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A Pistoia si vota per le Comunali e la Lega (in affanno) torna all’attacco di don Biancalani. Ma il clima è cambiato per il prete dei migranti

  • Postato il 14 maggio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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A Pistoia si vota per le Comunali e la Lega (in affanno) torna all’attacco di don Biancalani. Ma il clima è cambiato per il prete dei migranti

Susanna Ceccardi torna fuori della chiesa della parrocchia pistoiese di Vicofaro. Quella di don Massimo Biancalani, il prete dei migranti. Microfono in mano, l’europarlamentare di Cascina inveisce contro il sacerdote: “Qui, in questa chiesa, la fonte battesimale era usata per lavare i calzini degli immigrati che don Biancalani accoglieva illegittimamente, tantissimi erano spacciatori, il quartiere in ostaggio di queste persone. Finalmente dopo otto lunghi anni l’incubo è finito e la legalità è stata ripristinata”. A questo punto la Ceccardi indica gli esponenti pistoiesi della Lega come protagonisti della battaglia contro don Biancalani e Vicofaro. Che però è chiusa e don Biancalani è stato nel frattempo dirottato nella parrocchia di Ramini.

Comizio fuori tempo? Niente affatto perché a Pistoia il 24 e il 25 maggio ci saranno le elezioni comunali e l’ex sindaco dei Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi ha lasciato (per sbarcare in Regione dopo aver perso la sfida con Eugenio Giani) e secondo un sondaggio di Emg per Toscana Tv il candidato del centrosinistra Giovanni Capecchi è in vantaggio sulla rivale di centrodestra Anna Maria Celesti (50,5 contro 44.5). Da qui il rieccola della Ceccardi in soccorso del centrodestra che rischia di perdere la città. E tema della contesa non è il governo di Tomasi ma Vicofaro. L’argomento sicurezza e migranti. Don Biancalani ancora al centro delle polemiche. E al centro del futuro di Pistoia che nel giro di un mese – tra maggio e giugno – cambierà sindaco e vescovo. Nuovi equilibri ecclesiali e politici, soprattutto se a vincere le elezioni sarà Capecchi. “Ci ho parlato e gli ho spiegato l’esigenza di un’ospitalità di bassa accoglienza. Vedremo”, dice don Biancalani, che martedì 12 maggio è stato intervistato per un’ora da Tvl, emittente locale di matrice cattolica. Un segno di apertura? Finora il vescovo uscente monsignor Fausto Tardelli non è stato tenero con don Biancalani, contro il quale ha emesso due decreti di rimozione, come parroco di Vicofaro e di Ramini. Come si ricorderà, Tomasi, in accordo con il vescovo, ha firmato nel giugno scorso il decreto “di smantellamento” del centro di accoglienza della parrocchia pistoiese di Vicofaro, dove erano ospitati circa 140 migranti. E la fotografia della polizia in stato di sommossa che entra nella canonica e porta via a forza tre migranti ha fatto il giro del mondo. “Vicofaro è stata chiusa però l’esperienza di don Massimo, come ho detto anche a lui, può e deve riprendere in altri contesti. Non può concludersi con la foto dei poliziotti in canonica”, ha detto il cardinale di Siena Paolo Lojudice, che è anche presidente dei vescovi toscani. Lojudice è amico e sponsor del nuovo vescovo di Pistoia Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana. “Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi”, sono state le prime parole di Mascagna, che si insedierà a giugno. Un saluto in cui – tra gli ultimi- sono citati anche gli immigrati. Una citazione che suona forse come l’inizio di “un cammino di ascolto e di dialogo” tra il nuovo vescovo e il prete dei migranti. Un cammino favorito, se vincerà il centrosinistra, anche da un nuovo clima politico. Così almeno spera don Biancalani.

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Il Fatto Quotidiano

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