nei momenti di difficoltà. Quando questo non avviene, altri Paesi crescono e rischiano, su una filiera importante come quella dell’agroalimentare, anche di poterci superare in termini di strategia».
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